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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Lunedi 23 Settembre, presso la Palestra Activity Club, via Alfredo Borotti 3 a Piacenza, Andrea Brighi, Certified Rolfer™, offrirà incontri individuali gratuiti dalle ore 10:00 alle ore 16:00. Un'opportunità per scoprire il lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea. Per Info e Appuntamenti chiamare il 3349518408 Maggiori informazioni su Andrea Brighi su www.andreabrighi.it
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In compagnia di Matteo Semprini Cesari , Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner e Personal Trainer, a Carpi si Terrà il primo Open Day dedicato al Rolfing. Un'occasione per scoprire il metodo definito dalla dott.ssa Ida P. Rolf e avvalorato dalle moderne ricerche scientifiche sulla Fascia. L'incontro si rivolge a tutti coloro che ricercano una maggiore elasticità strutturale, armonia nel movimento ed un migliore allineamento corporeo. Nel corso dell'incontro, solo per i primi iscritti, si avrà la possibilità di provare gratuitamente il metodo e valutarne dal vivo le modalità di azione. Per prenotazioni e informazioni potete contattare direttamente il Centro Kyo al fisso 059643222, oppure il Rolfer™ Matteo Semprini Cesari al cellulare 3402339813 Location: Centro Kyo - Carpi (MO), Via Cattano Nord 108 Telefono: 059643222 Telefono (Matteo Semprini Cesari - Rolfer™): 3402339813 E-mail: matteo.semprinicesari18@gmail.com
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Il Rolfing® è un metodo di lavoro corporeo sviluppata dalla Dr. Ida Rolf a metà del XX secolo. Nonostante la sua crescente popolarità come metodo per alleviare il dolore, migliorare la postura e la mobilità, nonché per aumentare il benessere generale, c'è ancora un malinteso riguardo al grado di disagio durante il processo di Rolfing. Alcune persone si chiedono: Il Rolfing è doloroso? La risposta è "No"! È importante comprendere che il Rolfing mira a ottimizzare la struttura e la funzione del corpo, infatti i Rolfers® riallineano e riequilibrano il corpo agendo sul tessuto connettivo oggi conosciuto anche come 'Fascia' - una rete interconnessa di tessuti che attraversa tutto il corpo e collega tra loro le diverse parti del corpo. Se alcune regioni del corpo sono sotto tensione o sbilanciate, queste possono influenzare altre parti del corpo. Per rilasciare la tensione, riallineare la fascia e correggere gli squilibri nel corpo, i Rolfers utilizzano un tocco speciale e mirato per lavorare sistematicamente attraverso il sistema miofasciale. Il Rolfer Avanzato Certificato John Wilson lo spiega così: Quando affrontiamo una restrizione muscolare, affondiamo fino allo strato di restrizione e lo sfidiamo lì, e non oltre. Se lo strato di restrizione è superficiale, lavoriamo in superficie, se lo strato di restrizione è profonda, andiamo in profondità ma non oltre il necessario, senza mai agire con una forza eccessiva. Questo può a volte portare a sensazioni di pressione, stiramento o disagio, particolarmente nelle aree dove la tensione si è accumulata o il movimento è limitato. Tuttavia, questa intensità sperimentata (e non dolorosa ndr) è transitoria, porta rapidamente a una diminuzione della sensazione di disagio e infine a un rilascio profondo di blocchi di lunga data: Alcune delle aree che vengono contattate in una sessione di Rolfing, spesso sono state mantenute in tensione per molti anni. Rilasciare questo tipo di tensione cronica può a volte risultare scomodo, anche se questa sensazione può essere minimizzata lavorando attraverso il respiro e il rilassamento, ad esempio respirando nella zona toccata. Ma è un tipo di “dolore” utile, che sta risolvendo qualcosa di profondo nel tuo corpo che raramente viene toccato – il tipo di tocco che noi Rolfers diciamo ‘fa bene, anche se fa male’. -- Rolfer Avanzato Certificato Alan Richardson. Articolo originale: EUROPEAN ROLFING ASSOCIATION LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO QUI: https://rolfing.org/articles/blog/is-rolfing-painful?ra
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L'Associazione Italiana di integrazione strutturale Rolfing® si prefigge i seguenti scopi: riunire i Rolfer™ italiani, ovvero i professionisti attestati dal Dr. Ida Rolf Institute® (D.I.R.I., già R.I.S.I.) e dallo European Rolfing® Association e.V. (E.R.A.) difendere i loro diritti e interessi professionali diffondere la conoscenza e gli obiettivi del Rolfing in Italia promuovere corsi di aggiornamento per i suoi membri; corsi introduttivi al Rolfing; formazione di base per diventare Rolfer; vigilare affinché i membri rispettino le regole etiche e professionali come specificato nello Statuto dell'Associazione. interfacciarsi con i clienti anche a garanzia dei professionisti che riunisce. rispondere ai criteri richiesti dalla L.4/2013 COME SI DIVENTA SOCI Possono iscriversi all'Associazione tutti coloro che sono in possesso dei requisiti previsti dallo statuto. Ogni candidatura viene valutata dal Consiglio Direttivo. I soci compaiono nell'elenco online con i propri dati e il titolo attribuito. L’operatore, il Rolfer™, aderente all’associazione è colui che ha concluso la formazione professionale, ed è quindi in possesso dell'attestato di “Certified Rolfer™” rilasciato dal Rolf Institute of Structural Integration Boulder (CO) USA. Rimane iscritto all'elenco il professionista socio che partecipa alle necessarie iniziative di formazione permanente.
