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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Il corpo umano è un'opera d'arte in movimento, una sinfonia che necessita di armonia per funzionare al meglio. Questo è il principio che accomuna due discipline apparentemente lontane: il Rolfing® e l’Aerial Yoga. Come spiegato nell’articolo "Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga" su RolfingNow, la combinazione di queste pratiche può trasformare profondamente la nostra relazione con il corpo, offrendo benessere fisico ed emotivo. Il Rolfing® si concentra sull’allineamento del corpo rispetto alla forza di gravità, aiutando a rilasciare tensioni profonde e a correggere posture errate. Dall’altra parte, l’Aerial Yoga utilizza il supporto dei tessuti sospesi per creare una sensazione di leggerezza, permettendo al corpo di muoversi liberamente nello spazio. Questo interessante articolo sottolinea come l’assenza di peso durante le sessioni di Aerial Yoga aiuti a scoprire nuovi modi di percepire il corpo, liberandolo da restrizioni e dolori. Una sinergia tra tocco e movimento Il Rolfing® è una metodo manuale che lavora attraverso il contatto fisico per riorganizzare la struttura corporea, mentre l’Aerial Yoga integra il movimento fluido, creando una danza tra forza e morbidezza. Questa sinergia tra tocco e movimento permette di sperimentare una profonda connessione con il proprio corpo, aumentando la consapevolezza corporea e favorendo una sensazione di leggerezza interiore. Per chi è alla ricerca di un approccio olistico al benessere: la combinazione di Rolfing® e Aerial Yoga offre una strada verso la trasformazione personale. La forza di gravità non è più un nemico da combattere, ma un’energia con cui collaborare per ritrovare equilibrio, forza e serenità. Se questa armonia tra corpo e mente vi affascina, vi invitiamo a leggere l’articolo originale per scoprire come queste due discipline possano influenzare positivamente la vostra vita. Articolo Originario: Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga Kommentar verfassen / Rolfing / 10 Luglio 2024
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Nel panorama delle scienze del movimento applicate allo sport agonistico e professionale, l’attenzione si sta spostando con decisione dalla sola capacità contrattile del muscolo all'efficienza sistemica del tessuto connettivo. La performance di un atleta ai massimi livelli, specialmente in discipline invernali caratterizzate da forti carichi eccentrici e vibrazioni ad alta frequenza, dipende direttamente dalla capacità dei tessuti di gestire lo stress meccanico e metabolico. In questo contesto, l'organizzazione strutturale emerge come la variabile determinante. Microemodinamica e Fascia Toracolombare: Le Nuove Evidenze Uno studio cruciale condotto da Andreas Brandl e Robert Schleip (2023), pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, ha fornito prove quantitative di come il trattamento dei tessuti molli influenzi la biologia locale. La ricerca si è concentrata sulla fascia toracolombare, identificata non più come un semplice involucro inerte, ma come un organo sensoriale e metabolico densamente innervato. I risultati dello studio hanno evidenziato che interventi di rilascio miofasciale inducono un aumento della microcircolazione del 31,6% nell'immediato, che sale al 48,7% dopo 60 minuti. Per l'atleta, questo dato rappresenta una svolta: una microcircolazione efficiente previene l'ipossia tissutale e l'infiammazione cronica di basso grado, fattori che spesso portano all'attivazione dei nocicettori e al decadimento della precisione motoria. Morfologia Tissutale e Trasmissione della Forza Il rigore scientifico della ricerca moderna permette oggi di mappare l'organizzazione del collagene tramite ecografia ad alta risoluzione. Lo studio di Brandl et al. ha stabilito una correlazione diretta tra la morfologia del tessuto e la risposta circolatoria: soggetti con una fascia classificata come "organizzata" (strati distinguibili, bordi netti e lineari) presentano risposte emodinamiche significativamente superiori rispetto a chi presenta tessuti disorganizzati o fibrotici. In termini di performance, una fascia disorganizzata agisce come una barriera fisica che comprime i piccoli vasi sanguigni e impedisce lo scivolamento dei piani tissutali. Il Rolfing® interviene precisamente su questa architettura, favorendo il rimodellamento della matrice extracellulare. Come documentato nel SFI Journal (Giugno 2024), il recupero della capacità di scorrimento riduce la rigidità muscolare e ottimizza la soglia del dolore alla pressione, permettendo all'atleta di mantenere una biomeccanica efficiente anche sotto fatica estrema. Il Modello di Tensegrità nella Performance Dinamica L’approccio strutturale introdotto da Ida Pauline Rolf trova oggi conferma nel modello biomeccanico della tensegrità (integrità tensionale). Le ossa sono elementi di compressione sospesi in una rete continua di tensioni fasciali. Se questa rete è priva di restrizioni, la forza generata dai motori muscolari viene trasmessa in modo istantaneo e fluido. Nello studio citato, è stata osservata una riduzione della discrepanza funzionale della lunghezza degli arti e un miglioramento dell'allineamento della colonna, parametri che influenzano direttamente la distribuzione dei carichi e la prevenzione del sovraccarico funzionale. L'integrazione strutturale, dunque, non si configura come un