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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Dalla rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'Associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing® Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Ecco il terzo incontro con Cristina Lazzarini & Annalisa Di Salvo, Certified Rolfer™
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La maggior parte del movimento del corpo è prodotto dall'energia elastica immagazzinata nelle nostra fasce; i muscoli servono soltanto per iniziare il movimento, per impedirlo, per rinforzarlo o per cambiare direzione. In questo interessante articolo pubblicato su www.liguriasport.com, Marcel Teeuw, Certified Rolfer™, si chiede se a fronte di questa evidenza, i metodi di allenamento tradizionali sono sempre adatti alle varie esigenze. Cosa possiamo fare per sfruttare al massimo questo meccanismo di cui siamo attrezzati? Scopriamolo insieme in questo interessante articolo in cui l’autore approfondisce e sperimenta il Fascial Fitness: il metodo integrativo ideato da due dei più importanti Rolfer™ al mondo: Robert Schleip e Tom Myers. Fonte: www.liguriasport.com Autore: Marcel Teeuw
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Rolfing per il miglioramento dello stato di salute mentale e corporeo Ecco la video intervista rilasciata dal Certified Advanced Rolfer™ Alfredo Cerra alla radio "byNight Roma" (104.5FM). Si parla di Rolfing® come tecnica manuale per il miglioramento dello stato di salute mentale e corporeo, esempi aneddoti e benefici. Alfredo Cerra è un Certified ADVANCED Rolfer™ e Rolf Movement Practitioner attualmente attivo a Roma. Maggiori informazioni qui
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L'Evento “LA CURA DI SE’ attraverso il MOVIMENTO” è organizzato dall’Associazione Culturale “Danza E-Mozione”; un momento di incontro per rinnovare la salute psicofisica con 3 lezioni di movimento organico posturale e dinamico, tenute da professionisti del settore. L'evento si terrà nella natura del “Feotto” a Marina di Cottone (Me) – Fiumefreddo di Sicilia. Maggiori informazioni sull'evento qui Marina Blandini è Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner, membro del direttivo dell'European Rolfing® Association Fonte: www.rolfingsicilia.it
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"Una pioniera nella ricerca sulla Fascia" è il nuovo video realizzato da DIRI (Dr. Ida Rolf Institute®) sulla Dr. Ida P. Rolf e la sua intuizione sul tessuto chiamato Fascia e il suo ruolo sull'equilibrio del corpo umano. Buona Visione Fonte: Vimeo Produttore: DIRI (The Ida Rolf Institute™) Canale: Renaissance Media
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Un'intervista della Certified Rolfer® Stephanie Aimée Poole con Jakob Reichardt, scienziato dello sport e Certified Rolfer®, offre una prospettiva unica sull'efficacia dell'Integrazione Strutturale Rolfing® in sinergia con l'allenamento della forza. Questo articolo, basato su una conversazione originariamente pubblicata dall'European Rolfing Association a cura di Sabine Becker, evidenzia come la comprensione della miofascia sia cruciale per ottimizzare movimento, performance e benessere generale. Jakob Reichardt, con un solido background nell'allenamento della forza e nelle arti marziali, ha scoperto il Rolfing cercando un approccio al movimento che superasse i limiti del condizionamento tradizionale. Colpito dalla natura olistica e dal tocco distintivo del Rolfing, ha intrapreso la formazione per diventare un Rolfer, riconoscendo l'importanza delle connessioni miofasciali nel movimento atletico. La Chiave è la Miofascia Al centro della discussione c'è la miofascia: una rete che avvolge ogni fibra muscolare, estendendosi per tutto il corpo. Questo tessuto connettivo non solo supporta meccanicamente il movimento, ma comunica costantemente con il sistema nervoso, influenzando direttamente stabilità e coordinazione. Comprendere e lavorare con il sistema fasciale è fondamentale per ottimizzare l'efficienza dell'allenamento e prevenire gli infortuni. L'intervista