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. Rolfing e Danza: Il corpo spazioso. La fascia e la sua danza Intervengono: Marina Blandini, Coreografa e Professore danza contemporanea, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Annapaola Bacalov ,Danzatrice, Coreografa e Rolfer, condivide la sua ricerca sul corpo in ascolto e in movimento Pierpaola Volpones , chair della Faculty Europea del Rolfing Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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Le conseguenze dello stress sulle persone sono da anni ampiamente studiate e confermate. Sappiamo che può essere “stressante” un evento per altri considerato “normale” e che questa valutazione è soggettiva. Secondo la definizione, ancora attuale, data dal primo studioso dello Stress, Hans Selye, negli Anni ‘50, lo stress è quella serie di adattamenti fisiologici ad un evento che viene vissuto come minaccia o avversità. Questa minaccia viene definita “stressor”. La percezione di un evento come “minaccioso” e la successiva riuscita nell’adattarvisi dipende da molti fattori, tra i quali il patrimonio genetico e la struttura di personalità. Un evento, percepito come “minaccioso” e prolungato nel tempo, ha più probabilità di innescare le risposte da stress non adattive e causare quindi patologie. Le conseguenze di una reazione non adattiva allo stressor producono manifestazioni Emotive, come ansia, insicurezza, irritabilità; Cognitive, come perdita della memoria, incertezza decisionale e scarsa concentrazione; Comportamentali come l’abuso di sostanze tranquillanti o stupefacenti, tabagismo, alcolismo, turbe del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) Fisiologiche, come disturbi del sonno, disturbi del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa; Patologiche come i problemi gastrointestinali, depressione, attacchi di panico, patologie del sistema immunitario. Lo studio di patologie correlate allo stress, come il Disturbo Post Traumatico da Stress, legato ad eventi come la guerra, catastrofi naturali o violenze sessuali, ha permesso di rilevare che le zone “più toccate” dallo stress sono quelle più “profonde” del nostro cervello. Il cervello detto limbico, che ha a che fare con la paura, la rabbia, l’appartenenza sociale, e il cervello detto rettiliano che si occupa del controllo della respirazione e del battito cardiaco e di tutte quelle risposte somatiche collegate alla risposta da stress. Le tecniche “top-down” (dall’alto verso il basso) che utilizzano la parola ed il linguaggio si sono rivelate essere meno efficaci di quelle definite “bottom-up” (dal basso verso l’alto). Detto in termini più semplici: gli approcci che usano il corpo e le emozioni sono maggiormente efficaci nel lenire gli effetti dello stress proprio perché partendo dal corpo e dal vissuto corporeo raggiungono più facilmente le aree del cervello che risentono dello stress. Ed infine il neuro scienziato Bessel Van der Kolk studioso del PTSD (Disturbo Postraumatico da Stress) aggiunge: “Per risultare efficaci, abbiamo bisogno di fare le cose che cambiano il modo di regolare queste funzioni fondamentali (la struttura corporea e conseguentemente le emozioni ed infine il pensiero - NdA), cosa che probabilmente non può essere fatto solo dalle parole e con il linguaggio”. Il Rolfing appartiene, in buona sostanza, a quelle tecniche che riprocessano dal basso verso l’alto permettendo alla persona di diventare più consapevole delle proprie sensazioni psico-corporee. Le conseguenze sono un pensiero più orientato al positivo e alla capacità di confrontarsi con le difficoltà. E’ dunque comprensibile come il Rolfing sia diventato uno strumento molto efficace nel ristabilire le capacità adattive dell’individuo agli eventi stressanti del nostro vivere quotidiano.