intervento sintomatico, ma come una disciplina di ottimizzazione che mira a rendere il corpo un sistema metabolicamente efficiente e meccanicamente coerente, presupposti indispensabili per qualsiasi obiettivo agonistico. Fonti Scientifiche Primarie Brandl, A., & Schleip, R. et al. (2023). "Immediate Effects of Myofascial Release on Lumbar Microcirculation and Thoracolumbar Fascia Morphology". Schleip, R. (2023). Riferimenti tratti dal libro "Fascia in Sport and Movement". Schleip, R. (2024). Approfondimento sui meccanismi di microemodinamica fasciale pubblicato sul Structure, Function, Integration (SFI) Journal, Vol. 52, No. 1. Riferimenti Storici e Professionali James, H. G. (2024). "Honoring Helen 'Jimmer' James: Fascia researcher, Rolfer to Olympians". Articolo biografico e clinico nel SFI Journal, Vol. 52, No. 2
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Sono Marco, dalla Sardegna, un libero professionista appassionato di apnea e immersioni. Grazie al Rolfing ho scoperto di avere delle straordinarie potenzialità che non sfruttavo. Partiamo dall'inizio: frequentavo una scuola di apnea da circa tre anni, la disciplina mi piaceva e quindi mi allenavo costantemente per arrivare a buoni risultati. Quando ho iniziato, mi immergevo per miei 'modesti' 24 mt, che poi sono riuscito a portare a 35 mt. Nel frattempo, ho conosciuto il Rolfing. Per puro caso, durante una fiera del benessere. Attratto dal logo dell'Associazione Italiana Rolfing, che mi incuriosiva, mi sono fermato a chiedere informazioni al loro stand. E, da quel momento in poi, ho iniziato il mio percorso. Prima di inziare con le sedute ero convinto di avere una cassa toracica con una buona elasticità. Ora, invece, ripensando al mio torace, ma anche a tutto il resto del corpo, l'immagine che mi viene in mente è quella di una mummia egizia: una fascia stretta e per niente elastica che mi limitava nella respirazione e che rendeva ogni movimento più faticoso. Negli allenamenti con le pinne, ad esempio, le mie gambe faticavano per la mancanza di ossigeno. Ma pian piano, andando avanti con le sedute, ho scoperto che il Rolfing rendeva il mio torace elastico e leggero. Tanto che ora la mia sensazione nel prendere aria è quella di “non sentirmi mai pieno” perché il mio torace è completamente libero da tensioni, e lo è anche tutto il resto del corpo. Dopo il ciclo delle dieci sedute (e tanto allenamento), sono arrivato ad immergermi fino 75 mt. Galvanizzato da questo risultato, ho deciso di partecipare al campionato italiano indoor di Apnea. Prima, però, sono tornato dalla mia rolfer per un paio di sedute. Risultato: ho terminato la mia avventura agli italiani indoor con 116 mt e una bellissima sensazione di rilassatezza. Non perché ero in procinto di svenire ma perché mi sentivo favolosamente bene! Dopo la mia esperienza, devo proprio ammetterlo: ogni occasione è buona per consigliare il Rolfing a chiunque incontri.
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In compagnia di Matteo Semprini Cesari , Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner e Personal Trainer, a Carpi si Terrà il primo Open Day dedicato al Rolfing. Un'occasione per scoprire il metodo definito dalla dott.ssa Ida P. Rolf e avvalorato dalle moderne ricerche scientifiche sulla Fascia. L'incontro si rivolge a tutti coloro che ricercano una maggiore elasticità strutturale, armonia nel movimento ed un migliore allineamento corporeo. Nel corso dell'incontro, solo per i primi iscritti, si avrà la possibilità di provare gratuitamente il metodo e valutarne dal vivo le modalità di azione. Per prenotazioni e informazioni potete contattare direttamente il Centro Kyo al fisso 059643222, oppure il Rolfer™ Matteo Semprini Cesari al cellulare 3402339813 Location: Centro Kyo - Carpi (MO), Via Cattano Nord 108 Telefono: 059643222 Telefono (Matteo Semprini Cesari - Rolfer™): 3402339813 E-mail: matteo.semprinicesari18@gmail.com
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Il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità, e le attività quotidiane, così come le passioni come l'arrampicata, possono creare schemi di tensione e disallineamento. Spesso, questi sbilanciamenti si traducono in rigidità, dolori o una ridotta efficienza di movimento. Ma cosa accadrebbe se potessimo ripristinare l'allineamento naturale del corpo, migliorandone la funzionalità e la percezione? Un articolo pubblicato su Climbing Magazine a cura di Mike Papciak, esplora i benefici del Rolfing, evidenziando come la fascia, quando disorganizzata, possa ostacolare il movimento fluido e causare dolore. A differenza di approcci più superficiali, il Rolfing mira a modificare la struttura corporea profonda, correggendo le fonti di tensione attraverso la serie di 10 sedute, per un migliore allineamento verticale e una ottimale funzionalità. Il Rolfing Consigliato per gli Scalatori La gravità e le posture che assumiamo possono alterare il nostro allineamento, generando rigidità muscolare e movimento limitato. Per gli scalatori, questo può manifestarsi in problematiche come tendiniti rotulee, distribuzione ineguale del peso sui piedi o rigidità negli avambracci. Questi esempi specifici evidenziano come le tensioni fasciali possano influenzare negativamente non solo le attività quotidiane, ma anche le performance sportive. L'esperienza condivisa nell'articolo di Climbing Magazine da uno scalatore professionista che si è sottoposto a un ciclo di Rolfing, sottolinea come