sottolinea come il Rolfing sia cruciale per affrontare condizioni di malessere e fastidio o dolore, in particolare quello alla schiena, attraverso un approccio profondamente individualizzato. Invece di programmi standardizzati, il Rolfer analizza l'intera struttura e le abitudini di movimento della persona, percependo le tensioni e le disarmonie fisiche. Reichardt spiega che ciò che viene percepito come "tensione" spesso è uno spasmo compensatorio, un tentativo del corpo di creare stabilità dove manca un'integrazione strutturale. Il Rolfing agisce per ristabilire questa stabilità fondamentale e la libertà di movimento. Reintegrare il Movimento nella Vita Quotidiana Il grande vantaggio del Rolfing risiede nella sua capacità di liberare le strutture e ampliare la gamma di movimento. Tuttavia, come evidenziato, è essenziale che questa nuova mobilità venga integrata attivamente nella routine quotidiana del cliente. Senza l'applicazione pratica, il corpo tende a ricadere nei vecchi schemi disfunzionali. Per chi si avvicina all'allenamento della forza, Jakob consiglia di definire obiettivi chiari e, soprattutto, di affidarsi a un istruttore competente per apprendere la tecnica corretta, preferendo l'uso dei pesi liberi per una maggiore libertà di movimento. Per approfondire la conversazione completa, vi invitiamo ad ascoltare l'intervista originale nel podcast "Fluid Realities" dell'European Rolfing Association, condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Fonte: Questa intervista è un estratto di una conversazione con Jakob Reichardt sul Rolfing® e l'allenamento della forza. L'intervista completa è disponibile come registrazione audio nel podcast "Fluid Realities", condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Intervistato: Jakob Reichardt, Certified Rolfer® e scienziato dello sport – Monaco, Germania Intervistatrice: Stephanie Aimée Poole, Certified Rolfer® - Gmunden, Austria Autore Originario: Sabine Becker Foto: Copyright © Jakob Reichardt, Markus Mischen & Stefanos
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Quarto incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 23 Aprile alle ore 15:00 sul canale Facebook di AIR, un nuovo incontro pubblico con tema: Rolfing e Fisioterapia - Fascia e movimento: nuove prospettive in ambito riabilitativo. Come la terapia fasciale ha cambiato la mia vita e la mia professionalità. Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Bibiana Badenes - Fisioterapista, Rolfer e operatore Rolf Movement “Sono fisioterapista: il Rolfing ha cambiato la mia vita personale e professionale” Enrico Camilletti - Rolfer e Fisioterapista Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Con tocchi e pressioni graduali si ristabilisce l'equilibrio strutturale, contrastando stress e disturbi vari Pierpaola Volpones - Rolfer™ e Insegnante internazionale di Rolfing Questo mese il noto mensile Viversani e Belli dedica un approfondimento al Rolfing a cura di Chiara di Paola, la quale ha intervistato Pierpaola Volpones, Rolfer™ e Insegnante internazionale di Rolfing® e Rolf Movement® di Rimini. Pierpaola spiega alla giornalista come e perchè il Rolfing® sia diverso da un tradizionale massaggio, in quanto insegna ad ascoltare e ad assecondare il proprio corpo e a mantenere un benessere duraturo e generalizzato. Una pratica olistica sempre più diffusa in Europa che si fonda sul principio che "ogni corpo è intelligente" ovvero registra e organizza tutti gli stimoli che esso riceve. Grazie alla manipolazione profonda (sulla Fascia), l'articolo evidenzia i reali benefici del metodo e come esso agisca a 360° sul corpo umano. Una nota particolare sul come ogni "Percorso Rolfing" sia su strutturato a misura del cliente e in esso agisce in modo esclusivo e personale risolvendo in modo duraturo i fastidi e dolori di ogni giorno. In allegato le immagini dell'articolo per una lettura online. Un ringraziamento particolare a Chiara di Paola per aver acceso ancora una volta, i riflettori su questa disciplina sempre più diffusa e a Pierpaola Volpones per l'impegno e la dedizione che ogni giorno dona a questa pratica.
