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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Tratto dalla serie di video "Conversations with the Rolfing® Faculty", un'interessante video-intervista a Jan Sultan sottotitolata da Rolfing® Veneto. Fonte: YoutTube Jan Henry Sultan è un Certified Advanced Rolfer™ che opera a Los Angeles, California Oggi membro attivo della Faculty del The Rolf Institute® of Structural Integration
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Sorprendentemente alla lista delle sensazioni enterocettive si è aggiunto il senso del tocco affettivo, sensuale e piacevole. Questa scoperta è nata da una serie di esami su di un particolare paziente privo di afferenze mieliniche, in cui si è osservato che accarezzando lentamente la pelle con una spazzola morbida si è riusciti ad innescare una debole sensazione piacevole, anche se in realtà, il paziente non era stato in grado di riconoscere da quale direzione venissero le carezze. La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che questa sensazione vaga è stata accompagnata da una chiara attivazione della corteccia insulare, mentre nessuna attivazione è stata vista nella corteccia somatosensoriale primaria. (Olausson et al 2010). Sulla base della innervazione della pelle dei primati e di successivi studi con altri pazienti si è concluso che non vi è duplice innervazione tattile nella pelle umana pelosa: oltre a fibre afferenti mieliniche a conduzione veloce, vi è un sistema di conduzione lenta di fibre amieliniche C tattili (CT), afferenze che rispondono al tocco delicato. Le afferenze tattili C sono un tipo distinto di fibre amieliniche a bassa soglia di meccanorecettori che sono collegate con percorsi interocettivi neurali. Tali afferenti hanno una velocità di conduzione lenta (da mezzo secondo ad uno di ritardo dal momento dello stimolo all’arrivo al cervello). Poiché questo tipi di recettori non sono mai stati trovati nella pelle glabra (aree con assenza di pelo, come il palmo della mano e l’area plantare del piede) nonostante numerose registrazioni microneurografiche, si suppone che siano presenti solo nella pelle pelosa. Le cellule vengono stimolate da una leggera pressione sulla pelle e rispondono prevalentemente ad un tocco dolce e carezzevole. Le afferenze tattili C sono collegate a specifiche aree del cervello: la corteccia insulare, il solco temporale superiore posteriore, la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata dorso anteriore, che sono noti per essere attivati dal tocco affettivo (McGlone et al 2014). Si è concluso che la pelle dei primati contiene particolari recettori tattili che formano un sistema per il tocco sociale che può essere alla base della risposta emotiva, ormonale (ad esempio l’ossitocina) e quelle affiliative al contatto simile ad una carezza, cioè quello pelle-a-pelle tra gli individui. La profonda importanza di un tale sistema per la salute umana e il suo benessere è stato a lungo indicato (Montague 1971), almeno dal classico studio di Harlow (1958) utilizzando un neonato di scimmie Rhesus che esprimono affetto per una madre surrogata in risposta al comfort tattile . Ciò è ribadito da McClone et al. (2014) che ha suggerito l’ "ipotesi del tocco affettivo": il ruolo essenziale del sistema CT è quello di fornire un meccanismo di periferiche per la segnalazione di un piacevole contatto pelle-a-pelle negli esseri umani, promuovendo in tal modo il tocco interpersonale e il comportamento affiliativo. Fascia come un organo di interocezione Nei tessuti muscolo-scheletrici solo una piccola quantità di terminazioni nervose sensoriali sono meccanocettori mielinici legati alla propriocezione, come fusi muscolari, recettori Golgi, corpuscoli di Pacini o terminazioni di Ruffini. Prevalentemente, circa l'80% dei nervi afferenti, termina in terminazioni nervose libere (Schleip, 2003). I ‘recettori muscolari interstiziali’ che si trovano nei tessuti fasciali come l'endomisio o il perimisio sono collegati sia con i neuroni amielinici afferenti (allora si chiamava tipo IV o fibre-C) o assoni mielinizzati (tipo III o fibre Ad). Infatti il 90% di queste terminazioni nervose libere appartengono al primo gruppo, i neuroni C con fibre a conduzione lenta. Gli studi di imaging Funzionale magnetico di Olausson et al. (2008) hanno rivelato che la stimolazione di queste fibre neuronali C producono l’ attivazione della corteccia insulare (che indica un chiaro ruolo interocettivo di questi recettori) e non della corteccia primaria somatosensoriale che di solito è attivata da input propriocettivi. La sorprendente conclusione di questo è che il numero di recettori interocettivi nei tessuti muscolari di gran lunga oltrepassa la quantità di terminazioni propriocettive. Quantitativamente, si potrebbe stimare che per ogni nervo propriocettivo che termina in questi tessuti sono più di 7 le terminazioni che potrebbero essere recettori interocettivi. Mentre alcune di queste terminazioni nervose libere sono termorecettori, chemiorecettori, o hanno funzioni multimodali, la maggior parte di loro funzionano infatti come meccanocettori, che significa che sono sensibili alle tensioni meccaniche, pressione o deformazione di taglio. Mentre alcuni di questi recettori sono recettori ad alta soglia, è stato dimostrato che una porzione significativa (circa il 40%) può essere classificato come recettori a bassa soglia, che sono sensibili al tocco leggero, anche al tatto leggero come quello del “ pennello di un pittore" (Mitchell & Schmidt 1977). Molto probabilmente sono sensibili al dolce allungamento del tratto miofasciale eseguito da terapeuti. Tratto da Fascial Fitness Australia Traduzione di Barbara Valaguzza, Certified Rolfer®
