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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Sempre più persone fanno del Rolfing la propria professione, Il metodo olistico apprezzato per la propria poliedricità, spendibile in diversi ambiti e in un mercato con una richiesta sempre più crescente. Quest'anno Formazione Rolfing Italia, l'unica scuola italiana autorizzata alla formazione di nuovi Rolfer, ha recentemente rinnovato i propri piani formativi per rendere i percorsi ancora più accessibili e conveniente per gli studenti. Nuove formule educative, moderne, modulari e dinamica! Ecco una testimonianza a caldo inviata ad una delle insegnanti (Pierpaola Volpones): IL NUOVO PIANO FORMATIVO Il nuovo piano formativo di Formazione Rolfing Italia offre una formazione completa che permette di ottenere l'Attestato di Rilascio Mio Fasciale già dal completamento del Level 1. Il Level 1 è la porta di accesso al percorso per diventare Rolfer! I tre moduli Tocco Rolfing, Anatomia e Movimento offrono una visione olistica nuova e completa, che pone al centro di tutto la FASCIA , e permettono l'acquisizione dei primi strumenti per un suo trattamento efficace (Rilascio Miofasciale). Inoltre, due dei moduli del corso (Tocco e Movimento) si svolgeranno presso la meravigliosa location di Strigara, immersa nella natura nell'entroterra emiliano. Questo permetterà agli studenti di apprendere le tecniche Rolfing in un ambiente tranquillo e rilassante, lontano dalle distrazioni della vita quotidiana. NUOVE SOLUZIONI RATEALI Una delle novità più importanti dei nuovi piani formativi di Formazione Rolfing Italia è la possibilità di rateizzare i costi del corso. Questo significa che gli studenti possono suddividere il costo del corso in comode rate mensili, rendendo la formazione Rolfing più accessibile e conveniente per chiunque. Un'opportunità unica in Italia per coloro che desiderano fare del Rolfing la propria professione divenendo Rolfer Certificati (completando il level 2 e 3) e aiutare gli altri a migliorare la loro salute e il benessere. Nuovi programmi formativi, insegnanti internazionali qualificati, una location perfetta e possibilità di rateizzazione, rendono questo il momento migliore per intraprendere il percorso per diventare Rolfer. Maggiori informazione qui
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Davide Angeli e Sara Bega, in questo live-meeting tenutosi lo scorso 14 Maggio 2020, ci raccontano di come è iniziato il percorso che li ha portati ad essere uno (Davide Angeli) Presidente dell'Associaizone Italiana Rolfing® e l'altra (Sara Bega) parte attiva del Comitato di Ammissione internazionale. Buona visione
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Lunedi 23 Settembre, presso la Palestra Activity Club, via Alfredo Borotti 3 a Piacenza, Andrea Brighi, Certified Rolfer™, offrirà incontri individuali gratuiti dalle ore 10:00 alle ore 16:00. Un'opportunità per scoprire il lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea. Per Info e Appuntamenti chiamare il 3349518408 Maggiori informazioni su Andrea Brighi su www.andreabrighi.it
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Rolfing®, come pratica e professione, è un'arte che continua a svolgersi e accrescersi per tutta la vita di Rolfer™. La formazione avanzata è un momento molto speciale nella vita di un Rolfer ™, un momento in cui le conoscenze acquisite e le competenze dei primi anni di pratica saranno messe in discussione, affinate e portate ad un livello più elevato. La formazione avanzata permette in modo entusiasmante di approfondire, sperimentare ancor più profondamente cosa significa essere un Rolfer™ e praticare l'integrazione strutturale Rolfing. European Advanced Rolfing® Training 2020, in programma presso l'European Rolfing® Assocation e.V. (ERA) Training Center di Monaco, dal 28 Aprile al 21 Agosto 2020, avrà due insegnanti di eccellenza: Jonathan Martine e Rita Geirola, insegnante internazionale attiva anche nella Formazione Italiana Rolfing® CLICCA QUI per maggiori informazioni sull'European Advanced Rolfing® Training 2020 Fonte ufficiale: European Rolfing Association e.V. Maggiori informazioni su Rita Geirola qui
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.