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Sabato 9 novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Sabato 9 Novembre è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: TimeOut.Training, Via Ferrari E., 4, 47838 Riccione RN DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Oggi vi proponiamo alcuni estratti dell'esperienza con il Rolfing di Michael Kellenberger, ballerino e coreografo professionista e perchè ha deciso di diventare un Rolfer™. Nell'intervista, pubblicata su European Rolfing® Association (rolfing.org), Michael Kellenberger - oggi Advanced Certified Rolfer® and Rolf Movement™ Practitioner - spiega perchè ha scelto il Rolfing e quali vantaggi il Rolfing può apportare ai danzatori professionisti. Come ballerino, perché hai deciso di diventare un Rolfer? "Sono diventato un Rolfer Certificato nel 2006. Prima ho ballato come ballerino e coreografo freelance realizzando progetti personali. Ma come ballerino/coreografo di solito c'è sempre un momento in cui devi decidere se voler continuare a ballare, coreografare, insegnare magari... perché ad una certa età, c'è un limite nel mondo della danza per continuare a ballare. Questo è stato il punto principale per cui ho iniziato a pensare di fare una nuova educazione per tuffarmi in una nuova professione. (...) Quali vantaggi può portare il Rolfing® ai ballerini? "Direi che, quando fai l'educazione Rolfing, puoi acquisire una conoscenza molto più profonda di come il corpo si muove in gravità, perché è davvero un argomento tangibile quando lavori sulla rete fasciale nel corpo. Fai una esperienza diretta e tangibile di cosa accade quando il tuo corpo si muove nello spazio. Le tecniche che hai imparato per stare in piedi nello spazio diventano più chiare e comprendi ancor più il modo in cui il movimento sarà espresso dal tuo corpo (...) direi che c'è molto da guadagnare come ballerino con il metodo Rolfing, ma anche che il Rolfing stesso può trarre profitto dalla tua conoscenza di ciò che il movimento può fare e di cosa il movimento riesce ad esprimere. LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE QUI Fonte: https://rolfing.org/articles/video/rolfing-and-dance Autore: Michael Kellenberger - Advanced Certified Rolfer® and Rolf Movement™ Practitioner
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In un recente articolo comparso sulla rivista GEO, si parla della “scoperta” di un universo interno la cui funzione è ancora poco conosciuta. Oggetto dell’articolo è il tessuto connettivo, in particolar modo le fasce. Delle particolari guaine fibrose e biancastre che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella ricerca medico-scientifica. Numerosi sono infatti gli studiosi, che partendo da interessi differenti, ne hanno sottolineato la centralità nella genesi e nel mantenimento di diversi disturbi fisici, in particolar modo di quei fastidiosi e cronici dolori dell’apparato muscolo-scheletrico che sembrano non avere un riscontro causale nelle indagini diagnostiche tradizionali (RM, RMI, TC, RX). A parlarne, nell’articolo, è la professoressa Carla Stecco, docente di Anatomia presso l’Università di Padova. Come spesso accade, il punto di partenza è un problema personale. La docente racconta che all’età di 18 anni rimase coinvolta in un incidente stradale che le procurò una distorsione cervicale, problema che risolse con l’applicazione dei protocolli di intervento che normalmente si prescrivono in queste situazioni. Il dolore sparì, i giorni passarono e l’episodio venne archiviato come una brutta parentesi, una pagina nell’album dei ricordi della nostra vita. Con il passare del tempo, racconta la professoressa, e con l’adozione di posture sedentarie e abituali (gli studenti e coloro che lavorano dietro una scrivania hanno ben chiara questa immagine), iniziarono a comparire dei dolori inspiegabili, o almeno di intensità non giustificabile. Tutti, o la gran parte delle persone, sanno bene a cosa si riferisca la docente: quei dolori che ti spingono alla ricerca di un rimedio, che ti portano da uno studio all’altro alla ricerca di una causa ma soprattutto di una soluzione, quelle via crucis che spesso terminano contro un muro fatto da tre semplici parole “Ci deve convivere”. Questa è infatti la frase che molte persone si sentono ripetere al termine di questi pellegrinaggi della speranza su un cammino lastricato di visite mediche, farmaci, iniezioni, terapie, soldi e tempo. Ed è proprio durante questa ricerca che la dottoressa Stecco entra in contatto con un fisioterapista e per la prima volta sente il termine fascia. Nei corsi universitari, durante le dissezioni dei cadaveri, il tessuto connettivo è considerato una parte da eliminare, viene separato dagli organi e dai muscoli senza prestarvi alcuna attenzione. Esso è invece una struttura di raccordo, spiega la professoressa, “il tessuto connettivo lo troviamo ovunque, non solo nei tendini, nei muscoli e nelle cartilagini. Attraversa tutto il corpo come una rete, connettendo le diverse parti dalla testa ai piedi, dall’esterno all’interno. Avvolge e penetra tutti gli