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Durante la conferenza si presenteranno i concetti teorici che stanno alla base del Rolfing® e si farà esperienza di un nuovo modo di percepire il proprio corpo grazie a dei semplici esercizi. Annalisa Di Salvo è Maestra di Reiki Metodo Usui, Facilitatrice in Costellazioni Familiari, Operatore Olistico Trainer a Mediazione Corporea professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 - Certified Rolfer™ Membro del Direttivo Air Maggiori informazioni qui INGRESSO GRATUITO Contatti: roma@lacittadellaluce.org - 06.5817345 Location: Fiera di Roma - Via Portuense 1645-1647, 00148 Roma Evento Facebook
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Quando l’occhio mi cade su disegni anatomici raffiguranti il corpo femminile durante la gravidanza, rimango colpita ogni volta di quanto il corpo delle donne sia disponibile ad aprirsi, cambiare ed accogliere.... (Parlando di Rolfing) Le donne che hanno “preparato” il loro corpo per questa rivoluzione, rendendosi più elastiche e fluide, integrate con la gravità, sicuramente risentiranno meno della sollecitazione che il peso del pancione darà sulla zona lombare, distribuendo e scaricando il peso a terra in maniera più economica. Inoltre, dopo il parto, il recupero dell’integrazione strutturale sarà più veloce, magari preparando il corpo per una seconda gravidanza, o comunque rendendo più lievi le incombenze soprattutto fisiche dei primi anni del bimbo. LEGGI TUTTO Articolo tratta dal blog di Maria Cristina Crivellari (https://www.cristinacrivellari.it/) - Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner
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Il Rolfing® e il massaggio sono due forme ampiamente riconosciute di lavoro corporeo, ognuna con il proprio approccio unico, filosofia, tecniche e impatto sul corpo. Pur sembrando simili superficialmente e avendo entrambi l'obiettivo di migliorare la salute generale, approfondendo i loro principi fondamentali emergono differenze distintive che si adattano alle diverse esigenze individuali. Filosofia e Focus Il Rolfing® e il massaggio si basano su filosofie diverse. Il Rolfing considera il corpo come un tutto integrato ed olistico, sottolineando l'interconnessione del sistema corporeo. Cerca di affrontare squilibri strutturali sottostanti per il benessere fisico e psicologico duraturo. Il massaggio riconosce l'interconnessione del corpo ma tende a concentrarsi più localmente su aree tese e doloranti e punti dolenti. Queste filosofie divergenti portano a differenze fondamentali nella focalizzazione del trattamento dei due metodi: il massaggio si concentra sul sollievo immediato, il rilassamento e la riduzione dello stress, mediante il rilascio della tensione muscolare e la stimolazione del flusso sanguigno. Il Rolfing®, al contrario, è un approccio strutturale che mira principalmente alla fascia per apportare cambiamenti duraturi nell'allineamento e nell'organizzazione del corpo. Attraverso una serie di dieci sessioni, il Rolfing affronta sistematicamente diverse aree del corpo, promuovendo una migliore postura, flessibilità ed equilibrio. Il massaggio spesso fornisce trattamenti singoli con sollievo a breve termine, mentre il Rolfing mira ad effetti cumulativi e trasformativi sull'allineamento complessivo del corpo e sui cambiamenti strutturali a lungo termine. Tecniche Le tecniche impiegate nel Rolfing® e nel massaggio evidenziano ulteriormente le loro distinzioni. Il massaggio coinvolge principalmente la manipolazione manuale dei tessuti molli, utilizzando impastamento e carezze. Le sessioni di Rolfing®, d'altra parte, integrano manipolazione manuale, educazione al movimento ed esercizi di consapevolezza corporea, mirando a creare cambiamenti strutturali completi. Benefici Mentre sia il Rolfing® che il massaggio offrono sollievo dal dolore, migliorano la postura e favoriscono il benessere generale, essi si rivolgono a esigenze diverse. Il massaggio è spesso cercato per il benessere generale e il mantenimento della salute fisica, offrendo gratificazione immediata. Il Rolfing® è preferito da coloro che soffrono di dolore o problemi posturali, poiché mira a cambiamenti duraturi nella struttura del corpo. I clienti del Rolfing® riferiscono spesso di un aumento della consapevolezza corporea e di una sensazione di miglioramento dell'allineamento, oltre al rilassamento immediato post-sessione sperimentato nel massaggio. La Rolfing® si distingue soprattutto per il suo potenziale impatto sul benessere psicologico e mentale: i cambiamenti apportati dalla Rolfing® nel corpo si traducono spesso in un migliorato senso di sé nel mondo. Come ha notato la Dott.ssa Ida Rolf, pioniera della Rolfing® Structural Integration: "Quando cambi il corpo di qualcuno, cambi il modo in cui sono nel mondo." In conclusione, sebbene la Rolfing® e il massaggio condividano l'obiettivo di migliorare il benessere fisico e alleviare dolore e tensione, le loro differenze in termini di focalizzazione, approccio, tecniche e risultati previsti le rendono adatte a esigenze specifiche. Il Rolfing è un approccio mirato e strutturale, mira a cambiamenti duraturi sia nel corpo che nella mente, mentre il massaggio offre sollievo immediato e benessere fisico generale. Comprendere queste distinzioni consente alle persone di scegliere la forma di lavoro corporeo che si allinea con i propri obiettivi unici di salute e benessere. Autore: Certified Rolfer® and Massage Therapist Jérôme Klingler, France. Articolo originale tratto da European Rolfing Association: https://rolfing.org/articles/blog/exploring-the-depths