questo approccio abbia portato a un significativo miglioramento della postura, una più equilibrata distribuzione del peso, una riduzione della tensione nella parte superiore del corpo, avambracci più sciolti e la risoluzione di una tendinite al ginocchio. Sebbene i benefici siano stati descritti come sottili e non una "rinascita magica", il Rolfing ha indotto una maggiore consapevolezza dell'allineamento corporeo e una diminuzione del dolore dopo lunghe giornate di lavoro o sessioni intense di arrampicata. Il Rolfing non si limita a trattare i sintomi, ma mira a rieducare il corpo a sostenere se stesso in modo più efficace rispetto alla gravità. Questo processo non solo ottimizza la postura, ma può anche portare a: Maggiore libertà e fluidità nel movimento: Il corpo si muove con minor sforzo e maggiore agilità. Riduzione dei dolori cronici: Alleviando le tensioni profonde e riallineando la struttura, si possono risolvere problematiche muscolo-scheletriche persistenti. Aumento della consapevolezza corporea: Si impara a percepire il proprio corpo in modo più completo, riconoscendo e modificando abitudini posturali potenzialmente dannose. Miglioramento della respirazione: Liberando la gabbia toracica e il diaframma, la respirazione diventa più profonda ed efficiente, influenzando positivamente l'energia e la vitalità. Senso di benessere generale: Un corpo più equilibrato, meno teso e più consapevole porta a un incremento significativo di energia e vitalità, migliorando la qualità della vita quotidiana. Se sei alla ricerca di un approccio che ti aiuti a migliorare l'equilibrio del tuo corpo, la tua postura e la tua performance, sia nella vita di tutti i giorni che nelle tue attività fisiche preferite, il Rolfing può offrirti una strada verso un benessere più profondo e duraturo. Fonte: L'articolo originale che ha ispirato questo abstract è "Climbing Magazine" e può essere consultato su RolfingWorks.com
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Benvenuta Primavera... Sapevi che grazie al Rolfing® puoi respirare senza sforzo e liberamente! L'Integrazione Strutturale Rolfing® può aiutare a respirare con maggiore facilità e profondità. Molto spesso, i tessuti miofasciali del torace e della cintura scapolare sono così accorciati che le costole non possono muoversi liberamente durante la respirazione. Lavorando sulla mobilità della gabbia toracica, i Rolfers® si assicurano che il respiro possa diffondersi in tutto il corpo. Questo meraviglioso nuovo modo di respirare liberamente è un'esperienza speciale per molti clienti. Trova il Rolfer più vicino a te CLICCA NEL LINK SOTTO: TROVA UN ROLFER
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Questo metodo parte dal presupposto che esiste correlazione tra forza di gravità e funzionamento armonico del corpo umano. Quanto più il corpo è allineato, tanto più la gravità può fluire. Ciò è anche possibile grazie alla plasticità del tessuto connettivo che permette al corpo di cambiare forma. Attraverso un tocco sensibile e deciso, il Rolfer agisce per liberare il corpo dalle sue restrizioni e riallineare la postura rispetto al campo di gravità, rendendola al contempo più armonica ed equilibrata. "Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso" (Dr. Ida P. Rolf) Obiettivi del Rolfing • Aumentare il benessere individuale • Rendere il movimento più fluido ed efficiente • Migliorare la consapevolezza del proprio corpo Il Rolfing è un metodo che può essere utilizzato per riconoscere e provare a superare problematiche esistenti, che si possono ad esempio manifestare con mal di schiena, dolori cervicali, instabilità delle caviglie, periartriti scapolo-omerali ecc, ma anche come approccio preventivo per aiutare a mantenere e migliorare il proprio stato di benessere.
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Grazie al Rolfing®, al Rolf Movement® si impara a conoscere meglio il proprio corpo e a correggere anche in modo autonomo vizi posturali, che a lungo andare possono far insorgere fastidi dolorosi. In questo video France Hatt-Arnold - Certified Advanced Rolfer® - ci mostra come decomprimere la colonna vertebrale utilizzando semplicemente una sedia, un tappetino yoga e una coperta. GUARDA SU EUROPEAN ROLFING ASSOCIATION GUARDA
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Partire dal sintomo per arrivare al miglioramento della performance Un corpo rigido, dolorante, stanco, e la voglia di allenarsi che diminuisce. Sono sensazioni che gli sportivi professionisti conoscono bene: derivano dall’eccesso di sport e minano alla base la possibilità di ottenere risultati ma anche di divertirsi nella pratica sportiva. Intervenire, però, è sempre possibile. “Ho lavorato con moltissimi atleti – spiega Lucia Isabella Grazioli, Rolfer™ di Brescia – maratoneti, saltatori, che si sono rivolti a me per risolvere problemi fisici, dolori, tendiniti, contratture dovute all’eccesso di sport. Ma non è intervenendo sul singolo problema che si ottiene il risultato voluto. Il sintomo, il dolore, è semplicemente il messaggio che il corpo manda, per dirti che devi fermarti e intervenire”. In molte specialità sportive, anche olimpioniche, la risposta a queste sensazioni è un lavoro profondo sulla fascia, un intervento che non solo toglie il dolore, ma migliora sensibilmente la performance. “Sono sempre di più gli atleti di alto livello che si rivolgono al Rolfing – continua – perché la sua pratica si basa su solide basi scientifiche e permette di ridare elasticità alla fascia. La fascia è ricca di recettori, se non è elastica non permette ai muscoli di lavorare come dovrebbero. Quando è rigida è come avere addosso una tuta di acciaio: come può il muscolo dare il meglio di sé? Intervenire sulla fascia porta il corpo lavorare in modo ottimale, senza dolori e a tutti i livelli, migliorando così le prestazioni atletiche e facendo tornare la voglia e il piacere di fare sport”. Interviste by Press Sas