organi”. Se fingessimo di togliere tutto dal tronco, fino al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe completa: ogni organo, muscolo, ogni parte rimarrebbe dov’è, vuota certo, ma comunque ben posizionata e riconoscibile. Ci sono diverse tipologie di tessuto connettivo, che si differenziano sia per il tipo di cellule che lo compongono sia per la natura della matrice extracellulare presente. La natura di questa matrice determina le caratteristiche dei diversi tipi di tessuto connettivo: si va da una matrice extracellulare fluida (sangue e linfa) in cui possono essere trasportati diversi tipi di cellule connettivali (eritrociti, leucociti, ecc.), ad una matrice solida ma lassa che prevede il passaggio dei vasi sanguigni e delle sostanze, fino ad una matrice calcificata (tessuto osseo) che permette di creare strutture resistenti. L’interesse della studiosa è attirato dal tessuto connettivo lasso, che fa parte del “tessuto connettivo propriamente detto”, caratterizzato dalla presenza di numerose cellule con tipologia variabile mentre la sostanza amorfa è povera di fibre e non particolarmente densa, si presenta vischioso ed oleoso ed è disposto tra le diverse fasce, muscoli ed organi, ma anche all’interno dei singoli strati fasciali garantendo l’autonomia dei diversi elementi. Il connettivo lasso, dice la professoressa, permette al corpo in movimento l’armonia dello scorrimento interno. I muscoli infatti sono avvolti da questo tessuto ed ogni contrazione, ogni allungamento vengono trasmessi al tessuto connettivo che accompagna il movimento rendendolo fluido e armonioso. L’ipotesi della studiosa, e di molti altri che si sono avvicinati allo studio della fascia, è che questo tessuto, così come facilita il movimento può anche ostacolarlo, o più in generale, così come è coinvolto nel mantenimento di uno stato di benessere ed equilibrio tra le parti, può anche essere causa di dolore. Soprattutto se consideriamo che l’80% delle terminazioni libere dei nervi si trova nel tessuto connettivo sottocutaneo che delimita i muscoli. La rete connettivale è quindi piena di sensori del movimento e di nocicettori (i recettori del dolore), e contribuisce anche alla propriocezione, ossia alla capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepire il movimento. Gli studi sulla fascia hanno condotto gli studiosi ad ipotizzare che la causa del dolore non risieda solo nei muscoli e nelle articolazioni, ma potrebbe essere legata ad una alterazione delle fasce. Se i muscoli sono deboli, ad esempio per mancanza di movimento, il tessuto connettivo prolifera, si verifica cioè una produzione eccessiva di collagene che ne provoca l’irrigidimento. Strati rigidi e tesi causano dei blocchi, riducono l’azione lubrificante del tessuto connettivo, e questo impedisce ai vari elementi (muscoli, tendini, ecc.) di scivolare tra di loro. Questa mancanza di scorrimento limita la capacità di muoversi generando al contempo dolore. La docente nell’articolo utilizza una metafora di forte impatto, ossia paragona la fascia alla seta: immaginate due strati di seta che scorrono l’uno sull’altro, e poi immaginate la stessa operazione di sfregamento realizzata con del lino grezzo; la sensazione evocata dalla seta è quella che si ha quando le fasce sono “in buona salute”, quando si verifica una alterazione le fasce diventano come lino, fino addirittura ad incollarsi del tutto come fossero velcro. Robert Schleip, psicologo, Rolfer, biologo umano e fisioterapista, studia la fascia da anni presso il laboratorio dell’università di Ulm, in Germania. Egli sostiene, che essendo la fascia presente ovunque, un movimento del braccio si ripercuote sul piede, ossia che ogni movimento non rimane circoscritto alla sola parte che lo esegue e che in esso è coinvolta, ma si trasmette anche a zone limitrofe o molto lontane del corpo. Questo perché la fascia è come una sorta di rete che trasmette la forza meccanica in ogni punto del corpo umano. L’interconnessione delle parti spiega perché una lesione in basso può avere conseguenze in un punto più in alto del corpo. Anche in questo caso la verifica è abbastanza semplice da fare. Se cerchiamo nel nostro album mentale sicuramente troveremo il ricordo di una qualche esperienza capitata a noi o ad altri in cui, in seguito ad un problema ad un piede o ad un ginocchio, si sia manifestato un dolore alla schiena, o in cui una tensione cronica della mano abbia causato un dolore alla spalla. Queste sono situazioni di compensazione, il corpo si adatta assumendo una postura che permetta di non sentire dolore, ma con il tempo porta ad un peggioramento della situazione; ed è vero anche l’inverso, ossia una postura protratta per un lungo periodo di tempo può portare alla fissazione di una parte con una conseguente riduzione di mobilità e dolore. Le fasce, come ogni altra cosa, subiscono l’effetto del tempo diventando meno flessibili, ma sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate a causare dolori: distorsioni, contusioni, ferite, cicatrici post-operatorie, movimenti sbagliati…quei piccoli traumi quotidiani a