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Sono Alberta, ho 68 anni, e questa è la mia testimonianza sul Rolfing e sul rapporto con la mia rolfer, Miita Mazzali Fulgenzi. Ve la racconto in modo diretto, sull'onda emotiva di una esperienza per me molto importante. Quando cominciai il mio percorso avevo in testa una domanda: come sarà la persona a cui mi sarei affidata per molti mesi? La professionista in questione era Miita Mazzali, una delle prime rolfer in Italia, che mi aspettava nel suo studio a Roma, vicino a Villa Ada, quel parco in cui lo scrittore Niccolò Ammaniti aveva ambientato un suo esilarante romanzo. Il mio percorso iniziava quindi con una citazione letteraria e un sorriso, e questa mi metteva già di buon umore. Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me. E, più o meno, della mia stessa età. La prima cosa che ho pensato è stata: Miita è una fata benevola. “Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me” La prima seduta era partita con l’anamnesi (la raccolta dalla voce diretta del paziente di tutte quelle informazioni che possono aiutare il terapista a indirizzarsi verso una diagnosi corretta, ndr), che non nascondo, mi stava metteva un po’ di ansia. Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia. Ero appesantita e in più le analisi avevano diagnosticato che era in atto un processo di degenerazione artrosica delle ginocchia molto avanzato. Ginnastica, in vita mia, non ne avevo mai fatta, se non sporadicamente e con la sensazione di essere costretta: detestavo le palestre e la filosofia del fitness. Lavoravo per ore al computer e nel tempo libero amavo stare sdraiata a leggere un libro. L’unica attività fisica che mi piaceva fare era camminare, ma ora le mie gambe mi dicevano che non potevo più farlo. Ero appena andata in pensione, mi aspettava una vita nuova in un mondo nuovo, mi ero trasferita appositamente in campagna ma il mio corpo sembrava non volermi più seguire. “ Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia” Dopo il colloquio iniziale, con Miita siamo passati alla pratica: mi ha visto camminare e ha notato subito che avevo le spalle troppo rigide, ero sulla difensiva, col busto troppo in avanti e una traiettoria inquinata dal mio disturbo visivo da ambliopica. Dopo un po’ di percorsi mi sono sciolta e mi sono messa sul lettino. Le sue mani hanno cominciato a toccarmi partendo dai piedi. Miita mi ha spiegato che a ogni seduta si sarebbe lavorato su una parte del corpo, fino a completare le dieci tappe. Il suo è un massaggio forte, profondo e spesso anche doloroso, tanto che durante la manipolazione mi ha detto: “guardi che posso farle male…” Il suo lavoro è molto intenso, faticoso, eppure Miita riusciva sempre ad essere morbida e accogliente, con delle braccia quasi materne. Miita mi ha poi spiegato che ogni seduta sarebbe finita con un lavoro sulla testa e, quando lo ha praticato, mi sono sentita 'sciolta'. Il massaggio cranio-sacrale mi piace molto ma quello di Miita mi ha liberato da tutte le tensioni, commuovendomi. Mentre glielo stavo dicendo ho sentito due lacrime scorrere sulle guance. Mi sono vergognata un po’ e lei mi ha sorriso. Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi. Ci vediamo tra quindici giorni, mi ha detto Miita. La seconda seduta ha riprodotto la magia della prima. Sono entusiasta e grata, anche se il lavoro sui muscoli delle gambe si è rivelato per me molto doloroso. “Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi” Dopo la terza seduta, mi accorgo che la mia terapia va avanti con un po’ di lentezza, perché vivo a duecento chilometri di distanza, devo prendere auto e treno per arrivare a Roma, spesso rimando gli appuntamenti, costringendola a cambiare la sua agenda. Miita dice che devo mantenere la continuità, altrimenti il lavoro è inutile. So bene - ormai mi conosco – che sta riaffiorando la mia resistenza a muovermi, a 'sentire' il corpo. D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica, che ho praticato per molti anni. Sento che si è instaurato il transfert con Miita, e il fatto che lei mi conosca, che sappia il mio segreto, mi mette sulla difensiva. Tuttavia, lo ammetto, a volte penso: non ci torno più. La mia 'fatina benevola', però, mi sgrida. E ha ragione. “D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica. che ho praticato per molti anni” In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno. La devo riconoscere, abbracciare, amare. In quel dialogo tra noi sento che è una sofferenza che conosce bene, chissà se è arrivata a questo meraviglioso lavoro perché aveva bisogno di riconoscere anche lei la bambina che era stata. È un momento di empatia perfetta, che resterà per sempre nel mio cuore. Mi chiede che cosa mi fa sentire davvero “dentro” il mio corpo, e io rispondo stare nell’acqua, ma senza dover nuotare, senza dover per forza compiere una prestazione. E lei mi dice: stai nell’acqua, muoviti come vuoi, lentamente, fai le capriole e sorridi alla bambina che eri. È il tuo elemento. “In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno” Dopo la fine del percorso di dieci sedute, ci siamo viste altre volte, quando io potevo andare o quando lei aveva un’ora libera. Ora che avevo ricominciato a sgambettare, un po’ di mantenimento mi avrebbe fatto solo bene. Mi accorgo che avevo fatto la stessa cosa anche con la mia psicoanalista, come a prolungare un legame, un amore. Avevo in mente di chiamare Miita per vederla quando ho saputo che ci aveva lasciati. Un tumore l’aveva portata via in poco tempo. Avrei voluto sentirmi ancora tra le sue braccia. Avrei voluto abbracciarla anch’io e cullarla come lei aveva fatto con me.