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05 GIUGNO 2021. la ricerca contemporanea ci ha rivelato che la fascia è un organo sensoriale: In questo webinar, il dott. Robert Schleip, da vero divulgatore scientifico approfondirà il significato di questa definizione e delle relazioni fra fascia e sistema nervoso autonomo. Un webinar offerto da Formazione Rolfing Italia, utile per i professionisti della terapia manuale che agiscono sulla fascia e per i terapisti della riabilitazione. ISCRIVITI SUBITO
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Il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità, e le attività quotidiane, così come le passioni come l'arrampicata, possono creare schemi di tensione e disallineamento. Spesso, questi sbilanciamenti si traducono in rigidità, dolori o una ridotta efficienza di movimento. Ma cosa accadrebbe se potessimo ripristinare l'allineamento naturale del corpo, migliorandone la funzionalità e la percezione? Un articolo pubblicato su Climbing Magazine a cura di Mike Papciak, esplora i benefici del Rolfing, evidenziando come la fascia, quando disorganizzata, possa ostacolare il movimento fluido e causare dolore. A differenza di approcci più superficiali, il Rolfing mira a modificare la struttura corporea profonda, correggendo le fonti di tensione attraverso la serie di 10 sedute, per un migliore allineamento verticale e una ottimale funzionalità. Il Rolfing Consigliato per gli Scalatori La gravità e le posture che assumiamo possono alterare il nostro allineamento, generando rigidità muscolare e movimento limitato. Per gli scalatori, questo può manifestarsi in problematiche come tendiniti rotulee, distribuzione ineguale del peso sui piedi o rigidità negli avambracci. Questi esempi specifici evidenziano come le tensioni fasciali possano influenzare negativamente non solo le attività quotidiane, ma anche le performance sportive. L'esperienza condivisa nell'articolo di Climbing Magazine da uno scalatore professionista che si è sottoposto a un ciclo di Rolfing, sottolinea come questo approccio abbia portato a un significativo miglioramento della postura, una più equilibrata distribuzione del peso, una riduzione della tensione nella parte superiore del corpo, avambracci più sciolti e la risoluzione di una tendinite al ginocchio. Sebbene i benefici siano stati descritti come sottili e non una "rinascita magica", il Rolfing ha indotto una maggiore consapevolezza dell'allineamento corporeo e una diminuzione del dolore dopo lunghe giornate di lavoro o sessioni intense di arrampicata. Il Rolfing non si limita a trattare i sintomi, ma mira a rieducare il corpo a sostenere se stesso in modo più efficace rispetto alla gravità. Questo processo non solo ottimizza la postura, ma può anche portare a: Maggiore libertà e fluidità nel movimento: Il corpo si muove con minor sforzo e maggiore agilità. Riduzione dei dolori cronici: Alleviando le tensioni profonde e riallineando la struttura, si possono risolvere problematiche muscolo-scheletriche persistenti. Aumento della consapevolezza corporea: Si impara a percepire il proprio corpo in modo più completo, riconoscendo e modificando abitudini posturali potenzialmente dannose. Miglioramento della respirazione: Liberando la gabbia toracica e il diaframma, la respirazione diventa più profonda ed efficiente, influenzando positivamente l'energia e la vitalità. Senso di benessere generale: Un corpo più equilibrato, meno teso e più consapevole porta a un incremento significativo di energia e vitalità, migliorando la qualità della vita quotidiana. Se sei alla ricerca di un approccio che ti aiuti a migliorare l'equilibrio del tuo corpo, la tua postura e la tua performance, sia nella vita di tutti i giorni che nelle tue attività fisiche preferite, il Rolfing può offrirti una strada verso un benessere più profondo e duraturo. Fonte: L'articolo originale che ha ispirato questo abstract è "Climbing Magazine" e può essere consultato su RolfingWorks.com
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Lunedì 16 dicembre 2019 dalle ore 20:30 alle 22:00, una serata dedicata al Rolfing® e ai suoi benefici presso Rolfing Veneto Via L. Einaudi 124, 31015 Conegliano. I ritmi frenetici di oggigiorno, lo stress, la stanchezza e la mancanza di movimento tendono ad irrigidire e disorganizzare il nostro corpo invecchiandolo velocemente. Il Rolfing® ha la capacità di rimodellare il corpo e di creare un vero effetto antiaging che durerà nel tempo. Evento aperto al pubblico, previa prenotazione al 393 490 55 95. maggiori informazioni qui
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Come nasce lo stress? La nostra vita di tutti i giorni ci sottopone continuamente ad un serie di eventi e stimoli che creano pressione e stress. E' scientificamente dimostrato, infatti, che mente e corpo sono in stretta connessione, e tutto ciò che avviene a livello mentale successivamente causa reazioni sul corpo. Il nostro organismo è costretto a cercare continuamente delle mediazioni per poter fare fronte a tutte le situazioni della vita ma, allo stesso tempo, deve recuperare energie e ristabilire un equilibrio. In questo contesto, lo stress rappresenta una reazione adattativa, fisiologica e naturale che, se circoscritta, può essere anche sana. Quando però lo stress da stimolazione è particolarmente intenso o prolungato, esso diventa nocivo, fino al punto da creare alterazioni psicofisiche. Lo stress è il tessuto connettivo. Uno dei sistemi particolarmente sensibili a queste alterazioni psicofisiche scaturite dallo stress è il tessuto connettivo, una rete infinitesimale di tessuto a strati densi presente dalla superficie del corpo fino agli strati più profondi, che collega ossa, tendini, legamenti, muscoli e visceri. Il tessuto