cui non diamo peso, ma che con il tempo tornano a farsi sentire. Le fasce sono infatti molto sensibili sia a stimoli meccanici come l’attività fisica o la sua assenza, sia a stimoli psicologici come lo stress, e anche una errata alimentazione può influire su di esse. Una volta che questo processo “degenerativo” si è innescato, cosa possiamo fare? Robert Schleip afferma che “chi non si muove, si blocca”. L’attività motoria regolare stimola infatti il tessuto connettivo ed ha effetti anti-fibrotici: entro 72 ore dal movimento i fibroblasti iniziano a produrre nuovo collagene, e materiali molecolari, per sciogliere le catene infeltrite. Tuttavia questo lavoro di rinnovamento è molto lento e lungo, occorre infatti un anno per rinnovare metà del collagene presente nell’organismo. Solo dopo questo periodo sono riscontrabili miglioramenti nell’intera struttura corporea. Ma quando il corpo è ormai compromesso, il movimento non basta, bisogna fare di più. Ed è qui che intervengono tutti quegli approcci, spesso olistici, che agiscono sul connettivo. Come l’agopuntura, oggetto di studio della dottoressa Helene Langevin docente presso la facoltà di medicina di Harvard, a Boston. La quale ha rilevato come la torsione dell’ago nell’agopuntura classica stimoli una reazione meccanica nel connettivo facilitando l’eliminazione del collagene vecchio e la produzione del nuovo. Questo effetto anti-fibrotico si ottiene anche con i lenti e delicati allungamenti delle fasce nello yoga, o con la pressione e gli allungamenti manuali, soprattutto in quelle discipline che hanno come target il tessuto connettivo, come l’osteopatia, il massaggio connettivale, la terapia del trigger point, la manipolazione fasciale, il metodo di distorsione fasciale, e il Rolfing, già citato parlando di Schleip, che unisce alla manipolazione anche una educazione al movimento. Ispirato all’omonimo articolo comparso sulla rivista GEO. Rielaborazione e stesura a cura di Carla Ranalli, Certified Rolfer™ e Rolf Movement Practitioner
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Ida Paulina Rolf Il Rolfing deve la sua nascita a Ida Pauline Rolf. All'età di 20 anni circa Ida Rolf si diplomò al Barnard College di New York, e a 25 anni ottenne il PhD in Biochimica al "College of Physicians and Surgeons" presso la Columbia University. Nei sette anni successivi lavorò presso il rinomato Rockefeller Institute for Medical Research dove ottenne - cosa insolita per una donna a quel tempo - la posizione di Professore Associato. Dalla pratica dello Yoga, e grazie alla sua formazione scientifica, la Rolf sintetizzò un metodo che chiamò "Integrazione Strutturale". Dedicò il resto della sua vita a insegnare e trasmettere questa tecnica che più tardi prese il suo nome, "Rolfing".
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Sono fisioterapista: il Rolfing ha cambiato la mia vita personale e professionale -- Bibiana Badenes Rolfing e Fisioterapia: Fascia e Movimento: nuove prospettive in ambito riabilitativo. Come la terapia fasciale ha cambiato la mia vita e la mia professionalità. Quarto incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Bibiana Badenes Fisioterapista, Rolfer e operatore Rolf Movement - Enrico Camilletti Rolfer e Fisioterapista - Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing. Con la regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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SERATA DI PRESENTAZIONE METODO ROLFING® Roberto Rosolen, Certified Rolfer™, presenterà il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing® giorno 27 Febbraio ore 18:30-20:30, presso Respiro Srls - Viale Italia 194 - Conegliano. INGRESSO è GRATUITO previa prenotazione al 0438 35344 maggiori informazioni su www.rolfingveneto.org maggiori informazioni su Roberto Rosolen qui
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Mi presento: sono Marco, ho 47 anni e soffro di mal di schiena da quando ne avevo 19. Nel corso degli anni mi sono curato sia con medicine tradizionali che con altri metodi, ottenendo sempre risultati del tutto insoddisfacenti. Il dolore per me era era diventato un handicap, sia nel lavoro che nello sport: pratico arti marziali da tanti anni e non potevo più allenarmi come volevo. Un giorno stavo navigando su internet alla ricerca di qualche soluzione ai miei problemi e così ho scoperto il Rolfing. Mi sono incuriosito e ho deciso di provarlo subito. Già dalle prime sedute ho cominciato a sentire dei grandi benefici, sia sul piano fisico sia sul piano mentale. Più la mia mia postura migliorava più il dolore diminuiva. La sensazione è stata simile a dover imparare di nuovo a respirare, a camminare a muoversi. All'inizio sembra strano, ma pian piano questi nuovi schemi posturali e di movimento diventano naturali. Inoltre mi sono reso conto che il benessere fisico mi ha portato - e questo proprio non me lo aspettavo – una nuova apertura mentale, una visione piena e più positiva della vita. Oggi che sono passati circa due anni dall'inizio questo processo posso dire che il Rolfing ha cambiato la mia vita. In meglio.
