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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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In Italia i Rolfer™ anche a casa non si fermano mai! Data l'emergenza sanitaria e l'obbligo di stare in casa, sono numerosi i Rolfer™ italiani che hanno deciso di produrre piccoli video homemade per offrire consigli o suggerire semplici tecniche per "Star Bene in Casa ai Tempi del corona virus". A partire da questa settimana dunque saranno condivisi sulla nostra pagina facebook anche i contributi video che i vari Rolfer™ Italiani stanno producendo in questo periodo di stop. Se sei un Rolfer™ e hai prodotto il tuo video segnalacelo tramite messanger, puoi usate anche il popup in calce a questa pagina. SEGUICI SU FACEBOOK #iorestoacasa #rolfing
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Sono tornata all'atletica dopo due anni di dolore. "Sono tornata all’atletica dopo due anni di dolore" Monica, appassionata sportiva, non poteva cedere: per lei il salto in lungo era troppo importante. E il Rolfing l’ha fatta tornare in pista. "E’ successo due anni fa: stavo partecipando a una gara di atletica, quando un salto in lungo si è trasformato in un salto nel buio. Ho spiccato il volo e il mio ginocchio è andato in pezzi, un dolore lancinante. Il legamento anteriore era partito, così come il menisco interno e il bicipite posteriore. Poi sei mesi di fisioterapia, tutti i giorni. Alla fine di questo calvario mi ero rimessa in piedi, ma ero tutta "storta". Il problema più evidente erano le anche. Un giorno mi sono infilata un paio di pantaloni a vita bassa e allo specchio ho visto che le mie anche non erano più alla stessa altezza. Ho consultato due o tre specialisti. La diagnosi era unanime: avevo una gamba più corta dell’altra. Impossibile, le mie gambe erano sempre state uguali, cos’era successo? Ero veramente a terra. Non solo la mia carriera sportiva era naufragata, ma non riuscivo più nemmeno a fare una piccola corsa senza provare dolori dappertutto. Poi un amico mi ha parlato del Rolfing® e sei mesi fa ho iniziato il percorso con Pierpaola Volpones*. Già dalla seconda seduta avevo riacquistato la mobilità del ginocchio. Dopo due anni mi sentivo finalmente bene, potevo di nuovo correre, mi sentivo libera di muovere il corpo. A ogni seduta è come se si cambiasse pelle, è come se il corpo si riprogrammasse. Dicono che il Rolfing è una pratica dolorosa perché lavora in profondità. Io però non ho mai sentito un gran male e comunque è una sensazione che non mi dà fastidio, perché i benefici sono stati impagabili. Ho persino ripreso a gareggiare e la mia anca sta tornando normale. Ho rimesso i jeans a vita bassa e le mie gambe sono di nuovo della stessa lunghezza. Insomma, sono rinata." Fonte: "Starbene" - Testo di Rosella De Nicolò *Pierpaola Volpones è Certified Advanced Rolfer & Rolf Movement Pratictioner™- Insegnante di Advanced Rolfing e Rolf Movement membro della faculty del Dr. Ida Rolf Institute. Maggiori informazioni qui www.volpones.it
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Oggi siamo lieti di condividere con voi un approfondimento basato sull'articolo "Embodied Performance: Training, Resilience, and the Human Spirit", scritto da Pierpaola Volpones, Advanced Rolfing® Instructor e docente internazionale, pubblicato sul Journal del Dr. Ida Rolf Institute®. In questo contributo, Pierpaola Volpones esplora come l'Integrazione Strutturale Rolfing® non sia solo un metodo di riallineamento fisico, ma un ponte verso l'eccellenza della performance umana, dove il corpo diventa lo specchio di una mente resiliente e di uno spirito determinato. L’essenza della Performance: Oltre il Gesto Atletico Il Rolfing® parte dal presupposto che esista una correlazione profonda tra la forza di gravità e il funzionamento armonico del corpo. Pierpaola Volpones eleva questo concetto applicandolo al mondo dello sport e della performance, dove l’atleta cerca costantemente di superare i propri limiti. Nell'articolo, viene ricordato il significato profondo della competizione: "La parola competizione deriva dal latino 