connettivo è intimamente connesso al sistema nervoso autonomo (conosciuto anche come Sistema Nervoso Vegetativo, composto dal sistema Simpatico e da quello Parasimpatico) che influenza particolarmente tanto il tono quanto la viscosità. Come si manifesta lo stress sul tessuto connettivo? Senza rendercene conto, ci ritroviamo a subire gli effetti dello stress sul nostro tessuto connettivo quasi quotidianamente: quando diciamo frasi come “mi si stringe il cuore”, “ho un nodo alla gola”, “sento due macigni sulle spalle” vuol dire che stiamo percependo proprio quello che avviene nel nostro tessuto connettivo. Stati come paura, preoccupazioni e rabbia innescano delle alterazioni che danno vita a delle vere e proprie restrizioni all’interno del tessuto connettivo, le quali possono sfociare in dolori cronici della schiena e del collo, irrigidimenti, emicranie, alterazioni viscerali e fibromialgie. Per combattere queste alterazione è necessario avere un apparato muscolo-scheletrico in grado di rimandare sensazioni di forza, di prontezza al movimento, di capacità elastica e scattante, per contribuire a rispondere con sicurezza all’evento stressante. Un potente aiuto conto lo stress lo può fornire il Rolfing. Per porre fine a situazioni come quelle appena descritte serve un intervento sul sistema nervoso che inneschi un profondo processo di autoregolazione. L’Integrazione Strutturale Rolfing, un efficace metodo di lavoro che agisce sulla fascia, a profondo valore psicofisico che consente, generalmente in dieci sedute, di allentare restrizioni fisiche, di allineare il corpo, di far riacquisire alla persona libertà di movimento, ampiezza di respiro e spazio mentale. Questo insieme di condizioni favorevoli agisce come un flusso di informazioni che dal “soma”, il corpo, arrivano alla neocorteccia, la quale “elabora” gli input positivi di benessere. Grazie ad essa la persona può “filtrare” gli eventi stressanti giungendo a un livello di percezione nuova, utile a gestire al meglio lo stress. Il Rolfer 'guida' la persona all’esplorazione delle proprie sensazioni corporee, facendogli prendere contatto con immagini, emozioni, pensieri e schemi motori, così da fargli recuperare il senso del proprio corpo attraverso una nuova e profonda stabilità psicofisica. Tutto ciò, a livello corporeo, gli permette di utilizzare al meglio la forza di gravità come una sorta di energia propulsiva che lo fa sentire forte, sicuro e libero di esprimersi. A livello psichico, invece, l’attivazione del sé corporeo profondo aumenta la capacità di auto ascolto e permette all'individuo di essere in contatto con una nuova consapevolezza delle proprie risorse, grazie alla quale impara a gestire con concentrazione e calma le situazioni di difficoltà e stress. Dopo aver provato il Rolfing, la persona scoprirà di possedere dentro di sé una inesauribile sorgente di forza e benessere, a cui poter attingere in qualsiasi momento della sua vita. di Daniela Risser Certified Rolfer™
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Quando ero incinta di 6 mesi di mio figlio Ian, ho iniziato la Fase 3 del Rolfing® Training. Sebbene avessi dei dubbi sul fatto che l'Intensive Training potesse essere un po' troppo per me e per il mio bambino, invece si è rivelato il percorso perfetto, in cui mi sentivo al sicuro in ogni momento. Sono stata supportata dai miei insegnanti e colleghi. Soprattutto, mi sono sentita sostenuta dalla gravità. Conoscevo la gravità, ma non avevo sentito come la gravità influenzi la mia postura e la mia vita quotidiana. La gravità era proprio lì e potevo facilmente allinearmi con quella forza ogni volta che la mia pancia cresceva. Nelle pratiche di Embodiment del Rolfing Training, ho scoperto "la linea", come viene chiamata nel Rolfing. Ho sperimentato "la linea" come un asse che scorre attraverso il mio corpo in modo dinamico. Sentivo il centro del mio corpo come un nucleo forte, le sessioni di Rolfing® hanno ampliato la comprensione del mio centro in un'interconnessione tra il mio corpo e lo spazio attorno a me. I miei piedi potevano radicarsi nel terreno, mentre la mia testa e i miei sensi erano orientati nello spazio in modo vivido e leggero. Ho imparato che non ho bisogno di portare avanti la mia pancia in crescita, sforzando la parte bassa della mia schiena. Invece, ho sentito mio figlio dentro il mio corpo e l'ho portato vicino alla mia linea mediana. Ero allineata. Posso sicuramente incoraggiare Rolfers® a fare sessioni durante la gravidanza, ma consiglio in particolare le sessioni di Rolfing durante la gravidanza per accompagnare quel momento magico della vita di una donna. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE Autore: Certified Rolfer®, Lea Kabirschke - Germania Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/how-rolfing-helped-my-pregnancy
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Immagini dinamiche Esami elettromiografici dimostrano una diversa intensità e cronologia dell'attivazione muscolare, a seconda di come uno stesso tipo di movimento venga pensato, organizzato ed eseguito. Le indagini rivelano anche una diversa stabilità e forza, se le direzioni del movimento si proiettano nello spazio. Ad esempio, un braccio sollevato davanti a noi, resisterà meglio ad una pressione esercitata dall'alto, se, distendendo le dita, immaginiamo che dai polpastrelli escano dei fasci di luce che prolungano nello spazio la direzione data dalle dita; risulterà invece più debole se non si attiva la proiezione. Ben radicati, proiettarci oltre i confini della materia corpo ci espande e rende forti. Gli orientali "evocano" e si relazionano, durante le classi di pratiche del corpo, a diverse immagini, che diventano supporto per il movimento e lo modificano profondamente. Nelle tradizioni orientali, le meditazioni, le forme, le posizioni e le sequenze di movimento sono designati con nomi di animali, paesaggi, movimento degli astri etc. Anche nella danza contemporanea si usa offrire agli studenti "immagini dinamiche", che aiutano il corpo a trovare soluzioni e organizzazioni nuove di movimento. I circensi e gli acrobati, per spiccare il volo, pensano di voler saltare più in alto della loro effettiva meta, e gli sportivi, per ottenere migliori risultati, usano tecniche basate su principi simili. Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita". La motivazione (vocabolo, che etimologicamente, riporta al concetto del moto) a spostarsi nasce, spesso, dalla necessità di relazionarsi con ciò che abita l'universo esterno al corpo. Osservando i bambini, è evidente che il motore del movimento è il voler raggiungere un oggetto/gioco/seno materno, con gli occhi, la bocca, la mano; è così che si sviluppa il tono muscolare, il sistema motorio e nervoso. L'evoluzione è una risposta al bisogno, alla necessità, alla motivazione. Respirare, immaginando un profumo da noi preferito, può davvero modificare quel sistema complesso, che è l'atto di inspirare, per esempio. Muoversi, immaginando di volersi spostare al sole, per riceverne calore sulla pelle, è ben diverso dal muoversi, con l'indicazione di spostarsi secondo una coordinata spaziale, come destra, sinistra, avanti, indietro, giù e su. L'immagine dinamica serve e nutre il movimento. Non siamo essere bipedi, perchè più di 200.000 anni fa un istruttore di posturale ci indicava di stare dritti con la schiena. Le tesi e le ipotesi sono molteplici; certamente, sia la necessità di coprire maggiore spazio con lo sguardo, per controllare il territorio circostante, sia l'esigenza di agevolare gli arti anteriori, sgravando gli stessi dalla funzione di sostegno, per poter meglio interagire manualmente con le cose, sono entrambi aspetti, che hanno giocato un ruolo importante nella conquista della posizione bipede eretta. Osservando gli animali, si nota che nell'atto di orientarsi "sollevano i sensi", li dirigono verso l'esterno, si raddrizzano per registrare ciò che accade attorno, specie se, per esempio, un suono o un odore attirano la loro attenzione, minacciando la loro sicurezza. Quando c'è orientamento, l'organizzazione del sistema motorio diventa efficace, il corpo sveglio, più elastico e pronto ad adattarsi e a muoversi, senza superflua tensione. Il Rolfing® tende a migliorare la stabilità dove è mancante, e lo fa, appunto, anche vivificando "il senso degli orientamenti". La ricerca dell'equilibrio, tra stabilità e mobilità, è uno degli obiettivi del Rolfing® e del Rolf Movement ed è, anche, alla base di ricerche e metodologie sul movimento, alle quali molti professionisti della danza si rivolgono, come Bartenieff Fundamentals, Contact Improvisation, Release technique, Feldenkrais, Body Mind Centering. Conclusioni Ben orientato e ben integrato, il corpo cerca la coordinazione migliore. Il presupposto, per un movimento efficace e armonico, è il buon orientamento tra terra e cielo, e non c'è da stupirsi: siamo esseri, che vivono tra terra e cielo. Riscoprire-costruire, ogni volta, il giusto orientamento ci rende pronti al movimento, sensibile e cosciente. Il danzatore sottopone a stress prolungati muscoli e articolazioni; l'integrazione Strutturale/Rolfing® è un valido strumento, che lo educa a prendersi cura di sé e lo aiuta, quindi, a prevenire disagi, che potrebbero compromettere la sua l'attività. I diversi danzatori, che si rivolgono ai Rolfer, nonostante siano già ben allenati a "sentirsi", trovano il Rolfing® un metodo apprezzabile, che modifica il modo di essere nello spazio e nel tempo, che offre una visione del corpo speciale e che merita di essere presa in considerazione. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™ *Il pensiero contenuto nell'articolo scaturisce dall'esperienza, dall'apprendimento e dalla riflessione personale sulla danza, sul Somatic Experiencing e sul Rolfing® FONTI H. Godard*, C. Pirovano∞, L. Bedodi∞∞, A. Cola∞∞, G. Galperti∞∞, R.Sensi∞∞ and G. Martino∞.† †* Universite de Paris VIII Saint Denis.† †∞ METIS - Medicine and Memory - International Center of Studies and Therapies for Women's Health - Milan.† †∞∞ Rehabilitation Dept. - National Cancer Institute - Milan.† ††REFERENCES† ††1. Martino G., Prevenzione e terapia degli esitt. In U. Veronesi (Ed.) : Manuale di senologia oncologica. Milano: Masson, 1993, pp. 431442.† ††2. Martino G.,II recupero del paziente oncologico: aspetti psicologici e riabilitativi.†In G. Beretta, E. Ghislandi, G. Luporini, A. Scanni (eds.) Atti del XV Corso di Aggiornamento in Oncologia Medica. Milano, 2629 giugno 1994. Milano: AIOM, 1994, pp. 439443.† † 3. Merson M.. Pirovano C., Balzarini A., Luini A., Biasi S., Galimberti V., Genitoni V., MuscoUno G., Veronesi P., The preservation of minor pectoralis muscle in axillary dissection for breast cancer: functional and cosmetic evaluation. Eur.J. Surg. Oncol. 18, 215218, 1992.† ††4. Godard H., Le geste manquant.†In: Revue Internationale de Psychanalyse, Etats corps, Ed. èrès, Paris, 5, 1994, pp. 6375.† † 5. Lee D.N., On the functions of vision. In: H. Pick and E. Saltzman (Eds.): Modes of perceiving. Hillsdale, N.J.: Lawrence Erlbaum Associates, 1978.† † 6. Fitch H.L., Tuller B., Turvey M.T., The Bernstein Perspective: III. Tuning of Coordinative Structures with Special Reference to Perception. In J.A. Scott Kelso(ed.) Human Motor Behaviour: An Introduction. Hillsdale, N.J.: Lawrence Erlbaum Associates,1982.† † 7. Damasio A. R., L'erreur de Descartes, Editions Odile Jacob, Paris, 1995.† † 8. Edelman G. M., Biologie de la Conscience, Editions Odile Jacob, Paris, 1992† † 9. Reed E. S., An Outline of a Theory of Action System, Journal of Motor Behavior, Vol.14 No 2, 98134, 1982.† † 10. Wall J.T., Kaas J.H., Sur M., Nelson R.J., Felleman D. J. and Merzenich M.M., Functional reorganization in somatosensory cortical areas 3b and 2 of adult monkeys after median nerve repair: possible relationships to sensory recovery in humans. J. Neuroscience 6, 218233, 1986.† † 11. Merzenich, M.M., Recanzone, G. H., Jenkins, W.M., and Nudo, R.J. How the brain functionally rewires itsef in Arbib, M.A., Robinson,J.A. :Natural and Atipical Parallel Computation MitPress Cambrige* 1990 , pp 177210.† † 12. Weisendanger M., Contrˆie cortical des mouvements et règulation par les affèrences proprioceptives, Journal de physiologie, Paris, 1976.†