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Ed eccoci giunti al Quinto incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 30 Aprile alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, un nuovo incontro pubblico con tema: Rolfing e Osteopatia - La Fascia, organo di relazione tra la forma e la funzione, connette due terapie manuali. Una prospettiva più ampia per una professionalità più ricca. Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Andrea Meynardi - Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro - Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Sono intervenuti: Andrea Meynardi - Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro - Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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Seminari di introduzione al ROLFING® TRAINING di base Tutti gli incontri si terranno presso le sale conferenza dell'Hotel RE ENZO, in via Santa Croce 26 a Bologna. Per verificare la disponibilità delle loro stanze, qualora vogliate pernottare presso la struttura, 051523322 www.mchotels.it/reenzo/it I moduli per l'iscrizione saranno presto disponibili online in questa pagina, nel frattempo, per informazioni infotraining@rolfing.it ANATOMY A Bologna, dal 28 al 30 ottobre 2016 (3gg) Durante il seminario di 3 giorni verranno poste le basi per lo studio dell'anatomia del sistema muscolo-scheletrico. Il corso prevede lezioni frontali, esercizi di palpazione, costruzione di alcune strutture muscolari su piccoli manichini. Gli argomenti trattati e i distretti corporei presi in esame faranno da guida per la stesura della tesina di ammissione necessaria per accedere a Fase 1. COSTO: 400€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio) TOUCH A Bologna, dal 25 al 27 novembre 2016 (3gg) Uno dei requisiti per accedere a fase 1 della formazione Rolfing è avere un'esperienza di massaggio. Questo seminario di 3 giorni soddisfa proprio questo requisito per chi non avesse altra esperienza precedente; insieme fornisce alcune conoscenze di base del Tocco usato nel Rolfing che gli studenti stessi hanno riferito essere molto interessanti e utili anche per chi esperienza manuale ne ha. Con esercizi di palpazione e tocco, si imparerà ad usare le proprie mani, affinarne la sensibilità, la capacità di ascolto e si inizierà a percepire il proprio corpo per usarlo in modo efficiente ed efficace durante il lavoro. COSTO: 400€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio) MOVEMENT A Bologna, dal 4 all’8 gennaio 2017 (4gg) A differenza dei precedenti, questo è un corso di 4 giorni durante i quali si svolgeranno lezioni frontali, esercizi individuali e di gruppo per presentare e sperimentare i concetti fondamentali degli aspetti funzionali del metodo Rolfing. La partecipazione a questo seminario sostituisce due delle 5 sedute individuali di Rolf Movement richieste per accedere a Fase 1. COSTO: 450€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio)
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La realizzazione di questo documentario sul Rolfing è durata circa un anno e mezzo. Coloro che hanno partecipato alla realizzazione ci hanno colpito per la loro sincerità, la loro autenticità e il loro entusiasmo. Durante questa avventura l’obiettivo che mi sono prefissato è stato quello di mostrare ciò che è invisibile. Volevo piuttosto che lo spettatore avesse l’impressione di essere con noi nello studio per condividere un’ esperienza e un sentire che potesse far nascere in lui la voglia di conoscersi e di considerare un incontro con il nuovo, l’improbabile, il caso…. Volevo che lo spettatore potesse accedere ad una comprensione organica (per empatia con le persone del filmato) della plasticità umana, della capacità di cambiamento e di una forma di comunicazione che permette un lavoro di compartecipazione nella relazione terapeutica. Spero che almeno una parte di questi obiettivi siano riconoscibili nel filmato e che chi guarda possa essere toccato dalle testimonianze che contiene. Cordialmente Mathias Avigdor
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IL FASCINO DELLA FASCIA Anatomia • Funzione • Dinamica Riscopri il bello dell'anatomia umana in modo chiaro, semplice e piacevole per approfondire la tua conoscenza e stimolare la tua curiosità. Un corso IDEALE PER TUTTI, massaggiatori, fisioterapisti, personal trainer, insegnanti di yoga, bodyworkers e tutti coloro che vogliono approfondire ed osservare l'anatomia umana sotto nuovi e moderni punti di vista. SCOPRI DI PIU'