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Siamo abituati a pensare che il significato delle nostre esperienze nasca dalla mente, come se il corpo fosse solo un mezzo di supporto, una macchina che obbedisce agli ordini del cervello. Eppure, cosa accadrebbe se ribaltassimo questa prospettiva e considerassimo il corpo come il vero protagonista della creazione del significato? È questa la riflessione proposta nell’articolo Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning, pubblicato nel Journal of the Dr. Ida Rolf Institute®. Scritto da Andrew Rosenstock, Nikki Olsen e Mark Johnson, l’articolo ci invita a esplorare una nuova visione del significato, radicata non solo nella mente, ma nel corpo e nelle sue interazioni con l’ambiente. Mark Johnson, uno degli autori, è noto per i suoi studi sulle metafore e sul loro ruolo nel plasmare la comprensione umana. Secondo lui: le metafore non sono semplici figure retoriche, ma strumenti che emergono dall’esperienza corporea e ci aiutano a navigare nella complessità della vita. Ogni movimento, ogni gesto, ogni sensazione diventa un tassello fondamentale per comprendere ciò che ci circonda. Il Corpo Come Creatore di Significato Immaginiamo di attraversare una stanza buia. Il nostro corpo si muove con cautela, le mani si tendono a cercare punti di riferimento, i piedi sondano il terreno. In questo momento, il nostro corpo non sta solo reagendo: sta creando un’esperienza di significato. Quella stanza buia non è più solo uno spazio vuoto, ma un luogo pieno di percezioni, tensioni e possibilità. Johnson sottolinea che questa capacità di attribuire senso al mondo non nasce dalla razionalità pura, ma dall’esperienza diretta del nostro corpo. Superare la visione dualistica mente-corpo, radicata nella cultura occidentale, significa accettare che il significato parte "dal basso", dal contatto fisico con l’ambiente e dalle emozioni che ne scaturiscono. Il Rolfing® e l'Embodiment Questa riflessione trova un’eco potente nel mondo del Rolfing®, un approccio che mira a ristabilire l’equilibrio tra corpo e gravità per migliorare il benessere. Gli operatori del Rolfing® lavorano sulla struttura corporea per favorire una maggiore consapevolezza e integrazione, aiutando le persone a percepire il corpo non come un’entità separata, ma come una fonte viva di significato. Un Invito alla Riflessione L’articolo Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning ci offre una nuova lente per osservare il nostro corpo e il mondo. Non si tratta solo di filosofia, ma di un modo pratico per riappropriarci della nostra esperienza quotidiana, ascoltando ciò che il corpo ha da dire. In un’epoca in cui siamo spesso scollegati dal nostro corpo, questa lettura ci ricorda quanto sia essenziale riscoprire la saggezza che nasce dal movimento, dalla sensazione e dal contatto. Un invito a riscoprire il significato incarnato, per vivere con maggiore presenza e consapevolezza. Fonte: Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning - An Excerpt of the Podcast, Touching Into Presence Pubblicato su Journal of the Dr. Ida Rolf Institute® Anno: 2023
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È il terrore di tutti i musicisti professionisti, perché impedisce di effettuare i movimenti necessari per suonare lo strumento. Parliamo della distonia, un disturbo caratterizzato da tensioni e movimenti involontari che, se concentrata in una parte del corpo, è detta focale. Alessandro Bares, musicista professionista italiano, violino, primo violino, direttore e fondatore di diversi gruppi, ha dovuto interrompere la propria carriera a causa della distonia focale: questo stop forzato è durato ben dieci anni. Un problema al terzo dito della mano sinistra, che dopo quindici anni di tentativi, solo il metodo Rolfing è riuscito a risolvere restituendolo finalmente alla musica. Curato inizialmente come epicondilite, poi come fibrosi, finalmente un chirurgo della mano emettete la diagnosi di distonia focale. Dopo diverse cure, un neurologo dichiara che non si può fare nulla. Quindi Bares si rivolge alle medicine alternative e poi a uno psicologo, ipotizzando che si potesse trattare di un disagio psicosomatico. senza Anche questa volta non arriva alcun risultato. La svolta arriva con la visita a Monaco di Baviera da un Ortopedico, anche lui violinista, specializzato in musicisti: ipotizza che il problema sia partito dal muscolo. Proprio a Monaco, in cui si trova la centrale europea del Rolfing, nasce in Bares l’idea di provare questo metodo, al fine di provare ad equilibrare tutto il corpo, cercando di alleviare le tensioni muscoli presenti nell’intera struttura. “Il problema non era focalizzato sul terzo dito, quello era il sintomo – spiega Bares - il problema era la coordinazione dei muscoli di tutto il corpo”. Il Rolfing si sviluppa lungo dieci