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In Italia i Rolfer™ anche a casa non si fermano mai! Data l'emergenza sanitaria e l'obbligo di stare in casa, sono numerosi i Rolfer™ italiani che hanno deciso di produrre piccoli video homemade per offrire consigli o suggerire semplici tecniche per "Star Bene in Casa ai Tempi del corona virus". A partire da questa settimana dunque saranno condivisi sulla nostra pagina facebook anche i contributi video che i vari Rolfer™ Italiani stanno producendo in questo periodo di stop. Se sei un Rolfer™ e hai prodotto il tuo video segnalacelo tramite messanger, puoi usate anche il popup in calce a questa pagina. SEGUICI SU FACEBOOK #iorestoacasa #rolfing
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Sabato 17 Febbraio, si è tenuto a Noventa di Piave (Ve) presso la sala congressi Base Hotel, un evento di presentazione del "Metodo Rolfing". L'incontro è stato guidato da Pierpaola Volpones, Certified Advanced Rolfer e Insegnante internazionale, insieme ai nuovi Rolfers: Barbara Bon, Karim Lima Da Hora Sauro, Michele Simonetti, Antonio Taune e Cinzia Iezzi, con la partecipazione di Oxana Cretu (in platea) L'evento è stato un'opportunità entusiasmante per esplorare il Metodo Rolfing, scoprendo i suoi benefici e apprendendo le sue rivoluzionarie modalità di azione. L'interessante programma è stato integrato con mini sessioni gratuite in cui i partecipanti (su prenotazione) hanno potuto sperimentare il Tocco Rolfing e gli immediati benefici. L'interesse crescente per il Rolfing in Italia è palpabile! Se desiderate migliorare il proprio equilibrio e benessere, provate a cercare il rolfer più vicino cliccando sul link sotto. TROVA UN ROLFER Un grazie a tutti gli intervenuti da parte di Associazione Italiana Rolfing!
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Un recente articolo della Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price offre due approfondite riflessioni su come abbia supportato bambini piccoli con paralisi cerebrale spastica. Sebbene non si tratti di studi clinici, questi casi forniscono preziosi spunti su come il lavoro manuale sulla fascia possa influenzare il movimento, la postura e la consapevolezza corporea nei bambini. Leggi l’articolo completo su ESMED I due casi descrivono come sessioni regolari di Rolfing, condotte dalla Rolfer® Karen S. Price, abbiano portato a cambiamenti percepibili – non solo in aspetti misurabili come coordinazione o postura, ma anche nel modo in cui i bambini si sentivano e si esprimevano. Genitori e terapisti hanno osservato che i bambini si muovevano con maggiore facilità, mostravano meno rigidità e sviluppavano più fiducia e gioia nel movimento. Queste esperienze riflettono un principio fondamentale del Rolfing® : migliorare non solo la funzione, ma anche la qualità del movimento e la relazione del corpo con la gravità e lo spazio. Sebbene osservazioni individuali non possano essere generalizzate, esse invitano a riflettere su come il Rolfing® possa integrare altri approcci terapeutici, migliorando la consapevolezza corporea e sostenendo schemi di movimento più integrati. Fonte: Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price, BA, CAR: “Reflections on the Benefits of Myofascial Management in Young Children with Spastic Cerebral Palsy: Two Case Studies”, in European Society of Medicine, Vol. 13, Issue 8, agosto 2025 Abstract originario: https://rolfing.org/articles/success-stories/reflections-working-children-cerebral-palsy Autrice: Sabine Becker
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L'Evoluzione delle Metafore Di Lucia Merlino, Istruttrice Certificata di Rolf Movement™, Istruttrice Certificata di Rolfing® Le metafore sono state a lungo parte integrante della cultura umana, servendo scopi terapeutici, mnemonici e spirituali in vari ambiti. Dai rituali dello sciamanesimo alle pratiche strutturate della psicoterapia e riabilitazione moderna, le metafore svolgono un ruolo cruciale. In campi come lo sport e la danza, le metafore organizzano la percezione e la coordinazione del movimento, come si vede nelle pratiche di Integrazione Strutturale Rolfing®. Storicamente, le metafore erano considerate semplici elementi decorativi del linguaggio. Questa percezione iniziò a cambiare intorno al 1970 quando linguisti come Michael Reddy sostennero che le metafore sono fondamentali per la comunicazione quotidiana. Il lavoro di George Lakoff e Mark Johnson in "Metaphors We Live By" ha evidenziato che le metafore sono centrali per la cognizione umana. Ci aiutano a dare un senso al mondo collegando concetti astratti a esperienze fisiche. Facilitare l'Espressione e la Comprensione nel Rolfing® Le metafore giocano un ruolo vitale nel Rolfing, facilitando l'espressione, migliorando la comprensione, promuovendo la consapevolezza e approfondendo l'integrazione. Possono essere suddivise in metafore didattiche, sensoriali e integrative. Le Metafore Didattiche sono utilizzate dai Rolfers® per migliorare aspetti specifici della percezione, della cognizione e della coordinazione