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Quando l’occhio mi cade su disegni anatomici raffiguranti il corpo femminile durante la gravidanza, rimango colpita ogni volta di quanto il corpo delle donne sia disponibile ad aprirsi, cambiare ed accogliere.... (Parlando di Rolfing) Le donne che hanno “preparato” il loro corpo per questa rivoluzione, rendendosi più elastiche e fluide, integrate con la gravità, sicuramente risentiranno meno della sollecitazione che il peso del pancione darà sulla zona lombare, distribuendo e scaricando il peso a terra in maniera più economica. Inoltre, dopo il parto, il recupero dell’integrazione strutturale sarà più veloce, magari preparando il corpo per una seconda gravidanza, o comunque rendendo più lievi le incombenze soprattutto fisiche dei primi anni del bimbo. LEGGI TUTTO Articolo tratta dal blog di Maria Cristina Crivellari (https://www.cristinacrivellari.it/) - Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner
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Vuoi essere più flessibile? Respirare con maggior facilità? Avere meno dolore alla schiena? Allora l'Integrazione Strutturale Rolfing® potrebbe essere la scelta giusta per te! Ecco 7 motivi per cui il Rolfing può essere la soluzione per il tuo benessere: Il Rolfing favorisce la mobilità Il Rolfing può sciogliere le tensioni agendo sulla direttamente sulla Fascia, la rete di tessuto connettivo che avvolge il tuo corpo. Dopo una seduta di Rolfing, infatti fascia e muscoli scivolano più liberamente l'uno sull'altro e la mobilità articolare viene migliorata. Di conseguenza, la mobilità e la flessibilità sono promosse in tutto il corpo. L'ampiezza di movimento aumenta e i movimenti diventano più fluidi e armoniosi. Il Rolfing può migliorare la respirazione Uno degli obiettivi del Rolfing è liberare la respirazione. L'inalazione completa e profonda dovrebbe avvenire il più possibile senza sforzo, mentre l'espirazione dovrebbe essere rilassata e consentire alla persona di lasciarsi andare. Per respirare liberamente, il Rolfing si concentra sul miglioramento della mobilità toracica e sul permettere a ogni respiro di diffondersi in tutto il corpo. I tessuti miofasciali sulla parte anteriore della gabbia toracica e della cintura scapolare sono spesso accorciati. Di conseguenza, le costole non possono muoversi liberamente ad ogni inspirazione, cosa che avviene tra le 15.000 e le 20.000 volte al giorno. Nel tempo, l'accorciamento di queste strutture frontali spesso aumenta, limitando non solo la respirazione, ma anche creando restrizioni nella mobilità degli organi. In molti casi, anche una singola seduta di Rolfing può apportare un notevole sollievo. Il Rolfing migliora la postura Il Rolfing Il Rolfing riorganizza sistematicamente il corpo, correggendo gli squilibri nel tessuto miofasciale in modo che il corpo possa riorganizzarsi con meno sforzo. Il nostro corpo ha l'opportunità di sfruttare la forza di gravità, essere supportato da essa, anziché sentirsi tirato verso il basso. Osservando il corpo da un lato durante il ciclo di 10 sessioni di Rolfing, le orecchie, le spalle, il bacino, le ginocchia e le caviglie si allineeranno sempre di più lungo questa linea verticale. La struttura del corpo diventa bilanciata. Il Rolfing porta a un maggiore equilibrio e stabilità Man mano che il corpo sviluppa una postura eretta senza sforzo e una maggiore mobilità, la maggior parte dei clienti sperimenta una sensazione di leggerezza complessiva - camminando e stando in piedi. Allo stesso tempo, trovano un supporto più solido dal suolo: i loro piedi hanno un contatto migliore e forniscono una base più sicura. Di conseguenza, si sta in piedi in modo più stabile. Il Rolfing può alleviare il dolore Il Rolfing può alleviare il disagio e i fastidi nel corpo causati da squilibri tensionali e limitazioni di movimento. In questo modo, il dolore alla schiena, la tensione dolorosa al collo e alle spalle, i mal di testa, così come il disagio all'anca, al ginocchio e al piede possono essere alleviati e risolti; e questi miglioramenti sono per lo più a lungo termine. Il Rolfing migliora la percezione del corpo I clienti imparano a sentire ed esperire il proprio corpo attraverso il Rolfing. Ad esempio, diventano consapevoli di domande che potrebbero non essersi mai poste prima: Come respiro? Come sto in piedi? Come mi siedo? Come cammino? Quando alzo le spalle? Come reagisce il mio corpo quando sono stressato? L'apprendimento propriocettivo viene favorito attraverso il lavoro manuale del Rolfer®, istruzioni verbali e movimenti guidati. Tuttavia, i clienti partecipano attivamente durante tutto il processo. La loro nuova percezione del corpo acquisita li aiuta a essere consapevoli e a identificare rapidamente ed eliminare vecchie abitudini di movimento. E se queste riemergono, è più facile per i clienti diventare consapevoli e correggere posture sfavorevoli o modelli di movimento dannosi. Pertanto, un'ulteriore percezione