'com-petere', che significa 'cercare insieme', tendere verso un obiettivo comune." Non si tratta dunque solo di vincere, ma di un processo di crescita collettiva e individuale in cui il corpo deve essere "libero" per potersi esprimere al meglio. Il Rolfing® come supporto all'Atleta e alla Persona Attraverso il ciclo delle dieci sessioni, il Rolfer™ aiuta l’atleta a comprendere le proprie dinamiche di movimento. Come evidenziato da Pierpaola, il beneficio non è solo meccanico, ma profondamente percettivo. L'articolo riporta testimonianze preziose di atleti che hanno trovato nel Rolfing® una risorsa fondamentale: L’integrazione con il mezzo: È il caso del compianto Marco Simoncelli, che utilizzò il Rolfing® per adattare la sua struttura fisica alle esigenze aerodinamiche della sua moto, permettendo al suo corpo di diventare un tutt’uno con la velocità. La resilienza e la riprogrammazione: L'atleta Monica descrive il percorso come una rinascita, affermando che "ogni sessione era come perdere uno strato di pelle", permettendole di ritrovare fiducia nel proprio corpo dopo un grave infortunio. Il potenziale espresso: Matteo Semprini Cesari (Ironman) sottolinea come il lavoro sulla fascia abbia dato al suo corpo le condizioni ottimali per esprimere il massimo potenziale. Il Rolfing® ci insegna che ogni corpo è "intelligente" e risponde coerentemente agli stimoli. La vera performance, che sia in un campo da gara o nella vita quotidiana, nasce quando smettiamo di considerare il corpo come un ostacolo da forzare e iniziamo a percepirlo come un alleato armonico. Come suggerisce il lavoro di Pierpaola Volpones, intraprendere il percorso delle dieci sessioni significa scegliere di non "subire" più le proprie tensioni, ma di abitare la propria struttura con consapevolezza. Quando il corpo si allinea alla gravità, la fatica si trasforma in fluidità e il limite fisico diventa un nuovo punto di partenza per lo spirito umano. Riferimenti Bibliografici: Volpones, P. (2025). Embodied Performance: Training, Resilience, and the Human Spirit. Structure, Function, Integration: Journal of the Dr. Ida Rolf Institute®, Vol. 53, No. 2. Statuto e Regolamento Etico dell'Associazione Italiana di Integrazione Strutturale Rolfing® (A.I.R.). Un sentito ringraziamento a Pierpaola Volpones per la sua costante dedizione alla diffusione della conoscenza del Rolfing® in Italia e nel mondo, e per averci permesso di condividere queste riflessioni che onorano lo spirito di ricerca della Dr. Ida Rolf. Desideri approfondire come il Rolfing® può aiutare la tua performance? Trova il professionista più vicino a te.
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Sono Alberta, ho 68 anni, e questa è la mia testimonianza sul Rolfing e sul rapporto con la mia rolfer, Miita Mazzali Fulgenzi. Ve la racconto in modo diretto, sull'onda emotiva di una esperienza per me molto importante. Quando cominciai il mio percorso avevo in testa una domanda: come sarà la persona a cui mi sarei affidata per molti mesi? La professionista in questione era Miita Mazzali, una delle prime rolfer in Italia, che mi aspettava nel suo studio a Roma, vicino a Villa Ada, quel parco in cui lo scrittore Niccolò Ammaniti aveva ambientato un suo esilarante romanzo. Il mio percorso iniziava quindi con una citazione letteraria e un sorriso, e questa mi metteva già di buon umore. Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me. E, più o meno, della mia stessa età. La prima cosa che ho pensato è stata: Miita è una fata benevola. “Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me” La prima seduta era partita con l’anamnesi (la raccolta dalla voce diretta del paziente di tutte quelle informazioni che possono aiutare il terapista a indirizzarsi verso una diagnosi corretta, ndr), che non nascondo, mi stava metteva un po’ di ansia. Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia. Ero appesantita e in più le analisi avevano diagnosticato che era in atto un processo di degenerazione artrosica delle ginocchia molto avanzato. Ginnastica, in vita mia, non ne avevo mai fatta, se non sporadicamente e con la sensazione di essere costretta: detestavo le palestre e la filosofia del fitness. Lavoravo per ore al computer e nel tempo libero amavo stare sdraiata a leggere un libro. L’unica attività fisica che mi piaceva fare era camminare, ma ora le mie gambe mi dicevano che non potevo più farlo. Ero appena andata in pensione, mi aspettava una vita nuova in un mondo nuovo, mi ero trasferita appositamente in campagna ma il mio corpo sembrava non volermi più seguire. “ Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia” Dopo il colloquio iniziale, con Miita siamo passati alla pratica: mi ha visto camminare e ha notato subito che avevo le spalle troppo rigide, ero sulla difensiva, col busto troppo in avanti e una traiettoria inquinata dal mio disturbo visivo da ambliopica. Dopo un po’ di percorsi mi sono sciolta e mi sono messa sul lettino. Le sue mani hanno cominciato a toccarmi partendo dai piedi. Miita mi ha spiegato che a ogni seduta si sarebbe lavorato su una parte del corpo, fino a completare le dieci tappe. Il suo è un massaggio forte, profondo e spesso anche doloroso, tanto che durante la manipolazione mi ha detto: “guardi che posso farle male…” Il suo lavoro è molto intenso, faticoso, eppure Miita riusciva sempre ad essere morbida e accogliente, con delle braccia quasi materne. Miita mi ha poi spiegato che ogni seduta sarebbe finita con un lavoro sulla testa e, quando lo ha praticato, mi sono sentita 'sciolta'. Il massaggio cranio-sacrale mi piace molto ma quello di Miita mi ha liberato da tutte le tensioni, commuovendomi. Mentre glielo stavo dicendo ho sentito due lacrime scorrere sulle guance. Mi sono vergognata un po’ e lei mi ha sorriso. Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi. Ci vediamo tra quindici giorni, mi ha detto Miita. La seconda seduta ha riprodotto la magia della prima. Sono entusiasta e grata, anche se il lavoro sui muscoli delle gambe si è rivelato per me molto doloroso. “Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi” Dopo la terza seduta, mi accorgo che la mia terapia va avanti con un po’ di lentezza, perché vivo a duecento chilometri di distanza, devo prendere auto e treno per arrivare a Roma, spesso rimando gli appuntamenti, costringendola a cambiare la sua agenda. Miita dice che devo mantenere la continuità, altrimenti il lavoro è inutile. So bene - ormai mi conosco – che sta riaffiorando la mia resistenza a muovermi, a 'sentire' il corpo. D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica, che ho praticato per molti anni. Sento che si è instaurato il transfert con Miita, e il fatto che lei mi conosca, che sappia il mio segreto, mi mette sulla difensiva. Tuttavia, lo ammetto, a volte penso: non ci torno più. La mia 'fatina benevola', però, mi sgrida. E ha ragione. “D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica. che ho praticato per molti anni” In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno. La devo riconoscere, abbracciare, amare. In quel dialogo tra noi sento che è una sofferenza che conosce bene, chissà se è arrivata a questo meraviglioso lavoro perché aveva bisogno di riconoscere anche lei la bambina che era stata. È un momento di empatia perfetta, che resterà per sempre nel mio cuore. Mi chiede che cosa mi fa sentire davvero “dentro” il mio corpo, e io rispondo stare nell’acqua, ma senza dover nuotare, senza dover per forza compiere una prestazione. E lei mi dice: stai nell’acqua, muoviti come vuoi, lentamente, fai le capriole e sorridi alla bambina che eri. È il tuo elemento. “In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno” Dopo la fine del percorso di dieci sedute, ci siamo viste altre volte, quando io potevo andare o quando lei aveva un’ora libera. Ora che avevo ricominciato a sgambettare, un po’ di mantenimento mi avrebbe fatto solo bene. Mi accorgo che avevo fatto la stessa cosa anche con la mia psicoanalista, come a prolungare un legame, un amore. Avevo in mente di chiamare Miita per vederla quando ho saputo che ci aveva lasciati. Un tumore l’aveva portata via in poco tempo. Avrei voluto sentirmi ancora tra le sue braccia. Avrei voluto abbracciarla anch’io e cullarla come lei aveva fatto con me.