del corpo. Queste metafore possono essere sia percettive che anatomiche. Molti ricercatori del movimento hanno esplorato il potere dell'immaginazione. All'inizio del XX secolo, Mabel Todd sviluppò quello che in seguito divenne noto come Ideokinesi, un approccio che si concentra sull'uso dell'immaginazione mentale per migliorare le prestazioni fisiche. È stato ulteriormente sviluppato da Eric Franklin, attraverso le sue numerose pubblicazioni. Altri professionisti continuano a lavorare per dare vita a queste metafore visive. Le Metafore Sensoriali emergono dalle esperienze descrittive dei clienti. Quando le prime immagini timide emergono dai clienti o dagli studenti, è importante che il terapista le convalidi e le incoraggi, iniziando così l'apprendimento di questo nuovo linguaggio del corpo, il cui vocabolario è evocativo e metaforico. Spesso emergono immagini semplici, come una parte del corpo che sembra più grande, più pesante o più luminosa dell'altra. Ad esempio, una cliente ha descritto l'esperienza con il suo Rolfer in modo vivido: "Abbiamo cercato di colmare il divario tra la parte superiore e inferiore del corpo, inizialmente operanti indipendentemente. Lo sterno si è ammorbidito, radicandomi. Ho sentito una 'muscolatura' invisibile legare insieme le ossa, simile a una connessione profonda. Man mano che esploravamo ulteriormente, sono emerse metafore visive, come la 'coda di un dinosauro' e un 'mocio di capelli'." Le Metafore Integrative emergono come momenti di intuizione e consapevolezza, permettendo ai clienti di riconoscere nuove organizzazioni posturali che trasformano la loro percezione del mondo. Un'ipotesi è che queste metafore sorgano quando i clienti si liberano da schemi abituali e rigidi. Un cliente ha descritto il suo nuovo senso di libertà: "È come se fossi libero da una condizione di essere schiacciato in una morsa, da un soffocamento silenzioso. Sembra che due occhi nella bocca dello stomaco si siano aperti e che ci sia uno spazio vasto nella parte anteriore. Sembra di volare." Un altro cliente ha condiviso: "Ero una marionetta senza vita sotto il controllo di un forte burattinaio. Dopo il suo allontanamento, ho sentito una nuova autonomia nei miei movimenti, come se fossi passato da oggetto a soggetto." Le nuove metafore, nelle parole di Lakoff e Johnson, permettono la continua costruzione di nuove coerenze nella vita, dando nuovo significato a vecchie esperienze. Il processo di autocomprensione è uno sviluppo continuo di nuove storie di vita. Il Rolfing, quindi, può essere considerato un'opera di composizione, coinvolgendo una dimensione creativa. Man mano che i clienti ritornano a uno stato libero da tensioni rigide, il linguaggio metaforico li aiuta a comprendere e processare le loro esperienze. Attraverso la metafora, la narrazione diventa uno strumento potente per la formazione e la trasformazione. Autore: Lucia Merlino, Certified Rolf Movement™ Instructor, Certified Rolfing® Instructor, São Paulo, Brazil Illustrations: Copyright © Eva Furnari Fonte: European Rolfing Association: The Power of Metaphors of the Body
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Tratto dalla serie di video "Conversations with the Rolfing® Faculty", un'interessante video-intervista a Jan Sultan sottotitolata da Rolfing® Veneto. Fonte: YoutTube Jan Henry Sultan è un Certified Advanced Rolfer™ che opera a Los Angeles, California Oggi membro attivo della Faculty del The Rolf Institute® of Structural Integration
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In un recente articolo pubblicato su Structure, Function, Integration (giugno 2025), la psicologa clinica ed Rolfer™ Heather L. Corwin affronta un tema tanto semplice quanto spesso trascurato nella relazione professionale: la capacità di essere testimoni. Cosa significa, davvero, essere presenti mentre si accompagna qualcuno in un processo di cambiamento? Corwin — che ha esercitato come Rolfer™ prima di specializzarsi in psicologia clinica — descrive il "testimoniare" come un gesto semplice ma potente: osservare ciò che accade, riconoscerlo, dargli significato, senza fretta di correggerlo o giudicarlo. Non è passività: è un'attenzione attiva, che si nutre di autenticità e di intenzione. Secondo l'autrice, gran parte dell'efficacia di una relazione professionale nasce proprio da qui — non solo dal risultato tecnico ottenuto, ma dalla qualità della presenza che lo accompagna. Uno dei passaggi più diretti dell'articolo lo racconta bene: "la grazia significa accettare che le persone, me compresa, possano essere imperfette" — un invito a guardare chi abbiamo di fronte (e noi stessi) senza il bisogno di aggiustare tutto subito. Il Tocco Rolfing non è solo un intervento tecnico sulla Fascia Questo principio risuona profondamente con il modo in cui lavora un Rolfer™. Il Tocco Rolfing non è solo un intervento tecnico sulla Fascia: è anche un atto relazionale, fatto di ascolto e di attenzione al ritmo della persona che si ha di fronte. Prima ancora di riorganizzare la struttura nel suo dialogo con la Gravità, il Rolfer™ impara a osservare — come la persona respira, come si muove, come abita lo spazio nella stanza di lavoro. È in questo spazio di ascolto reciproco che, spesso, il cambiamento trova le condizioni per manifestarsi con più facilità: un cliente che si sente visto e accolto tende ad aprirsi con più fiducia al lavoro sul proprio corpo. Uno spunto di riflessione utile per la propria pratica quotidiana L'autrice richiama un principio caro anche a Ida Rolf: guardare la struttura a partire da come funziona, per capire dove e come offrire sostegno — un approccio che richiede, prima di tutto, capacità di osservazione non giudicante. Corwin sottolinea quanto la stabilità interiore del professionista sia