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Rolfer™, professionisti del settore, stampa e semplici curiosi: sono stati molti quelli sabato 1° ottobre hanno riempito la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, per partecipare al congresso internazionale sul Rolfing® S.I. dal titolo “Una visione pionieristica del funzionamento del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della fascia”. A partire dalle ore 10.00 si sono alternati sul palco alcuni dei Rolfer Italiani e all'evento ha partecipato in videoconferenza anche il Dr. Robert Schleip, autentico luminare negli studi sulla Fascia. Ecco una sintesi degli interventi principali. Ad aprire il congresso è stata Daniela Donati, presidente di Associazione Italiana Rolfing, con i saluti di rito ai partecipanti e a chi ha permesso all’intera fiera EDENICA di svolgersi, il collega e Rolfer, Andrea Brighi.. Il secondo intervento è stato quello dell'insegnante internazionale di Rolfing, Pierpaola Volpones, che ha narrato la vita di Ida Rolf in modo appassionato ed appassionante, intrecciando il racconto di vita privata della fondatrice del Rolfing con gli incontri di altri scienziati del suo tempo, la sua personalità con l'attuale visione del corpo prevista dal Rolfing. Il Rolfer Nicola Carofiglio ha spiegato l'esperienza più 'fisica' di questa professione, raccontando e mostrando ai presenti come la percezione delle proprie mani cambia col variare della postura. L'intervento del Dr. Robert Schleip, Rolfer e ricercatore di fama internazionale nel campo della fascia, in videoconferenza, ha comunicato alla platea gli ultimi risultati delle nuove ricerche sulla fascia. I Rolfer sono stati i primi a parlare di fascia e a intuirne le straordinarie capacità. Oggi, però, il mondo della scienza ha scoperto la fascia come terreno fertile di ricerca, poiché si sono evoluti gli strumenti tecnici, ora in grado di misurare questo tessuto connettivo attraverso ecografi ad ultrasuoni di alta definizione. In tal senso, le ricerche più significative sono risultate essere quella di Langevin sull’importanza della fascia lombare e la sua correlazione al mal di schiena; quella di Schilder, che evidenzia la differenza tra dolori muscolari e fasciali; quella di Bove, che studia le aderenze nel peritoneo nei topi, con e senza 'massaggio miofasciale'. La prima relatrice delle sedute pomeridiane del Congresso è stata la fisiatra e Rolfer Giovanella Pattavina, il cui intervento ha dimostrato alcuni paralleli interessanti tra il lavoro del dott. Bates (il cui metodo insegna ad utilizzare gli occhi, la loro muscolatura e la mente stessa in modo consapevole) e quello della dott.ssa Ida Rolf. Successivamente il Rolfer Elmar Abram e il collega Rolfer e Osteopata Andrea Meynardi hanno presentato alla platea di Ferrara un metodo per aiutare musicisti affetti da distonia focale: il Musireset®, il cui inventore è lo stesso Abram. Dopo aver illustrato la tecnica, Meynardi e Abram hanno fatto raccontare al violinista Alessandro Bares la sua testimonianza. Dopo ben 15 anni in cui era stato costretto ad interrompere la sua attività, grazie al Musireset, il musicista oggi è tornato a fare concerti! Il Convegno si è concluso con il contributo di Pierpaola Volpones, che ha spiegato a fondo, grazie al racconto diretto di alcuni professionisti, perché il percorso di formazione per diventare Rolfer è così speciale. Marcel Teeuw, Rolfer™ Certificato.
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Siamo orgogliosi di annunciarvi che L'Associazione Europea Rolfing® collabora attivamente con il Museo BODYWORLDS sul tema della fascia. La struttura fasciale del corpo umano è alla base del metodo manuale Rolfing®, la cui anatomia viene insegnata all'inizio della formazione Rolfing. Particolarmente eccitante per i Rolfers® e coloro che sono interessati al Rolfing è quindi la nuova area della fascia del museo BODYWORLDS a Berlino: qui i visitatori possono ottenere profonde conoscenze sul tessuto connettivo fasciale. Il dottor Robert Schleip, esperto di fascia e direttore della ricerca dell'Associazione Europea Rolfing®, ha progettato una visita guidata speciale sulla fascia e un corso accelerato sulla fascia, appositamente per il museo. Oltre alla prima Fascia Plastinate 3D FR:EIA al mondo, l'area fasciale include molte plastinazioni parziali, come quella della colonna vertebrale umana. Questo modello illustra che le singole vertebre non si appoggiano l'una sull'altra, come si pensava in precedenza, ma sono mantenute in equilibrio da trazione e controtrazione. Nel corpo umano, questa funzione è svolta da un sistema tridimensionale di fasce e piccoli muscoli che mantengono la colonna vertebrale eretta. Questa scoperta getta nuova luce sullo sviluppo e il trattamento del mal di schiena. Soprattutto perché le fasce della schiena sono particolarmente densamente equipaggiate con sensori del dolore - sei volte più forti dei nostri muscoli.