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Sono Marco, dalla Sardegna, un libero professionista appassionato di apnea e immersioni. Grazie al Rolfing ho scoperto di avere delle straordinarie potenzialità che non sfruttavo. Partiamo dall'inizio: frequentavo una scuola di apnea da circa tre anni, la disciplina mi piaceva e quindi mi allenavo costantemente per arrivare a buoni risultati. Quando ho iniziato, mi immergevo per miei 'modesti' 24 mt, che poi sono riuscito a portare a 35 mt. Nel frattempo, ho conosciuto il Rolfing. Per puro caso, durante una fiera del benessere. Attratto dal logo dell'Associazione Italiana Rolfing, che mi incuriosiva, mi sono fermato a chiedere informazioni al loro stand. E, da quel momento in poi, ho iniziato il mio percorso. Prima di inziare con le sedute ero convinto di avere una cassa toracica con una buona elasticità. Ora, invece, ripensando al mio torace, ma anche a tutto il resto del corpo, l'immagine che mi viene in mente è quella di una mummia egizia: una fascia stretta e per niente elastica che mi limitava nella respirazione e che rendeva ogni movimento più faticoso. Negli allenamenti con le pinne, ad esempio, le mie gambe faticavano per la mancanza di ossigeno. Ma pian piano, andando avanti con le sedute, ho scoperto che il Rolfing rendeva il mio torace elastico e leggero. Tanto che ora la mia sensazione nel prendere aria è quella di “non sentirmi mai pieno” perché il mio torace è completamente libero da tensioni, e lo è anche tutto il resto del corpo. Dopo il ciclo delle dieci sedute (e tanto allenamento), sono arrivato ad immergermi fino 75 mt. Galvanizzato da questo risultato, ho deciso di partecipare al campionato italiano indoor di Apnea. Prima, però, sono tornato dalla mia rolfer per un paio di sedute. Risultato: ho terminato la mia avventura agli italiani indoor con 116 mt e una bellissima sensazione di rilassatezza. Non perché ero in procinto di svenire ma perché mi sentivo favolosamente bene! Dopo la mia esperienza, devo proprio ammetterlo: ogni occasione è buona per consigliare il Rolfing a chiunque incontri.
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Orientarsi Durante le sessioni, si risvegliano e praticano gli orientamenti verso lo spazio e verso la terra. Se la percezione dello spazio, sia interno al corpo, sia esterno, si chiarisce e si bilancia con l'orientamento verso la terra, il danzatore si potrà situare, nello spazio della scena, in modo più consapevole; potrà inter-agire e reagire più prontamente ad altri corpi e fattori esterni: la luce, la scena, gli altri danzatori etc. L'Orientamento e i sensi La ricerca continua dell'organizzazione posturale scaturisce da una costante valutazione, anche non corticale, del proprio equilibrio. L'orientamento fisico risponde e si modula in stretta relazione alle informazioni ricevute dai recettori sensoriali: esterocettori cutanei,†propriocettori, enterocettori†e†recettori vestibolari. Il tatto, la vista, l'udito, l'olfatto giocano, quindi, un ruolo essenziale in questa importante funzione. Per questo, durante le sessioni, l'attivazione consapevole dei sensi è parte integrata e intrecciata con l'intervento sul tessuto connettivo. Mettere radici "sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra!" Riconoscibile, in queste frasi, il senso di molte altre dichiarazioni di performer e danzatori con cui i Rolfer collaborano. Grazie ad un più netto radicamento, l'apprendimento e l'avanzamento tecnico della danza sono facilitati. La fiducia nei "piedi che imparano a mettere radici" favorisce il senso dell'equilibrio. Sentire la terra vuol dire anche essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta, per spostarsi e saltare. Registrando una maggiore stabilità, il corpo impara a distendere i muscoli, che in modo inadeguato ed eccessivo, si attivano per mantenere l'equilibrio. Spesso nei corpi notiamo che i muscoli più superficiali si comportano come stabilizzatori, si caricano di tensione nel tentativo di colmare la mancanza di tono dei muscoli profondi. Il corpo perde quindi elasticità, tutto impegnato a stabilizzarsi. Accade che anche i diaframmi, naturalmente disegnati per "respirare" (alternativamente contrarsi e distendersi), vengano usati per stabilizzarsi. L'uso improprio dei diaframmi propaga tensione nel corpo. Tramite il Rolfing i muscoli più profondi si riattivano creando la stabilità da dentro e lasciano che la muscolatura in superficie si possa occupare del moto. Sembrerebbe un paradosso: ben radicati siamo pronti ad essere più dinamici. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™