corporea porta a un aumento della consapevolezza del corpo, che è una delle chiavi degli effetti benefici a lungo termine del Rolfing. Il Rolfing ha un effetto positivo sulla mente Corpo e mente non possono essere separati. Ciò diventa chiaro durante le sedute di Rolfing. Una respirazione più libera e un'apertura maggiore della gabbia toracica implicano anche una maggiore apertura verso il nostro ambiente e verso gli altri. Una maggiore sensazione di stabilità e supporto attraverso il contatto col suolo fornisce una maggiore sensazione di sicurezza e centratura. I clienti del Rolfing riferiscono di avere più energia in generale, un maggior equilibrio nelle situazioni difficili, maggiore sicurezza in sé stessi e la capacità di mostrare il proprio io interiore con maggiore fiducia. In conclusione, il Rolfing è un metodo di lavoro olistico che influisce positivamente sul corpo e sulla mente. Dopo solo poche sedute, noterai che sei più flessibile, puoi respirare più liberamente e che hai meno tensione. L'esperienza di ogni cliente durante le sedute di Integrazione Strutturale Rolfing è unica e personale. Per maggiori informazioni trova il Rolfer più vicino a te CLICCA QUI
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IO-Pronto? Si, ciao mi chiamo ... vorrei iniziare un percorso di rolfing cosa ne dici? LUI-fantastico, tu la prossima settimana come sei messo, tipo martedì pomeriggio verso le tre? IO-veramente a quell’ora lavoro non si può fare un po’ prima? LUI-certo facciamo alle due. IO-ottimo LUI-allora a martedì. Ciao IO-ciao a martedì. Così è iniziato il mio percorso di rolfing, con una telefonata, come credo nel novanta per cento dei casi. Ma è quello che non c’è scritto che manca in questa telefonata ovvero quello che non si dice ma che si intuisce attraverso il tono della voce; dalla mia parte l’attesa, la sorpresa, il salto nel vuoto, mentre dalla sua la certezza, la sicurezza, la fermezza che ti fanno pensare: mi posso fidare. Martedì ore 13.45, come sempre sono in anticipo, aspetto in macchina? No scendo, la curiosità mi sta divorando. Percorro il vialetto fino a metà, poi giro a destra sfiorando un cespuglio di rosmarino che mi inebria la mano con la sua fragranza. Mi fermo un attimo ad annusarlo e poi entro. Una piccola sala da attesa, lui non c’è, mi siedo e come quando si entra in un posto nuovo si vorrebbe guardare tutto, l’attenzione non si focalizza su qualcosa in particolare, ma l’atmosfera è calda e accogliente, una musica di sottofondo riempie l’aria e la seggiola è pure comoda. Mi rilasso. Adesso l’attenzione cade su un deplian di Rolfing, c’è un ragazzo in piedi ritratto di lato con un filo a piombo che lo divide longitudinalmente. L’immagine è doppia, il prima e il dopo le dieci sedute. Guardo con attenzione come nel gioco della settimana enigmistica, le differenze. Vedo poco, vorrei avere occhio clinico e individuare subito i pregi e i difetti di una persona, poi l’attenzione mi cade sullo sguardo del soggetto: da spento ad acceso, da basso a diritto davanti a sé, mi accorgo delle spalle più aperte, delle gambe più dritte e della schiena più rilassata. Effettivamente le differenze non le vedevo perché non sono come quelle del gioco, da una parte c’è la mano dall’altra la mano non c’è più, le differenze sono minime il rolfing non cambia il corpo, ne modifica l’atteggiamento in relazione al mondo che lo circonda. LUI-Ciao Mi prende di sorpresa intento nei miei pensieri. IO-ciao LUI-iniziamo, che ne dici? IO-non vedo l’ora. Seduta dopo seduta mi accorgo di essere come un astronauta che sta per iniziare un’avventura dalla quale non sa cosa aspettarsi, la sete di sapere è per lui più grande della paura di non tornare (forse il paragone è un po’ forte, le sedute di rolfing non sono tanto pericolose), ma la voglia di conoscere il mio corpo e, in che modo esso possa cambiare, è la stessa: io sono un pianeta sconosciuto. Durante tutto il percorso delle dieci sedute, mi sono limitato nella mia sete di sapere, per paura di invadere troppo la sua sfera di terapeuta e per non costringerlo nel ruolo di maestro quale non era tenuto ad essere. Mi faceva camminare, mi guardava e io mi chiedevo cosa si aspettasse di vedere tra una seduta e l’altra: “Che cosa provi, come ti senti, cerca di descrivere la differenza tra prima e dopo la seduta”. Ogni volta che scendevo da quel lettino mi sentivo più leggero, più libero, più sciolto. Settimana dopo settimana le sedute volavano, mi dimenticavo del lavoro fatto la volta precedente, tra una seduta e l’altra non mi rendevo conto di ciò che stava accadendo in me, se veramente cambiava qualcosa. Camminavo, poi mi sdraiavo sul lettino e le sue mani si appoggiavano delicatamente su di me, senza impeto, con lentezza sentivo i suoi movimenti una volta sui piedi poi sulle gambe, sulle spalle e le braccia, il collo e la schiena. Devo essere sincero la cosa che più mi ha colpito è stata non una manovra fatta su di me ma una frase: “registra in te questo nuovo atteggiamento e poi fallo affiorare quando ti si presenta naturalmente nella vita quotidiana, non forzarti ma asseconda la tua voglia di stare bene”. Ecco il segreto, ognuno di noi ricerca il benessere ma spesso non sa dove trovarlo, il rolfing apre semplicemente la strada. Così sono proseguite le mie sedute, nella più completa fiducia in questa tecnica, fino a quel giorno in cui il cambiamento l’ho sentito davvero e, ormai consapevole, non ho fatto altro che assecondarlo.