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Siamo abituati a pensare che il significato delle nostre esperienze nasca dalla mente, come se il corpo fosse solo un mezzo di supporto, una macchina che obbedisce agli ordini del cervello. Eppure, cosa accadrebbe se ribaltassimo questa prospettiva e considerassimo il corpo come il vero protagonista della creazione del significato? È questa la riflessione proposta nell’articolo Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning, pubblicato nel Journal of the Dr. Ida Rolf Institute®. Scritto da Andrew Rosenstock, Nikki Olsen e Mark Johnson, l’articolo ci invita a esplorare una nuova visione del significato, radicata non solo nella mente, ma nel corpo e nelle sue interazioni con l’ambiente. Mark Johnson, uno degli autori, è noto per i suoi studi sulle metafore e sul loro ruolo nel plasmare la comprensione umana. Secondo lui: le metafore non sono semplici figure retoriche, ma strumenti che emergono dall’esperienza corporea e ci aiutano a navigare nella complessità della vita. Ogni movimento, ogni gesto, ogni sensazione diventa un tassello fondamentale per comprendere ciò che ci circonda. Il Corpo Come Creatore di Significato Immaginiamo di attraversare una stanza buia. Il nostro corpo si muove con cautela, le mani si tendono a cercare punti di riferimento, i piedi sondano il terreno. In questo momento, il nostro corpo non sta solo reagendo: sta creando un’esperienza di significato. Quella stanza buia non è più solo uno spazio vuoto, ma un luogo pieno di percezioni, tensioni e possibilità. Johnson sottolinea che questa capacità di attribuire senso al mondo non nasce dalla razionalità pura, ma dall’esperienza diretta del nostro corpo. Superare la visione dualistica mente-corpo, radicata nella cultura occidentale, significa accettare che il significato parte "dal basso", dal contatto fisico con l’ambiente e dalle emozioni che ne scaturiscono. Il Rolfing® e l'Embodiment Questa riflessione trova un’eco potente nel mondo del Rolfing®, un approccio che mira a ristabilire l’equilibrio tra corpo e gravità per migliorare il benessere. Gli operatori del Rolfing® lavorano sulla struttura corporea per favorire una maggiore consapevolezza e integrazione, aiutando le persone a percepire il corpo non come un’entità separata, ma come una fonte viva di significato. Un Invito alla Riflessione L’articolo Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning ci offre una nuova lente per osservare il nostro corpo e il mondo. Non si tratta solo di filosofia, ma di un modo pratico per riappropriarci della nostra esperienza quotidiana, ascoltando ciò che il corpo ha da dire. In un’epoca in cui siamo spesso scollegati dal nostro corpo, questa lettura ci ricorda quanto sia essenziale riscoprire la saggezza che nasce dal movimento, dalla sensazione e dal contatto. Un invito a riscoprire il significato incarnato, per vivere con maggiore presenza e consapevolezza. Fonte: Voyage of Discovery into the Embodiment of Meaning - An Excerpt of the Podcast, Touching Into Presence Pubblicato su Journal of the Dr. Ida Rolf Institute® Anno: 2023
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Ida Pauline Rolf, è stata una scienziata e terapeuta americana la cui opera ha rivoluzionato la comprensione del corpo umano e del suo funzionamento. Attraverso il suo lavoro pionieristico, ha sviluppato il metodo Rolfing, una pratica di integrazione strutturale che mira a riorganizzare il tessuto connettivo del corpo (La Fascia) per migliorare la postura, la flessibilità e il benessere generale. Ida P. Rolf ha rivoluzionato il modo di concepire il corpo umano e la sua connessione con il benessere Nata a New York nel 1896, Rolf si distinse fin da giovane per la sua curiosità intellettuale e il suo spirito pionieristico. Dopo una brillante carriera nel campo della biochimica, Negli anni '40, attraverso un percorso di ricerca personale, iniziò a esplorare le connessioni tra struttura corporea, postura e dolore. Le sue intuizioni, inizialmente considerate non ortodosse, si sono rivelate sorprendentemente lungimiranti. Ida Rolf sosteneva che lo stress e i traumi non solo influenzano la psiche, ma anche la struttura fisica del corpo, creando