essa stessa uno strumento di lavoro: restare presenti e regolati mentre si accompagna un cliente in un momento di cambiamento intenso offre a quest'ultimo un punto di riferimento stabile a cui appoggiarsi. Non si tratta di una competenza clinica, ma di una qualità di presenza che si può coltivare — attraverso la consapevolezza del proprio respiro, delle proprie sensazioni, dei propri limiti nella relazione con il cliente. Un invito, quindi, a considerare l'ascolto di sé come parte integrante della propria formazione professionale continua, non solo la componente più visibile e manuale del lavoro. Prima ancora di toccare un corpo, un Rolfer™ impara ad ascoltarlo. Essere testimoni — di sé e dell'altro — è forse il primo, silenzioso gesto di ascolto. Fonte: Heather L. Corwin, "Can I Get a Witness? A Healer's Most Needed Skill", Structure, Function, Integration - giugno 2025
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Sono Helene, insegnate di stretching posturale, una tecnica di movimento del corpo che aiuta a ristrutturare la postura grazie a degli esercizi che mescolano contrazioni e allungamenti muscolari. E grazie al Rolfing® ho dato un senso al lavoro che sto facendo anni su me stessa. L'approccio manuale del Rolfing®, infatti, mi ha consentito di aprire, armonizzare e anche prendere coscienza di alcuni regioni del mio corpo, che fino ad allora non ero mai riuscita a raggiungere. Il ciclo delle dieci sedute ha rappresentato una liberazione per il mio corpo, che ora riesco a vivere in ogni suo aspetto. “L'approccio manuale del Rolfing® mi ha consentito di aprire, armonizzare e anche prendere coscienza di alcuni regioni del mio corpo” Questi risultati li devo esclusivamente al Rolfing® e, in particolare, come questo viene praticato dalla mia Rolfer, Camilla Gotta. Il suo modo di lavorare ha contribuito a rendere ancora più efficaci gli effetti del Rolfing® su me stessa: Camilla sa come attivare nel cliente una maggiore introspezione, è in grado di osservare il corpo con cura ed acume e possiede un 'tocco' davvero intelligente ed adeguato.
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Nel panorama delle scienze del movimento applicate allo sport agonistico e professionale, l’attenzione si sta spostando con decisione dalla sola capacità contrattile del muscolo all'efficienza sistemica del tessuto connettivo. La performance di un atleta ai massimi livelli, specialmente in discipline invernali caratterizzate da forti carichi eccentrici e vibrazioni ad alta frequenza, dipende direttamente dalla capacità dei tessuti di gestire lo stress meccanico e metabolico. In questo contesto, l'organizzazione strutturale emerge come la variabile determinante. Microemodinamica e Fascia Toracolombare: Le Nuove Evidenze Uno studio cruciale condotto da Andreas Brandl e Robert Schleip (2023), pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, ha fornito prove quantitative di come il trattamento dei tessuti molli influenzi la biologia locale. La ricerca si è concentrata sulla fascia toracolombare, identificata non più come un semplice involucro inerte, ma come un organo sensoriale e metabolico densamente innervato. I risultati dello studio hanno evidenziato che interventi di rilascio miofasciale inducono un aumento della microcircolazione del 31,6% nell'immediato, che sale al 48,7% dopo 60 minuti. Per l'atleta, questo dato rappresenta una svolta: una microcircolazione efficiente previene l'ipossia tissutale e l'infiammazione cronica di basso grado, fattori che spesso portano all'attivazione dei nocicettori e al decadimento della precisione motoria. Morfologia Tissutale e Trasmissione della Forza Il rigore scientifico della ricerca moderna permette oggi di mappare l'organizzazione del collagene tramite ecografia ad alta risoluzione. Lo studio di Brandl et al. ha stabilito una correlazione diretta tra la morfologia del tessuto e la risposta circolatoria: soggetti con una fascia classificata come "organizzata" (strati distinguibili, bordi netti e lineari) presentano risposte emodinamiche significativamente superiori rispetto a chi presenta tessuti disorganizzati o fibrotici. In termini di performance, una fascia disorganizzata agisce come una barriera fisica che comprime i piccoli vasi sanguigni e impedisce lo scivolamento dei piani tissutali. Il Rolfing® interviene precisamente su questa architettura, favorendo il rimodellamento della matrice extracellulare. Come documentato nel SFI Journal (Giugno 2024), il recupero della capacità di scorrimento riduce la rigidità muscolare e ottimizza la soglia del dolore alla pressione, permettendo all'atleta di mantenere una biomeccanica efficiente anche sotto fatica estrema. Il Modello di Tensegrità nella Performance Dinamica L’approccio strutturale introdotto da Ida Pauline Rolf trova oggi conferma nel modello biomeccanico della tensegrità (integrità tensionale). Le ossa sono elementi di compressione sospesi in una rete continua di tensioni fasciali. Se questa rete è priva di restrizioni, la forza generata dai motori muscolari viene trasmessa in modo istantaneo e fluido. Nello studio citato, è stata osservata una riduzione della discrepanza funzionale della lunghezza degli arti e un miglioramento dell'allineamento della colonna, parametri che influenzano direttamente la distribuzione dei carichi e la prevenzione del sovraccarico funzionale. L'integrazione strutturale, dunque, non si configura come un intervento sintomatico, ma come una disciplina di ottimizzazione che mira a rendere il corpo un sistema metabolicamente efficiente e meccanicamente coerente, presupposti indispensabili per qualsiasi obiettivo agonistico. Fonti Scientifiche Primarie Brandl, A., & Schleip, R. et al. (2023). "Immediate Effects of Myofascial Release on Lumbar Microcirculation and Thoracolumbar Fascia Morphology". Schleip, R. (2023). Riferimenti tratti dal libro "Fascia in Sport and Movement". Schleip, R. (2024). Approfondimento sui meccanismi di microemodinamica fasciale pubblicato sul Structure, Function, Integration (SFI) Journal, Vol. 52, No. 1. Riferimenti Storici e Professionali James, H. G. (2024). "Honoring Helen 'Jimmer' James: Fascia researcher, Rolfer to Olympians". Articolo biografico e clinico nel SFI Journal, Vol. 52, No. 2