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Quando l’occhio mi cade su disegni anatomici raffiguranti il corpo femminile durante la gravidanza, rimango colpita ogni volta di quanto il corpo delle donne sia disponibile ad aprirsi, cambiare ed accogliere.... (Parlando di Rolfing) Le donne che hanno “preparato” il loro corpo per questa rivoluzione, rendendosi più elastiche e fluide, integrate con la gravità, sicuramente risentiranno meno della sollecitazione che il peso del pancione darà sulla zona lombare, distribuendo e scaricando il peso a terra in maniera più economica. Inoltre, dopo il parto, il recupero dell’integrazione strutturale sarà più veloce, magari preparando il corpo per una seconda gravidanza, o comunque rendendo più lievi le incombenze soprattutto fisiche dei primi anni del bimbo. LEGGI TUTTO Articolo tratta dal blog di Maria Cristina Crivellari (https://www.cristinacrivellari.it/) - Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner
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In attesa delle nuove date del Congresso Nazionale e-CoScienza, proponiamo un interessante intervento del Prof. Carlo Ventura su TEDxTorino in cui parla della capacità di "sentire" delle cellule e di come questo influenzi il loro comportamento "Le nostre cellule, incluse le cellule staminali, oscillano di continuo, producendo segnali meccanici, a volte sonori, elettrici e luminosi. Le cellule sono anche in grado di “sentire” questi segnali, come una sorta di codice capace di cambiare il loro destino..." Il Prof. Carlo Ventura è Professore Ordinario di Biologia Molecolare Università di Bologna, Presidente di VID art|science (www.vidartscience.org) e autore di oltre cento pubblicazioni in extenso sulle più importanti riviste internazionali di biologia cellulare e molecolare Sara uno dei relatori del prossimo congresso e-CoScienza 2020, maggiori informazioni e pre-iscrizioni qui
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. Rolfing e Feldenkrais Fascia: l’anello di connessione tra integrazione strutturale e funzionale. Data: 20 Marzo 2021 Moderatrice: Marina Blandini - Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Rita Geirola membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Lucia Isabella Grazioli Rolfer™ e Insegnante di Feldenkrais Simone Costa Counselor a mediazione corporea, Rolfer (studente Feldenkrais) Raffaele Viscido Rolfer , Fisioterapista, Mezierista ( studente Feldenkrais) Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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Dopo la formazione universitaria in educazione fisica, oggi Markus Roßmann ha scelto di diventare un rolfer… ecco perchè in un video intervista pubblicata su European Rolfing® Association. Markus Roßmann dice: “Volevo imparare qualcosa che facesse star meglio le persone, ma non volevo davvero diventare un fisioterapista… poi ho fatto il ciclo di 10 sedute e questo ha cambiato la mia vita” Nell’articolo Roßmann racconta che grazie al Rolfing è cambiata la sua visione d’insieme del corpo umano e del corpo in movimento, dopo aver sperimentato il ciclo delle 10 sedute, grazie a cui ha risolto i suoi problemi all’anca, ha deciso di infatti di approfondire e diventare un Rolfer Certificato. “Lavoro in un centro di riabilitazione, agendo prevalentemente sulla riabilitazione del ginocchio ed è incredibile come attraverso il Rolfing possa influenzare i corpi così rapidamente, i pazienti adorano venire da me e vedere quel cambiamento. ” Rolfing® e Sport? Quali benefici può portare il Rolfing® agli atleti? “Quando gli atleti allenano i loro corpi per ottenere prestazioni sempre migliori integrando il Rolfing, i loro corpi diventano più fluidi ed “intelligenti”. I movimenti diventano più precisi e i loro muscoli lavorano meglio perchè supportati da un sistema fasciale che funziona. Non è una questione di Rilascio mio-fasciale, ma anche di ridare al sistema fasciale la capacità di immagazzinare energia cinetica e trasferirla.” Leggi l’articolo qui Autore: Certified Rolfer®, Markus Roßmann - Germany - Articolo originario: Rolfing and Sport by Markus Roßmann Fonte: www.rolfing.org