incontri, attraverso la manipolazione della fascia (tessuto connettivo, recentemente battezzato interstizio, e classificato ufficialmente dalla comunità scientifica come organo, a tutti gli effetti!). Attravero la Serie di Dieci sedute Rolfing, personalizzate su ciascun cliente grazie al Bodyreading (osservazione fine del corpo in statica e movimento), ridona al corpo e alla psiche leggerezza, vitalità e armonia, grazie al sopraggiungere di un’accresciuta consapevolezza corporea e migliore funzionalità motoria. Il Rolfer educa il corpo a percepire cosa significhi essere ben allineati ed organizzati nello spazio gravitazionale, trasformando questa forza fisica in un vero e proprio strumento di informazione e sostegno posturale, Il risultato è un maggiore benessere, meno dolori e tensioni, un miglioramento del rendimento nelle attività quotidiane e l’adozione di atteggiamenti posturali più adatti per performance più efficaci: come quelli necessari a chi suona uno strumento per più ore al giorno. “I muscoli di una mano sono come i membri di un’orchestra – conclude Bares - L’orchestra suona bene se tutti gli strumenti suonano bene. Allo stesso modo tutto il corpo funziona molto bene se ogni singolo muscolo fa molto bene il suo lavoro”. Per saperne di più sull’applicazione del metodo Rolfing ai musicisti clicca qui (www.masavoi.com)
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“Mentre i muscoli si ammorbidiscono in risposta alle sue parole e al suo tocco, sembra che la mia scapola destra diventi fluida come su un letto ad acqua. "Non sono sicuro di aver mai provato una sensazione del genere," le dico, ma non importa. Vivien spiega che è semplicemente un modo di reagire del mio corpo per scoprire di cosa ha realmente bisogno, cosa vuole sentire e come vuole essere lasciato andare. A poco a poco i miei muscoli iniziano ad abbandonare una certa tensione di lunga data. " "Ho provato il Rolfing® e questo è quello che è successo" è una testimonianza molto interessante pubblicato sulla rivista Top Santè online sulla prima esperienza Rolfing® del vicedirettore Yvonne Martin. LEGGI TUTTO QUI Articolo tratto dal sito dell'Associazione Europea Rolfing (www.rolfing.org) Fonte Originaria: www.topsante.co.uk Autore: Yvonne Martin (Deputy editor of Top Santè) Rolfer: Vivien Skelton (Certified Advanced Rolfer™ and Rolf Movement™ Practitioner)
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Immagina di svegliarti al mattino e avvertirlo subito: quel dolore persistente e tirante alla schiena che ti accompagna da mesi. Hai provato stretching, massaggi, forse anche fisioterapia – ma niente sembra offrire un sollievo duraturo. Perché? Forse perché la causa principale si trova in un punto completamente diverso rispetto a dove si manifesta il dolore. È stato proprio questo che mi ha lasciato perplesso verso la fine dei miei studi in scienze motorie. Avevo imparato molto sul corpo, sul movimento e sulla terapia, ma la maggior parte degli approcci sembrava affrontare solo i sintomi. A ogni disturbo corrispondeva un esercizio specifico – ma dov’era il metodo che considerasse il corpo come un sistema veramente interconnesso? Fortunatamente, le mie ricerche mi hanno portato infine al Rolfing®. L’idea di riallineare il corpo, invece di limitarsi a correggere singole parti, mi è sembrata non solo logica, ma realmente sostenibile. Ma come funziona esattamente? E cosa rende le fasce così speciali? Fasce: molto più che involucri Già a metà del XX secolo, la Dott.ssa Ida Rolf riconobbe ciò che oggi viene salutato come una “riscoperta della medicina”: le fasce sono molto più che involucri passivi per muscoli e organi. Permeano l’intero corpo, collegando e separando le strutture allo stesso tempo, e si adattano continuamente ai nostri schemi di movimento e abitudini. Questa rete di tensione ci consente di mantenere una postura eretta con il minimo sforzo, permettendo al contempo movimenti elastici e fluidi. Le fasce non svolgono solo una funzione meccanica, ma anche sensoriale: sono ricche di recettori fondamentali per la percezione della posizione del corpo e del dolore. In particolare nei tendini, nei legamenti, nelle aponeurosi e nella fascia superficiale (fascia superficialis), si trovano molti più recettori che nei tessuti muscolari. Queste strutture conservano la nostra storia di movimento – e le nostre esperienze di dolore. Quando le fasce si irrigidiscono, possono limitare gravemente la libertà di movimento. Cicatrici, aderenze o cambiamenti tissutali legati a infiammazioni possono alterarne la struttura, portando a situazioni in cui certi movimenti non sono più percepiti o nemmeno più possibili. Maggiore libertà di movimento grazie al Rolfing Questi due fattori – tensione meccanica e consapevolezza propriocettiva – sono al centro di ogni terapia focalizzata sulle fasce. Nel corso della