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Come Associazione Italiana Rolfing® (AIR), da anni accompagniamo i professionisti formati presso il Dr. Ida Rolf Institute™ e presso scuole autorizzate, nel loro percorso di crescita e nel riconoscimento della propria attività professionale in Italia In questo contesto, la Legge 4/2013 rappresenta per noi un punto di riferimento importante. Questa norma disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi, tra cui rientra anche la figura del Certified Rolfer®. Il suo obiettivo è offrire trasparenza, tutela e riconoscibilità a tutte quelle attività professionali esercitate in modo abituale e prevalente, fondate su competenze specifiche, ma non soggette a regolamentazione ordinistica. Cosa prevede la Legge 4/2013 La legge riconosce alle associazioni professionali come la nostra il compito di: tenere un elenco pubblico degli associati, aggiornato e accessibile; definire criteri chiari per l’ammissione e la permanenza dei professionisti; favorire la formazione continua, l’aggiornamento e la qualità della pratica; adottare un codice etico e strumenti di tutela per l’utenza. In questo quadro, AIR si assume la responsabilità di garantire standard professionali chiari, coerenti e in linea con le direttive europee in materia di libere professioni. Cosa offriamo agli iscritti Essere parte dell’Associazione Italiana Rolfing® significa: operare secondo un quadro normativo chiaro e riconosciuto; avere accesso a strumenti di formazione permanente e supervisione; essere inseriti in un elenco consultabile da cittadini e istituzioni; aderire a un codice etico condiviso e rispettato; contribuire alla valorizzazione e alla chiarezza della professione nel contesto italiano. Un punto di riferimento per chi pratica il Rolfing® in Italia Come Associazione Italiana Rolfing®, non intendiamo limitarci a definire regole rigide né a sostituirci alla libera iniziativa dei professionisti. Il nostro ruolo è quello di offrire un quadro di riferimento affidabile e trasparente, in cui ogni Rolfer® formato presso il Dr. Ida Rolf Institute™ possa operare con autonomia, riconoscibilità e tutela. In un contesto in continua evoluzione, fare chiarezza sul proprio ruolo professionale è un atto di responsabilità: verso sé stessi, verso la comunità dei colleghi e soprattutto verso le persone che si affidano al Rolfing®. Il nostro impegno quotidiano è quello di rappresentare e valorizzare la professione del Rolfer®, promuovendo la cultura del Rolfing® e il contributo che può offrire al benessere individuale e collettivo. Lo facciamo attraverso il dialogo con le istituzioni, il confronto con il mondo della salute e la costruzione di una rete che sostiene chi pratica con serietà e competenza. In base alla Legge 4/2013, attestiamo la qualità professionale dei nostri iscritti, garantendo il rispetto di standard formativi, deontologici e di aggiornamento continuo. Vogliamo essere una presenza di riferimento, che custodisce e sostiene l’identità professionale del Rolfer® nel tempo.
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Ecco un interessante articolo pubblicato su The Richmond Magazine in cui Charlotte Fraser (Pilot PR - UK ) sottolinea come il Rolfing® possa migliorare efficacemente la postura e alleviare il dolore derivante da un uso non corretto di smartphone e tablet. LEGGI TUTTO QUI Fonte: European Rolfing Association L'Associazione Italiana Rolfing® si è più volte occupata di questo problema, avviando in passato una campagna di prevenzione denominata "Su La Testa" atta a sensibilizzare famiglie e studenti alla prevenzione della così detta iGobba attraverso un'azione diretta di correzione posturale. Trova il Rolfer™ Certificato più vicino e chiedi maggiori informazioni CLICCA QUI
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Sorprendentemente alla lista delle sensazioni enterocettive si è aggiunto il senso del tocco affettivo, sensuale e piacevole. Questa scoperta è nata da una serie di esami su di un particolare paziente privo di afferenze mieliniche, in cui si è osservato che accarezzando lentamente la pelle con una spazzola morbida si è riusciti ad innescare una debole sensazione piacevole, anche se in realtà, il paziente non era stato in grado di riconoscere da quale direzione venissero le carezze. La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che questa sensazione vaga è stata accompagnata da una chiara attivazione della corteccia insulare, mentre nessuna attivazione è stata vista nella corteccia somatosensoriale primaria. (Olausson et al 2010). Sulla base della innervazione della pelle dei primati e di successivi studi con altri pazienti si è concluso che non vi è duplice innervazione tattile nella pelle umana pelosa: oltre a fibre afferenti mieliniche a conduzione veloce, vi è un sistema di conduzione lenta di fibre amieliniche C tattili (CT), afferenze che rispondono al tocco delicato. Le afferenze tattili C sono un tipo distinto di fibre amieliniche a bassa soglia di meccanorecettori che sono collegate con percorsi interocettivi neurali. Tali afferenti hanno una velocità di conduzione lenta (da mezzo secondo ad uno di ritardo dal momento dello stimolo all’arrivo al cervello). Poiché questo tipi di recettori non sono mai stati trovati nella pelle glabra (aree con assenza di pelo, come il palmo della mano e l’area plantare del piede) nonostante numerose registrazioni microneurografiche, si