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Il Rolfing®: un metodo di integrazione strutturale che va oltre la postura Questa è la prospettiva di Andrea Brighi – Certified Rolfer®, Bodyworker, Educatore Somatico e Maestro di Kung Fu, Taijiquan e Qigong – nel suo recente articolo, dove descrive il Rolfing® come una disciplina autenticamente salutogenetica. Secondo Brighi, il Rolfing® non solo agisce sulla struttura fisica, ma promuove un equilibrio emotivo e una consapevolezza corporea profonda, contribuendo così al benessere complessivo. Perché il Rolfing® è salutogenetico? "Salutogenesi" è un concetto che indica la promozione della salute e del benessere, piuttosto che la semplice prevenzione o cura delle malattie. In quest’ottica, il benessere non significa solo assenza di sintomi, ma è una sintonia tra corpo, mente ed emozioni che rende le persone più consapevoli e autonome nella gestione della propria salute. Il Rolfing infatti favorisce: Equilibrio strutturale e posturale: Un corpo meglio allineato e bilanciato riduce lo stress su muscoli e articolazioni, prevenendo disagi fisici. La riduzione delle tensioni muscolari: La manipolazione della fascia libera tensioni profonde accumulate, migliorando la fluidità nei movimenti. Consapevolezza corporea e connessione mente-corpo: Questo principio fondante del Rolfing® rende le persone più coscienti del proprio corpo nello spazio e dei propri schemi posturali. Andrea sottolinea che molti sperimentano non solo miglioramenti fisici, ma anche un rilascio di tensioni emotive. Poiché le tensioni corporee spesso riflettono emozioni e stress, liberare il corpo dalle rigidità può migliorare anche lo stato emotivo, donando una sensazione di leggerezza, rilassamento e benessere interiore. il Rolfing è dunque un prezioso alleato per la salute integrata. L’articolo ci offre dunque una prospettiva affascinante sul Rolfing® come pratica salutogenetica, evidenziandone l’impatto positivo non solo sul piano fisico, ma anche emotivo, e la capacità di promuovere un’autogestione consapevole del benessere. Grazie a questo contributo, possiamo apprezzare come il metodo Rolfing® sia un prezioso alleato per chi desidera migliorare la propria qualità di vita attraverso un approccio integrato alla salute. LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE Fonte: https://www.andreabrighi.it/somatica/perche-il-rolfing-e-salutogenetico/ Autore: Andrea Brighi
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.
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Ed eccoci giunti al Quinto incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 30 Aprile alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, un nuovo incontro pubblico con tema: Rolfing e Osteopatia - La Fascia, organo di relazione tra la forma e la funzione, connette due terapie manuali. Una prospettiva più ampia per una professionalità più ricca. Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Andrea Meynardi - Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro - Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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A chi sia interessato a migliorare la propria postura, le performance atletiche, la propria flessibilità, a chiunque voglia "sentire" di più il proprio corpo, conoscerlo, viverne meglio le emozioni; ai bambini e agli adolescenti per aiutarli nel loro processo di crescita; agli anziani per ritardare i processi d’invecchiamento e ridare elasticità ai tessuti, alle donne nel periodo post-gravidanza per ritrovare confidenza e “riappropriarsi” del proprio corpo. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. Il Rolfing S.I. è per tutte le età. Si rivolge a tutte le persone interessate alla ricerca del benessere. Il Rolfing può aiutare i bambini e gli adolescenti nel loro processo di crescita, aiuta gli anziani nel ridare elasticità ai tessuti, riducendo sensibilmente le limitazioni del movimento dovute all'età, inoltre è un valido supporto per le donne nel periodo post-gravidanza. Sempre più atleti, nel mondo, si rivolgono a un Rolfer™ per comprendere meglio, attraverso il processo delle dieci sessioni, le proprie dinamiche di movimento, sentire le restrizioni e trovare nuovi schemi di movimento. Il Rolfing parte dal presupposto che ogni corpo sulla terra è "intelligente", poiché risponde in maniera logica e appropriata agli stimoli che riceve. Accade, quindi, che durante il percorso possa trovare sollievo anche una mal di schiena che ci affligge. Tuttavia, dal punto di vista del Rolfing, quel mal di schiena è un indicatore, rappresenta una risposta coerente del nostro corpo alle sollecitazioni eccessive o non gradite, pertanto utilizzato per meglio comprendere come aiutare la persona a ritrovare maggiore armonia nel movimento.