vita, siamo modellati dalla gravità, dalle abitudini e dalla nostra storia individuale di movimento, che ci porta inconsapevolmente a “specializzarci” in certi schemi. Questo può causare sovraccarichi asimmetrici e fastidi cronici. Ed è proprio qui che entra in gioco il metodo Rolfing: attraverso un lavoro preciso e stratificato sulle strutture fasciali, i Rolfer aiutano i clienti a liberarsi da questi schemi, riconquistando maggiore libertà nel movimento e nella postura – sia esterna che interna. La classica serie di 10 sessioni di Rolfing offre lo spazio necessario per riorganizzare in profondità gli squilibri strutturali, ridurre i sovraccarichi e instaurare cambiamenti duraturi nella percezione corporea. Molti dolori da sovraccarico si alleviano semplicemente migliorando l’equilibrio. Altri disturbi richiedono un approccio più consapevole o tecniche complementari. Ma ciò che mi affascina come operatore è che ogni processo di Rolfing è unico – ogni persona porta con sé una storia personale. Dal lavoro sul campo: quando gli schemi si trasformano Rivedo spesso, nei miei clienti, quei momenti di “aha!” che mostrano quanto il Rolfing possa essere potente: Mal di schiena: molti sono sorpresi che io non lavori direttamente sulla zona dolorante. Eppure, dopo la sessione, lo notano – il dolore si è attenuato o è sparito. Artrosi: le persone con artrosi cercano spesso di migliorare le posture compensative. Così facendo, ottengono non solo maggiore mobilità ma spesso anche una riduzione del dolore. “Ho provato di tutto!”: alcuni clienti hanno affrontato innumerevoli trattamenti senza miglioramenti duraturi. Spesso, l’integrazione di stimoli diversi in un approccio olistico fa la differenza – e all’improvviso i blocchi iniziano a sciogliersi. Più che meno dolore: molti raccontano che non è solo il dolore ridotto, ma una nuova consapevolezza corporea a farli sentire più leggeri e liberi. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. Naturalmente, il Rolfing® non è una soluzione universale per ogni condizione. Ma ciò che facciamo è lavorare in modo coerente con le strutture che collegano tutti i sistemi del corpo. Ed è proprio per questo che attribuisco grande valore alla collaborazione interdisciplinare con colleghi di altri ambiti – e imparo continuamente cose nuove. È anche per questo che, dopo 30 anni di esperienza clinica, trovo ancora stimolanti le sessioni di Rolfing: ogni persona arriva con i propri schemi di movimento, le proprie asimmetrie, le strategie individuali per affrontare la gravità e l’espressione della propria postura interiore. Differenti qualità tissutali e condizioni pregresse rendono ogni sessione unica. Le prospettive e le tecniche dell’Integrazione Strutturale Rolfing mi forniscono uno strumento potente per accompagnare i clienti verso un maggiore equilibrio e una trasformazione duratura. Il Rolfing è molto più di un metodo per trattare i sintomi. È un invito a riallineare il corpo e portarlo in equilibrio – con effetti positivi su postura, movimento e consapevolezza di sé. Chi si apre a questo processo spesso sperimenta cambiamenti profondi che vanno ben oltre la semplice assenza di dolore. Autore: Dr biol. hum. Stefan Dennenmoser, Certified Advanced Rolfer® & Rolf Movement™ Practitioner, Ravensburg and Ulm Editing: Sabine Becker | Stefan Dennenmoser in Ulm | Stefan Dennenmoser in Ravensburg Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/rolfing-more-than-fixing-whats-broken
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Scopri il metodo Rolfing® Dal 17 al 25 maggio 2025, in tutta Europa, i Rolfers® aprono le porte dei loro studi per gli Inside Rolfing® Days un’occasione speciale per scoprire e conoscere il metodo Rolfing®, fare domande e lasciarsi ispirare sperimentandone i benefici. Ogni Rolfer®, una proposta diversa... In questi giorni, ogni professionista aderente all'iniziativa proporrà attività personali e su misura: sessioni introduttive, incontri informativi, momenti di ascolto o esperienze pratiche. Un’opportunità preziosa per avvicinarsi a questa disciplina attraverso il contatto diretto con chi la pratica con passione e competenza. Perché partecipare? Per scoprire come il Rolfing® può migliorare la qualità del tuo movimento, il tuo equilibrio e il tuo benessere Per entrare in relazione con professionisti certificati e conoscere un approccio che lavora in profondità sul corpo e sulla postura Per lasciarti guidare da un'esperienza concreta, fatta di ascolto, dialogo e presenza Rolfer® aderenti all’iniziativa Ecco la lista dei Rolfer aderenti all'iniziativa, La lista è in aggiornamento continuo: torna a visitarla nei prossimi giorni per trovare l'incontro giusto per te. Questa iniziativa è un invito ad ascoltare il tuo corpo, entrare in contatto con te stesso e scoprire un nuovo modo di stare al mondo.