tensioni e schemi posturali scorretti che possono causare dolore e limitare la mobilità. Anticipando di decenni le ricerche scientifiche odierne, Rolf ideò il Rolfing, il metodo di manipolazione profonda che mira a riallineare il corpo, rilasciando le tensioni fasciali e ripristinando l'equilibrio posturale. Attraverso un tocco attento e preciso, oggi noto come "Tocco Rolfing", i Rolfers lavorano sul tessuto connettivo (Fascia), favorendo un'integrazione armonica tra le diverse parti del corpo e promuovendo una sensazione di benessere generale. Oggi, le intuizioni di Ida Rolf trovano conferma in un vasto corpus di ricerche scientifiche. Numerosi studi dimostrano l'efficacia del Rolfing nel ridurre il dolore cronico, migliorare la postura, aumentare la flessibilità e la mobilità, e persino alleviare i sintomi di ansia e depressione. Studi recenti inoltre hanno dimostrato che il tessuto connettivo, e in particolare la Fascia, gioca un ruolo cruciale nella salute e nel movimento umano. La Fascia, oggi eletta a livello di Organo denominato INTERSTITIUM, come evidenziato dalle ricerche del Fascia Research Group e dal team italiano della dott'ssa Carla Stecco, è una rete continua di tessuto che avvolge muscoli, ossa, organi e nervi, influenzando la biomeccanica e la percezione del dolore. Tra le ricerche più significative che validano le intuizioni di Ida Pauline Rolf si annoverano: Uno studio pubblicato sul Journal of Bodywork and Movement Therapies ha rilevato che il Rolfing è efficace nel ridurre il dolore cronico alla schiena, migliorando la funzionalità e la qualità della vita dei pazienti. Un'altra ricerca, pubblicata sul Pain, ha dimostrato che il Rolfing può essere utile nel trattamento del dolore al collo, riducendo l'intensità del dolore e migliorando la mobilità cervicale. Inoltre, diverse ricerche hanno evidenziato come il Rolfing possa avere effetti positivi sulla gestione dello stress, dell'ansia e della depressione, promuovendo una maggiore consapevolezza corporea e un senso di benessere psicofisico. Una eredità di pensiero che vive in ogni Rolfer®... L'eredità di Ida Rolf continua a vivere e ad evolversi, ispirando nuove generazioni di professionisti del benessere che integrano il Rolfing nella loro pratica. La sua visione olistica del corpo umano e la sua enfasi sulla connessione tra struttura e benessere rappresentano un contributo inestimabile al panorama delle terapie alternative e complementari. Ida Rolf non solo ha creato una tecnica innovativa, ma ha anche aperto la strada a una nuova comprensione del corpo umano e del suo potenziale di guarigione. “Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso.” cit Dr. Ida P. Rolf La sua storia e le sue intuizioni ci insegnano che il benessere non è solo l'assenza di dolore, ma un equilibrio armonioso tra corpo, mente e spirito. Di seguito una raccolta di contenuti di approfondimento: Libri Consigliati Rolf Ida P. - Rolfing, Edizioni mediterranee Rolf Ida - Il Rolfing e la realtà fisica, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996 France Hatt - Rolfing – La méthode d'Ida Rolf: Une remise d'aplomb de l'organisme par la manipulation du fascia Articoli scientifici in evidenza - Clicca qui per vedere una lista completa Effect of Rolfing structural integration on chronic low back pain: a randomized controlled trial Rolfing structural integration for treating chronic neck pain: a randomized controlled trial The effects of Rolfing structural integration on stress, anxiety, depression, and body awareness Gruppi di Ricerca attivi sulla Fascia Fascia Research Group Ricerche di Carla Stecco