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Ecco un interessante articolo pubblicato su The Richmond Magazine in cui Charlotte Fraser (Pilot PR - UK ) sottolinea come il Rolfing® possa migliorare efficacemente la postura e alleviare il dolore derivante da un uso non corretto di smartphone e tablet. LEGGI TUTTO QUI Fonte: European Rolfing Association L'Associazione Italiana Rolfing® si è più volte occupata di questo problema, avviando in passato una campagna di prevenzione denominata "Su La Testa" atta a sensibilizzare famiglie e studenti alla prevenzione della così detta iGobba attraverso un'azione diretta di correzione posturale. Trova il Rolfer™ Certificato più vicino e chiedi maggiori informazioni CLICCA QUI
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Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo. Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo. Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico. La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro. Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo. In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno. Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura. Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. Sintesi di Maria Rosaria Busia, Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner
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Lo sport è una parte importante nella vita di ciascuno di noi, perché migliora il nostro stato psicofisico e può divenire un potente mezzo per prevenire o addirittura curare molte malattie. Ma come praticare la nostra disciplina preferita nel migliore dei modi, senza avere problemi articolari o di altro genere ma anzi incrementando fortemente le nostre prestazioni? A venirci in aiuto è il Rolfing, che, attraverso il lavoro sul tessuto connettivo e l’affinamento della percezione, consente di stabilire armonia nella struttura corporea e fluidità nel movimento. Il Rolfing, infatti, aiuta gli sportivi a migliorare mobilità e coordinazione, organizzando nel migliore dei modi gli schemi motori. Questo rende il movimento meno faticoso, più efficace e aggraziato e fa acquisire al corpo una maggior stabilità ed elasticità. I Rolfer che hanno lavorato con atleti hanno permesso loro di migliorare la capacità respiratoria e ottimizzare i tempi di recupero: con più consapevolezza e padronanza del respiro, chi pratica sport impara anche a rilassarsi e a gestire lo stress. Il metodo di lavoro corporeo creato da Ida Rolf è un sostegno basilare anche nella riabilitazione post-traumatica. Gli atleti, così come i danzatori, sono frequentemente soggetti a lesioni in specifiche parti del corpo, come ad esempio le anche, le ginocchia, le caviglie e la schiena. Ciò avviene perché il corpo viene impegnato in posizioni asimmetriche e movimenti articolati o ripetuti, che richiedono una coordinazione muscolare equilibrata e un corretto trasferimento del peso. Se questo non avviene, si sviluppano delle resistenze in corrispondenza di alcune zone chiave, come le articolazioni. Per approcciarsi a queste complesse problematiche, spesso di difficile lettura, il Rolfing guida l’atleta lungo un percorso, che riallinea il corpo promuovendo la riorganizzazione delle linee di forza che lo attraversano. In questo modo sarà la stessa forza della gravità, fluendo correttamente attraverso il corpo, a favorirne la ripresa. di Stefania Merzagora Certified Rolfer
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In occasione del lancio del nuovo sito di Associazione Italiana Rolfing®, molti i Rolfer™ che apriranno i loro studi per un BodyReading secondo il metodo Rolfing®: potrai finalmente comprendere come influisce la forza di gravità sulla tua postura!! Per aderire all'iniziativa: Inserisci la tua mail nel form sotto Stampa l'invito che riceverai tramite mail (nella casella di posta elettronica da te indicata) Cantatta il Rolfer più vicino a te per concordare l'incontro #mc_embed_signup{background:#fff; clear:left; font:14px Helvetica,Arial,sans-serif; width:100%;} /* Add your own Mailchimp form style overrides in your site stylesheet or in this style block. We recommend moving this block and the preceding CSS link to the HEAD of your HTML file. */ #mc-embedded-subscribe-form input[type=checkbox]{display: inline; width: auto;margin-right: 10px;} #mergeRow-gdpr {margin-top: 20px;} #mergeRow-gdpr fieldset label {font-weight: normal;} #mc-embedded-subscribe-form .mc_fieldset{border:none;min-height: 0px;padding-bottom:0px;} Ottieni il tuo BodyReading Note: la mail inserita in questo modulo, sarà trattata nel pieno rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali e del nuovo GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati informatici, per maggiori informazioni si invita a prendere visione dell'intera informativa cliccando qui. Iniziativa valida fino al 30 Aprile presso gli studi dei Rolfer™ aderenti; clicca sul pulsante per trovare il Rolfer™ più vicino a te LISTA DEI ROLFER ADERENTI
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Oggi vi proponiamo un abstract dell'articolo di Andrea Brighi, Certified Rolfer® e insegnante di arti marziali, che evidenzia il profondo rapporto tra corpo, gravità e coscienza. Nel testo, intitolato "Dalla gravità alla grazia", pubblicato sul suo blog, Andrea Brighi ci accompagna in un viaggio esperienziale e teorico che mette al centro una delle intuizioni fondanti del Rolfing®: la possibilità di trasformare la relazione con il nostro corpo attraverso l’integrazione nel campo gravitazionale. Spesso consideriamo la gravità come qualcosa che ci schiaccia verso il basso, un peso da contrastare. Il Rolfing®, invece, insegna che proprio grazie a un corretto allineamento strutturale, il corpo può iniziare a collaborare con la gravità, traendone sostegno e stabilità. Come un’artista modella la sua opera con mani esperte, così il Rolfing® aiuta il corpo a ridisegnare la propria struttura e postura, affinando la percezione della gravità, trasformandola da peso a sostegno. In questa prospettiva, il lavoro sul corpo non è solo correttivo o funzionale, ma anche profondamente evolutivo: apre la strada a un nuovo modo di percepirsi e muoversi nel mondo. Andrea Brighi evidenzia come, agendo sulla fascia – il tessuto connettivo che avvolge muscoli e organi – il Rolfing® favorisca il rilascio di tensioni profonde, riportando fluidità, spazio e consapevolezza nella postura e nel gesto. Ma la riflessione non si limita agli aspetti biomeccanici: propone una visione integrata in cui corpo, mente e vissuto emotivo interagiscono costantemente. In questo senso, il Rolfing® si configura come una vera e propria pratica salutogenetica, che sostiene l’individuo nel suo percorso verso equilibrio, benessere e autenticità. Rolfing, strumento di ascolto e connessione con l’ambiente Uno dei passaggi più ispiranti dell’articolo è il concetto di “Antenna di benessere”: il corpo, quando è libero da tensioni e allineato nella sua verticalità, diventa un vero e proprio strumento di ascolto e connessione con l’ambiente. Non solo si muove meglio e respira in modo più ampio, ma sviluppa anche una capacità più fine di percepire ciò che accade dentro e fuori di sé. In questa configurazione, il corpo non è più un semplice veicolo, ma un vero e proprio sensore in grado di orientare la persona verso ciò che lo fa stare bene, favorendo una presenza autentica e vitale nel mondo. Un testo dunque denso di immagini, riflessioni e riferimenti esperienziali, capace di offrire spunti preziosi sia ai professionisti del settore somatico, sia a chi è semplicemente curioso di conoscere più a fondo il potenziale del Rolfing®. LEGGI L'ARTICOLO