suppone che siano presenti solo nella pelle pelosa. Le cellule vengono stimolate da una leggera pressione sulla pelle e rispondono prevalentemente ad un tocco dolce e carezzevole. Le afferenze tattili C sono collegate a specifiche aree del cervello: la corteccia insulare, il solco temporale superiore posteriore, la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata dorso anteriore, che sono noti per essere attivati dal tocco affettivo (McGlone et al 2014). Si è concluso che la pelle dei primati contiene particolari recettori tattili che formano un sistema per il tocco sociale che può essere alla base della risposta emotiva, ormonale (ad esempio l’ossitocina) e quelle affiliative al contatto simile ad una carezza, cioè quello pelle-a-pelle tra gli individui. La profonda importanza di un tale sistema per la salute umana e il suo benessere è stato a lungo indicato (Montague 1971), almeno dal classico studio di Harlow (1958) utilizzando un neonato di scimmie Rhesus che esprimono affetto per una madre surrogata in risposta al comfort tattile . Ciò è ribadito da McClone et al. (2014) che ha suggerito l’ "ipotesi del tocco affettivo": il ruolo essenziale del sistema CT è quello di fornire un meccanismo di periferiche per la segnalazione di un piacevole contatto pelle-a-pelle negli esseri umani, promuovendo in tal modo il tocco interpersonale e il comportamento affiliativo. Fascia come un organo di interocezione Nei tessuti muscolo-scheletrici solo una piccola quantità di terminazioni nervose sensoriali sono meccanocettori mielinici legati alla propriocezione, come fusi muscolari, recettori Golgi, corpuscoli di Pacini o terminazioni di Ruffini. Prevalentemente, circa l'80% dei nervi afferenti, termina in terminazioni nervose libere (Schleip, 2003). I ‘recettori muscolari interstiziali’ che si trovano nei tessuti fasciali come l'endomisio o il perimisio sono collegati sia con i neuroni amielinici afferenti (allora si chiamava tipo IV o fibre-C) o assoni mielinizzati (tipo III o fibre Ad). Infatti il 90% di queste terminazioni nervose libere appartengono al primo gruppo, i neuroni C con fibre a conduzione lenta. Gli studi di imaging Funzionale magnetico di Olausson et al. (2008) hanno rivelato che la stimolazione di queste fibre neuronali C producono l’ attivazione della corteccia insulare (che indica un chiaro ruolo interocettivo di questi recettori) e non della corteccia primaria somatosensoriale che di solito è attivata da input propriocettivi. La sorprendente conclusione di questo è che il numero di recettori interocettivi nei tessuti muscolari di gran lunga oltrepassa la quantità di terminazioni propriocettive. Quantitativamente, si potrebbe stimare che per ogni nervo propriocettivo che termina in questi tessuti sono più di 7 le terminazioni che potrebbero essere recettori interocettivi. Mentre alcune di queste terminazioni nervose libere sono termorecettori, chemiorecettori, o hanno funzioni multimodali, la maggior parte di loro funzionano infatti come meccanocettori, che significa che sono sensibili alle tensioni meccaniche, pressione o deformazione di taglio. Mentre alcuni di questi recettori sono recettori ad alta soglia, è stato dimostrato che una porzione significativa (circa il 40%) può essere classificato come recettori a bassa soglia, che sono sensibili al tocco leggero, anche al tatto leggero come quello del “ pennello di un pittore" (Mitchell & Schmidt 1977). Molto probabilmente sono sensibili al dolce allungamento del tratto miofasciale eseguito da terapeuti. Tratto da Fascial Fitness Australia Traduzione di Barbara Valaguzza, Certified Rolfer®
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ROLFING WEEK - 8^ EDIZIONE dal 19 al 26 maggio 2017 In occasione del compleanno della dottoressa Ida Rolf, fondatrice del metodo, L'Associazione Italiana Rolfing® lancia l'ottava edizione della ROLFING® WEEK dal 19 al 26 maggio 2017 e apre le sue porte a famiglie, ai loro bambini e a tutti gli interessati con una serie di incontri gratuiti nelle maggiori città italiane. Una opportunità unica per conoscere #gratuitamente le potenzialità del metodo, incontrare i Rolfer™ locali, comprendere i benefici e assistere ad un primo approcio al lavoro con "Lettura del Corpo" ed eventuali interventi pratici. Il numero dei posti disponibili è limitato. Per informazioni relative alle modalità di svolgimento, orari e città si prega di far riferimento alla tabella dei rolfer™ aderenti all'iniziativa in allegato
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Si vive sempre più a lungo e si diventa ‘anziani’ sempre più tardi. Sono sempre di più le persone che nella seconda metà della loro esistenza desiderano mantenere un buon livello di qualità della vita, una forma fisica che non condizioni le scelte, un corpo efficace, funzionale, cosicché il tempo che passa non costituisca un limite. Cosa succede, invece, a chi si lascia sopraffare dall’avanzare degli anni? Al manifestarsi dei primi problemi c’è chi smette di usare il corpo e si chiude in spazi sempre più ristretti. Questo causa movimenti ridotti, competenze, non più usate, che via via si perdono: si cammina sempre meno, percorrendo tragitti sempre più brevi; si lavora meno a tavolino, si sprofonda sul divano, spesso basso e profondo, la colonna vertebrale si incurva, cresce la pressione a livello lombo sacrale e la postura si adegua. Non solo. Man mano che il corpo non risponde