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Rolfer™, professionisti del settore, stampa e semplici curiosi: sono stati molti quelli sabato 1° ottobre hanno riempito la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, per partecipare al congresso internazionale sul Rolfing® S.I. dal titolo “Una visione pionieristica del funzionamento del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della fascia”. A partire dalle ore 10.00 si sono alternati sul palco alcuni dei Rolfer Italiani e all'evento ha partecipato in videoconferenza anche il Dr. Robert Schleip, autentico luminare negli studi sulla Fascia. Ecco una sintesi degli interventi principali. Ad aprire il congresso è stata Daniela Donati, presidente di Associazione Italiana Rolfing, con i saluti di rito ai partecipanti e a chi ha permesso all’intera fiera EDENICA di svolgersi, il collega e Rolfer, Andrea Brighi.. Il secondo intervento è stato quello dell'insegnante internazionale di Rolfing, Pierpaola Volpones, che ha narrato la vita di Ida Rolf in modo appassionato ed appassionante, intrecciando il racconto di vita privata della fondatrice del Rolfing con gli incontri di altri scienziati del suo tempo, la sua personalità con l'attuale visione del corpo prevista dal Rolfing. Il Rolfer Nicola Carofiglio ha spiegato l'esperienza più 'fisica' di questa professione, raccontando e mostrando ai presenti come la percezione delle proprie mani cambia col variare della postura. L'intervento del Dr. Robert Schleip, Rolfer e ricercatore di fama internazionale nel campo della fascia, in videoconferenza, ha comunicato alla platea gli ultimi risultati delle nuove ricerche sulla fascia. I Rolfer sono stati i primi a parlare di fascia e a intuirne le straordinarie capacità. Oggi, però, il mondo della scienza ha scoperto la fascia come terreno fertile di ricerca, poiché si sono evoluti gli strumenti tecnici, ora in grado di misurare questo tessuto connettivo attraverso ecografi ad ultrasuoni di alta definizione. In tal senso, le ricerche più significative sono risultate essere quella di Langevin sull’importanza della fascia lombare e la sua correlazione al mal di schiena; quella di Schilder, che evidenzia la differenza tra dolori muscolari e fasciali; quella di Bove, che studia le aderenze nel peritoneo nei topi, con e senza 'massaggio miofasciale'. La prima relatrice delle sedute pomeridiane del Congresso è stata la fisiatra e Rolfer Giovanella Pattavina, il cui intervento ha dimostrato alcuni paralleli interessanti tra il lavoro del dott. Bates (il cui metodo insegna ad utilizzare gli occhi, la loro muscolatura e la mente stessa in modo consapevole) e quello della dott.ssa Ida Rolf. Successivamente il Rolfer Elmar Abram e il collega Rolfer e Osteopata Andrea Meynardi hanno presentato alla platea di Ferrara un metodo per aiutare musicisti affetti da distonia focale: il Musireset®, il cui inventore è lo stesso Abram. Dopo aver illustrato la tecnica, Meynardi e Abram hanno fatto raccontare al violinista Alessandro Bares la sua testimonianza. Dopo ben 15 anni in cui era stato costretto ad interrompere la sua attività, grazie al Musireset, il musicista oggi è tornato a fare concerti! Il Convegno si è concluso con il contributo di Pierpaola Volpones, che ha spiegato a fondo, grazie al racconto diretto di alcuni professionisti, perché il percorso di formazione per diventare Rolfer è così speciale. Marcel Teeuw, Rolfer™ Certificato.
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Il modello di Tensegrità del bacino è un concetto utilizzato nel Rolfing® Integrazione Strutturale per descrivere la complessa struttura e funzione del bacino umano. Si basa sull'idea di tensegrità, secondo cui le strutture sono stabili quando mantenute da un equilibrio tra forze di tensione e compressione. Il bacino è un'articolazione cruciale che trasferisce il peso del torso sulle gambe. Si tratta di una struttura dinamica: le ossa del bacino, il sacro e il coccige, così come i muscoli delle gambe e addominali, sono interconnessi. I muscoli agiscono come elementi di tensione, mentre le ossa agiscono come elementi di compressione. Gli elementi di tensione mantengono gli elementi di compressione in una posizione specifica, fornendo stabilità e mobilità al bacino. Il modello di Tensegrità del bacino si differenzia da altri modelli che vedono il bacino come una struttura rigida circondata da muscoli e legamenti. Sebbene non sia una rappresentazione anatomica esatta del bacino, illustra le relazioni funzionali del camminare e le forze che agiscono sul bacino durante il movimento. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE