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È un metodo olistico che mira a riorganizzare la struttura corporea nel campo gravitazionale attraverso il tocco e l'educazione al movimento. L'obiettivo è stabilire armonia ed equilibrio nel sistema miofasciale, migliorando la postura e la fluidità delle azioni quotidiane. Perché il percorso standard prevede 10 sedute? Il "ciclo delle dieci" è un vero e proprio metodo — un percorso che permette di esplorare l'intero territorio corporeo, partendo dagli strati più superficiali per raggiungere quelli profondi. Ogni seduta ha obiettivi specifici, concatenata a quella precedente (che completa) e a quella successiva (a cui apre la porta). Solo lavorando in questa maniera il corpo ritrova la capacità di adattamento e di integrazione nella gravità. Il Rolfing è un tipo di massaggio? No. A differenza del massaggio, il Rolfing ha un progetto che non si focalizza su singoli territori per "decontratturarli". Il rilassamento è un effetto non ricercato ma spesso riportato dai clienti. L'obiettivo è migliorare l'allineamento dei segmenti corporei affinché la gravità ritrovi il proprio modo di fluire lungo la struttura, iniziando ad esprimere anche la sua funzione di sostegno. Cosa significa "Integrazione" per un Rolfer™? Significa riportare ordine nel sistema nella sua interezza. Il Rolfer non tratta i sintomi, piuttosto li usa per comprendere dove il sistema ha iniziato a manifestare il risultato di un sovraccarico. Un corpo ben integrato è visibile ad esempio durante la camminata, dove tutti i segmenti collaborano in un movimento controlaterale fluido e senza sforzo. Cos'è il Rolf Movement™? È una specializzazione del metodo che educa il cliente a riconoscere le proprie abitudini motorie. Attraverso la consapevolezza percettiva si ricercano nuove opzioni di movimento, ovvero modi più integrati, economici e funzionali (ed espressivi) di camminare, respirare e abitare lo spazio quotidiano. Perché la gravità è considerata "il terapista"? Perché un corpo allineato smette di lottare contro la forza di gravità e inizia a ricevere da essa un sostegno energetico ("rebound"). La gravità diventa così una forza nutriente che rinforza e sostiene la struttura invece di logorarla. Qual è il ruolo della Fascia nel metodo? La fascia è considerata l'organo della forma; la ricerca scientifica più recente la riconosce anche come il più esteso organo senso-percettivo del corpo. Il Rolfer agisce su questa rete di tessuto connettivo per liberare le restrizioni e favorire una migliore comunicazione funzionale, strutturale e percettiva tra le diverse parti del corpo, sostenendo un'organizzazione più fluida del movimento. È vero che il Rolfing è doloroso? Le tecniche contemporanee sono molto diverse rispetto agli approcci degli anni '60. L'intensità del tocco viene sempre modulata in base alla sensibilità della persona e condivisa nel rispetto dei suoi confini e del suo comfort. In alcuni momenti possono emergere sensazioni più intense, che vengono ascoltate come indicazioni utili per comprendere dove il corpo mantiene schemi di tensione o protezione. Cosa succede se smetto dopo poche sedute? Ogni seduta può portare cambiamenti significativi e una maggiore consapevolezza del proprio modo di organizzarsi nel corpo. La serie completa segue una logica progressiva pensata per accompagnare un processo di integrazione più ampio e duraturo. Interrompere il percorso non annulla i benefici già emersi, ma può limitare la possibilità di consolidare nel tempo nuove modalità di postura, respiro e movimento, poiché anche l'evoluzione del lavoro si blocca quando trova restrizioni non risolte. Scienza e Ricerca Come influisce la gravità sullo sviluppo delle cellule? La gravità rappresenta uno stimolo costante anche per le cellule. Attraverso il proprio citoscheletro le cellule percepiscono e si adattano alle forze meccaniche del corpo. Le ricerche in microgravità mostrano che, in assenza di questo stimolo, possono modificarsi la loro organizzazione interna e alcune funzioni biologiche. Quali sono gli effetti del trattamento sulla microcircolazione? In uno studio clinico condotto sulla fascia toracolombare è stato osservato un aumento temporaneo della microcircolazione locale, fino al 48,7% a distanza di un'ora dal trattamento manuale miofasciale. Questo dato suggerisce un possibile supporto ai processi di perfusione e scambio metabolico dei tessuti. Cosa succede alle cellule immunitarie in assenza di gravità? Studi condotti in condizioni di microgravità hanno osservato che alcune cellule immunitarie possono modificare la propria organizzazione interna, in particolare a livello del citoscheletro e dei filamenti di actina. Questi cambiamenti possono influenzare la loro capacità di movimento e di risposta agli stimoli, suggerendo una possibile riduzione dell'efficienza della risposta immunitaria. Come agisce lo stretching fasciale sull'infiammazione? Ricerche su modelli animali indicano che lo stretching dei tessuti connettivi può accelerare la risoluzione dell'infiammazione e ridurre la fibrosi. Questo suggerisce che il lavoro manuale sulle fasce possa avere un ruolo attivo nella modulazione dei processi riparativi. document.querySelectorAll('.air-faq-trigger').forEach(function(trigger) { trigger.addEventListener('click', function() { var expanded = this.getAttribute('aria-expanded') === 'true'; var bodyId = this.getAttribute('aria-controls'); var body = document.getElementById(bodyId); this.setAttribute('aria-expanded', !expanded); body.classList.toggle('is-open', !expanded); }); }); function airFaqSetAll(open) { document.querySelectorAll('.air-faq-trigger').forEach(function(trigger) { var bodyId = trigger.getAttribute('aria-controls'); var body = document.getElementById(bodyId); trigger.setAttribute('aria-expanded', open); body.classList.toggle('is-open', open); }); } document.getElementById('air-faq-open-all').addEventListener('click', function() { airFaqSetAll(true); }); document.getElementById('air-faq-close-all').addEventListener('click', function() { airFaqSetAll(false); });
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E' una storia davvero emozionante quella del Rolfer™ brasiliano, Igor Simões Andrade, il quale aiuta i bambini disabili a muoversi insegnando loro a nuotare con i delfini. " Il mio lavoro si basa su fiducia, fiducia e risorse terapeutiche, che provengono dalla fisioterapia, dal Rolfing (come un massaggio dei tessuti profondi) e dalla terapia assistita da animali." Igor Simões Andrade, brasiliano, ha iniziato il programma chiamato "bototerapia" nel 2006, dove porta i bambini con disabilità fisiche e mentali a nuotare con i delfini rosa selvatici nel Rio delle Amazzoni. Igor lavora con bambini con varie condizioni come la sindrome di Down e la paralisi cerebrale. Ad oggi, ha aiutato più di 600 bambini gratuitamente. LEGGI TUTTO QUI Articolo pubblicato su European Rolfing Association e tratto dall'articolo originale: "Physiotherapist helps disabled kids move by teaching them to swim with pink dolphins", pubblicato su metro.co.uk da Faima BakarMonday.