con prontezza ai nostri desideri, si fa largo nella persona anziana la paura di cadere. La conseguenza che ne deriva è il guardare in terra molto più spesso, per evitare ostacoli e sentirsi più sicuri. Questo, però, mina l’equilibrio e limita la capacità di orientamento nello spazio circostante aumentando, al contrario delle aspettative iniziali, la possibilità di cadere. Proprio così: paradossalmente, la paura di cadere è all’origine di tutte le cadute! “A tutto questo il Rolfing® offre risposte efficaci, donando elasticità, equilibrio, migliorando la postura e recuperando le competenze che vanno affievolendosi in coloro che stanno vivendo la seconda parte della loro vita – spiega Rita Geirola, Rolfer™ da oltre 30 anni – Persone che si sono rivolte al Rolfing perché avevano dolori e che ora riescono a ritrovare la voglia di camminare, alzano lo sguardo da terra, ritrovano una buona visione dello spazio che le circonda, e si trovano a poter di nuovo vivere al di fuori di spazi troppo ristretti, della loro comfort zone, nella quale si erano autoconfinati. È facile intuire che le conseguenze positive non si manifesteranno solo sul corpo, ma anche sull’umore, sulla percezione di sé”. Molte le storie che hanno segnato la vita di Rolfer™ di Rita Geirola. “Tra tutte ne ricordo in particolare due: un docente universitario, che, dopo essersi sottoposto a un’operazione per applicare una protesi all’anca ha ritrovato il tono muscolare durante le sedute di Rolfing. Al punto che non ha avuto più bisogno di sottoporsi all’operazione consigliata dai medici per l’altra anca – ricorda Rita – E un commerciante in pensione di Biella. Si era rivolto a me perché non riusciva a giocare a bocce, a causa del forte dolore dovuto a una sciatalgia provocata da un’ernia al disco. Dopo sole tre sedute ha voluto interrompere il ciclo, avendo ottenuto il risultato di muoversi senza dolore, anche grazie al fatto di avere, con una certa disciplina e consapevolezza, seguito i consigli che gli avevo dato in relazione ad esercizi da fare quotidianamente per prevenire il dolore e mantenere un buon equilibrio nell’organizzazione del corpo in gravità”. “Nell’anziano – continua Rita – i processi fisici tendono a rallentare e i tempi di recupero a dilatarsi. Con le sedute di rolfing il sistema viene rivitalizzato attraverso il tocco, che aiuta a reidratare e ossigenare i tessuti, a ripristinare mobilità, a migliorare e adeguare la coordinazione sulla base del potenziale presente al momento, con il risultato di una maggiore flessibilità, endurance, e quindi energia per fare le cose che si desidera. “Molto importante è, però, prendere coscienza che l’esercizio quotidiano è fondamentale per supportare e integrare i risultati raggiunti con le sedute: ci si riappropria di parti di sé e di competenza motoria, ma questa va agita quotidianamente, con esercizi e attività che stimolino il sistema, anche grazie a esperienze condivise con altri, oltre a quelle individuali: dal camminare, al nuotare, al danzare, a frequentare corsi di Rolf Movement®, Feldenkrais, thai chi. Insomma, quello che più si avvicina alle preferenze individuali. Da non dimenticare, poi, anche attività di studio, che stimolano il cervello a rimanere attivo e impegnato”. “Ma attenzione – conclude Rita – L’attitudine e la volontà fanno la differenza nell’efficacia delle sedute: bisogna che ci sia la volontà di stare bene. Occorre una motivazione autentica e la voglia di cambiare. A qualsiasi età”.
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In tutti i programmi di stretching e autotrattamento del collo manca una dimensione importante: quella della espansione e contrazione. In questo video, di Marcel Teeuw (Certified Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner), attualmente presidente dell'Associazione Europea Rolfing®, ci mostra un movimento, che crea e riprende gli spazi in mezzo alle vertrebre, una sorta di micromassaggio alimentato dalla forza della immaginazione più che con i muscoli volontari. Marcel dice: Se permettiamo alla fascia questo movimento di espansione e contrazione, entriamo in contatto diretto con i dischi intervertebrali del collo, come con tutti i muscoli e ligamenti, perché la rete fasciale non ha fine. La lentezza, insieme all'assenza di sforzo e la attenzione al minuscolo movimento rende questo esercizio molto valido... nel progredire è anche possibile sentire quale delle vertebre del collo ha meno mobilità delle altre e quindi di focalizzarsi più su quella. Buona Visione Maggiori informazioni su Marcel Teeuw qui
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Un'occasione per scoprire il metodo Rolfing® e i suoi benefici sul corpo umano con Maria Cristina Crivellari - Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner. L'allineamento, il radicamento, lo spazio, il respiro, i piedi, gli occhi, la linea centrale, sono solo alcuni dei contenuti che verranno affrontati durante l'incontro. Dopo aver chiarito i principi di base del lavoro, la funzione delle fasce, il supporto e l'orientamento la Rolfer™ guiderà gli intervenuti in un'esperienza pratica di gruppo, nel Movimento, per "sentire" il corpo e i suoi mutamenti. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 368470485 Sede: Via della Ghisilliera 27 b - Bologna Inizio presentazione: ore 20:20 Si consiglia di indossare vestiti comodi.
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.