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Sorprendentemente alla lista delle sensazioni enterocettive si è aggiunto il senso del tocco affettivo, sensuale e piacevole. Questa scoperta è nata da una serie di esami su di un particolare paziente privo di afferenze mieliniche, in cui si è osservato che accarezzando lentamente la pelle con una spazzola morbida si è riusciti ad innescare una debole sensazione piacevole, anche se in realtà, il paziente non era stato in grado di riconoscere da quale direzione venissero le carezze. La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che questa sensazione vaga è stata accompagnata da una chiara attivazione della corteccia insulare, mentre nessuna attivazione è stata vista nella corteccia somatosensoriale primaria. (Olausson et al 2010). Sulla base della innervazione della pelle dei primati e di successivi studi con altri pazienti si è concluso che non vi è duplice innervazione tattile nella pelle umana pelosa: oltre a fibre afferenti mieliniche a conduzione veloce, vi è un sistema di conduzione lenta di fibre amieliniche C tattili (CT), afferenze che rispondono al tocco delicato. Le afferenze tattili C sono un tipo distinto di fibre amieliniche a bassa soglia di meccanorecettori che sono collegate con percorsi interocettivi neurali. Tali afferenti hanno una velocità di conduzione lenta (da mezzo secondo ad uno di ritardo dal momento dello stimolo all’arrivo al cervello). Poiché questo tipi di recettori non sono mai stati trovati nella pelle glabra (aree con assenza di pelo, come il palmo della mano e l’area plantare del piede) nonostante numerose registrazioni microneurografiche, si suppone che siano presenti solo nella pelle pelosa. Le cellule vengono stimolate da una leggera pressione sulla pelle e rispondono prevalentemente ad un tocco dolce e carezzevole. Le afferenze tattili C sono collegate a specifiche aree del cervello: la corteccia insulare, il solco temporale superiore posteriore, la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata dorso anteriore, che sono noti per essere attivati dal tocco affettivo (McGlone et al 2014). Si è concluso che la pelle dei primati contiene particolari recettori tattili che formano un sistema per il tocco sociale che può essere alla base della risposta emotiva, ormonale (ad esempio l’ossitocina) e quelle affiliative al contatto simile ad una carezza, cioè quello pelle-a-pelle tra gli individui. La profonda importanza di un tale sistema per la salute umana e il suo benessere è stato a lungo indicato (Montague 1971), almeno dal classico studio di Harlow (1958) utilizzando un neonato di scimmie Rhesus che esprimono affetto per una madre surrogata in risposta al comfort tattile . Ciò è ribadito da McClone et al. (2014) che ha suggerito l’ "ipotesi del tocco affettivo": il ruolo essenziale del sistema CT è quello di fornire un meccanismo di periferiche per la segnalazione di un piacevole contatto pelle-a-pelle negli esseri umani, promuovendo in tal modo il tocco interpersonale e il comportamento affiliativo. Fascia come un organo di interocezione Nei tessuti muscolo-scheletrici solo una piccola quantità di terminazioni nervose sensoriali sono meccanocettori mielinici legati alla propriocezione, come fusi muscolari, recettori Golgi, corpuscoli di Pacini o terminazioni di Ruffini. Prevalentemente, circa l'80% dei nervi afferenti, termina in terminazioni nervose libere (Schleip, 2003). I ‘recettori muscolari interstiziali’ che si trovano nei tessuti fasciali come l'endomisio o il perimisio sono collegati sia con i neuroni amielinici afferenti (allora si chiamava tipo IV o fibre-C) o assoni mielinizzati (tipo III o fibre Ad). Infatti il 90% di queste terminazioni nervose libere appartengono al primo gruppo, i neuroni C con fibre a conduzione lenta. Gli studi di imaging Funzionale magnetico di Olausson et al. (2008) hanno rivelato che la stimolazione di queste fibre neuronali C producono l’ attivazione della corteccia insulare (che indica un chiaro ruolo interocettivo di questi recettori) e non della corteccia primaria somatosensoriale che di solito è attivata da input propriocettivi. La sorprendente conclusione di questo è che il numero di recettori interocettivi nei tessuti muscolari di gran lunga oltrepassa la quantità di terminazioni propriocettive. Quantitativamente, si potrebbe stimare che per ogni nervo propriocettivo che termina in questi tessuti sono più di 7 le terminazioni che potrebbero essere recettori interocettivi. Mentre alcune di queste terminazioni nervose libere sono termorecettori, chemiorecettori, o hanno funzioni multimodali, la maggior parte di loro funzionano infatti come meccanocettori, che significa che sono sensibili alle tensioni meccaniche, pressione o deformazione di taglio. Mentre alcuni di questi recettori sono recettori ad alta soglia, è stato dimostrato che una porzione significativa (circa il 40%) può essere classificato come recettori a bassa soglia, che sono sensibili al tocco leggero, anche al tatto leggero come quello del “ pennello di un pittore" (Mitchell & Schmidt 1977). Molto probabilmente sono sensibili al dolce allungamento del tratto miofasciale eseguito da terapeuti. Tratto da Fascial Fitness Australia Traduzione di Barbara Valaguzza, Certified Rolfer®