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L'Integrazione Strutturale Rolfing® è un processo articolato che aiuta la persona a riorientarsi e riorganizzare il proprio sistema ed il proprio agire nel campo della gravità, a recuperare la sua plasticità, la sua capacità di utilizzare l'intelligenza organica e il potenziale di cambiamento che tutti noi abbiamo e conserviamo nel corso della nostra vita, in modo da adattarci agli stimoli e le richieste dell'ambiente. Estratti dell’intervento Equilibrium e Rolfing S.I., evento organizzato grazie alla collaborazione sul territorio della Rolfer Daniela Risser Relatore: Prof. Rita Geirola – Certified Advanced Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner, Rolf Movement™ Instructor Il nostro corpo, così come lo conosciamo oggi, è frutto di un lungo e complesso processo evolutivo durato migliaia di anni, nel quale lo stress ha rappresentato un fattore positivo di cambiamento. Lo stress è l’elemento che crea quel necessario ‘sbilanciamento’ e ‘disorientamento’, grazie al quale possiamo crescere e sviluppare nuove risorse e competenze, ritrovando un nuovo equilibrio ed un nuovo orientamento. Impariamo e ci sviluppiamo nel confronto con i nostri limiti e nel rispondere a domande diverse, rompendo schemi e abitudini. Da questo punto di vista, la sostenibilità - ovvero la quantità di destabilizzazione utile a generare un movimento, ma non tale da distruggere completamente il sistema - è un tema decisivo: quando lo stimolo è troppo intenso, o quando la somma degli stimoli a cui siamo esposti contemporaneamente è troppo alta, la destabilizzazione e l’agitazione che da essa deriva rendono meno rifinito e congruente il nostro pensiero, il nostro gesto, il nostro orientamento. Le nostre funzioni vitali, in questo modo, vengono compromesse: il respiro diventa corto ed inadeguato, il tono muscolare eccessivo. Ciò crea tensione e rigidità e diminuisce la capacità di percepire il corpo nel suo muoversi nello spazio. Anche la chimica interna viene alterata, l'informazione ormonale e neurologica si sintonizza su livelli di allarme e precarietà. La stessa alterazione la subisce la postura, si perde chiarezza e congruenza nella direzione del movimento. L'Integrazione Strutturale Rolfing® è un processo articolato che aiuta la persona a riorientarsi e riorganizzare il proprio sistema ed il proprio agire nel campo della gravità, a recuperare la sua plasticità, la sua capacità di utilizzare l’intelligenza organica e il potenziale di cambiamento che tutti noi abbiamo e conserviamo nel corso della nostra vita, in modo da adattarci agli stimoli e le richieste dell’ambiente (fattori di stress). Per farlo, il Rolfing® S.I. crea soluzioni che non ledano l’integrità psicofisica e che non siano basate sul sacrificio della propria libertà e spazio vitale, ma piuttosto consentano una più piena e congruente espressione di sé. Attraverso il percorso delle dieci sedute del ciclo di base, la persona recupera il senso di sé, delle proprie risorse, delle proprie competenze, potenzialità e confini. L’individuo viene accompagnato dal Rolfer in questo viaggio attraverso un tocco mirato, che sfrutta la reattività, la plasticità ed il potenziale di cambiamento del tessuto connettivo, in particolare della fascia, ovvero la rete tridimensionale che connette, collega, supporta e informa ogni distretto e componente del nostro corpo. Il tocco evoca cambiamenti a livello della meccanica e della chimica del corpo, favorendo una maggiore libertà, una coordinazione migliore ed economica nel movimento, un livello più alto e sensibile di percezione di sé, sia in termini di universo interno, sia nella relazione con l’ambiente e con gli altri. Se il tocco è lo strumento principale del Rolfer, esso non è però l’unico. La persona viene accompagnata a sperimentare un livello organizzativo più alto ed efficace anche attraverso l’input verbale e la sperimentazione di nuovi schemi di movimento che aprono prospettive e potenzialità che la persona potrà scegliere di esplorare per il proprio benessere.














