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ROLFING® E DANZA [parte 2] ORIENTARSI



Tramite il Rolfing i muscoli più profondi si riattivano creando la stabilità da dentro e lasciano che la muscolatura in superficie si possa occupare del moto.

Orientarsi

Durante le sessioni, si risvegliano e praticano gli orientamenti verso lo spazio e verso la terra. Se la percezione dello spazio, sia interno al corpo, sia esterno, si chiarisce e si bilancia con l'orientamento verso la terra, il danzatore si potrà situare, nello spazio della scena, in modo più consapevole; potrà inter-agire e reagire più prontamente ad altri corpi e fattori esterni: la luce, la scena, gli altri danzatori etc.

L'Orientamento e i sensi

La ricerca continua dell'organizzazione posturale scaturisce da una costante valutazione, anche non corticale, del proprio equilibrio. L'orientamento fisico risponde e si modula in stretta relazione alle informazioni ricevute dai recettori sensoriali: esterocettori cutanei,†propriocettori, enterocettori†e†recettori vestibolari. Il tatto, la vista, l'udito, l'olfatto giocano, quindi, un ruolo essenziale in questa importante funzione. Per questo, durante le sessioni, l'attivazione consapevole dei sensi è parte integrata e intrecciata con l'intervento sul tessuto connettivo.

Mettere radici

"sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra!"

Riconoscibile, in queste frasi, il senso di molte altre dichiarazioni di performer e danzatori con cui i Rolfer collaborano. Grazie ad un più netto radicamento, l'apprendimento e l'avanzamento tecnico della danza sono facilitati. 
La fiducia nei "piedi che imparano a mettere radici" favorisce il senso dell'equilibrio. Sentire la terra vuol dire anche essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta, per spostarsi e saltare.

Registrando una maggiore stabilità, il corpo impara a distendere i muscoli, che in modo inadeguato ed eccessivo, si attivano per mantenere l'equilibrio. Spesso nei corpi notiamo che i muscoli più superficiali si comportano come stabilizzatori, si caricano di tensione nel tentativo di colmare la mancanza di tono dei muscoli profondi. Il corpo perde quindi elasticità, tutto impegnato a stabilizzarsi. Accade che anche i diaframmi, naturalmente disegnati per "respirare" (alternativamente contrarsi e distendersi), vengano usati per stabilizzarsi. L'uso improprio dei diaframmi propaga tensione nel corpo. Tramite il Rolfing i muscoli più profondi si riattivano creando la stabilità da dentro e lasciano che la muscolatura in superficie si possa occupare del moto. Sembrerebbe un paradosso: ben radicati siamo pronti ad essere più dinamici.

Autore:Anna Paola Bacalov
Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™


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