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Seminari di introduzione al ROLFING® TRAINING di base Tutti gli incontri si terranno presso le sale conferenza dell'Hotel RE ENZO, in via Santa Croce 26 a Bologna. Per verificare la disponibilità delle loro stanze, qualora vogliate pernottare presso la struttura, 051523322 www.mchotels.it/reenzo/it I moduli per l'iscrizione saranno presto disponibili online in questa pagina, nel frattempo, per informazioni infotraining@rolfing.it ANATOMY A Bologna, dal 28 al 30 ottobre 2016 (3gg) Durante il seminario di 3 giorni verranno poste le basi per lo studio dell'anatomia del sistema muscolo-scheletrico. Il corso prevede lezioni frontali, esercizi di palpazione, costruzione di alcune strutture muscolari su piccoli manichini. Gli argomenti trattati e i distretti corporei presi in esame faranno da guida per la stesura della tesina di ammissione necessaria per accedere a Fase 1. COSTO: 400€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio) TOUCH A Bologna, dal 25 al 27 novembre 2016 (3gg) Uno dei requisiti per accedere a fase 1 della formazione Rolfing è avere un'esperienza di massaggio. Questo seminario di 3 giorni soddisfa proprio questo requisito per chi non avesse altra esperienza precedente; insieme fornisce alcune conoscenze di base del Tocco usato nel Rolfing che gli studenti stessi hanno riferito essere molto interessanti e utili anche per chi esperienza manuale ne ha. Con esercizi di palpazione e tocco, si imparerà ad usare le proprie mani, affinarne la sensibilità, la capacità di ascolto e si inizierà a percepire il proprio corpo per usarlo in modo efficiente ed efficace durante il lavoro. COSTO: 400€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio) MOVEMENT A Bologna, dal 4 all’8 gennaio 2017 (4gg) A differenza dei precedenti, questo è un corso di 4 giorni durante i quali si svolgeranno lezioni frontali, esercizi individuali e di gruppo per presentare e sperimentare i concetti fondamentali degli aspetti funzionali del metodo Rolfing. La partecipazione a questo seminario sostituisce due delle 5 sedute individuali di Rolf Movement richieste per accedere a Fase 1. COSTO: 450€ (IVA inclusa) DURATA: dalle 9.00 alle 17.00 (con pausa pranzo di 1h e 30' e due coffee break di 30', mattino e pomeriggio)
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FASCIA ORGANO SENSORIALE La ricerca contemporanea ci ha rivelato che la fascia è un organo sensoriale: In questo webinar, il dott. Robert Schleip, da vero divulgatore scientifico approfondirà il significato di questa definizione e delle relazioni fra fascia e sistema nervoso autonomo. Ecco alcuni estratti dal webinar tenuto da Robert Schleip, ricercatore internazionale noto per le sue scoperte sulla Fascia. Schleip è stato il promotore del primo congresso internazionale ad essa dedicato: “Fascia Research Congress” ormai giunto alla sesta edizione . È un Rolfer™, Biologo umanista e Psicologo. Dal 2008 è il direttore del gruppo di ricerca sulla fascia, della divisione di neurofisiologia presso l’Università di Ulm – Germania. Il corso è stato erogato attraverso piattaforma online Zoom, con la moderazione di Marina Blandini e l'intervento di: Rita Geirola, Membro della Facoltà europea di Rofling® e Rolf Movement™, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Pierpaola Volpones, Chair della Faculty Europea del Rolfing®, insegnante internazionale di Rolfing e Rolf Movement. GUARDA LA PLAYLIST QUI
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Ho una cattiva postura. È iniziato quando ero un bambina affetta da asma, avevo dieci anni e avevo le spalle arrotondate di un vecchia a pochi centimetri dalla gobba. Più tardi, da adolescente, una radiografia rivelò che avevo una cifosi che è un'eccessiva curvatura della colonna vertebrale nella parte superiore della schiena. Ero esasperata dal mal di schiena, dovuto alle tante ore davanti al computer e dai continui mal di collo e mal di testa dovuti alla mia postura... [Dopo le 10 sedute di Rolfing®]...il mio corpo è cambiato e la mia consapevolezza fisica è cresciuta nel corso del trattamento e questo è ciò che alla fine ho guadagnato dall'essere Rolfata. Leggi tutto qui Fonte: I’ve Been Rolfed – Part 1: The What, Why and How of Rolfing® Autore: Angie MacDonald
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Il Rolfing® S.I. può liberarmi dal mio mal di schiena? Questa domanda viene spesso rivolta ad un Rolfer™. Bisogna probabilmente considerare legittima l'aspirazione di sbarazzarsi del proprio mal di schiena attraverso l'uso di uno strumento sofisticato come il Rolfing. Il processo delle dieci sessioni utilizza le cause fisiche del dolore per accompagnare il cliente a comprendere, attraverso un miglioramento del rapporto causa-effetto della struttura corporea nel campo gravitazionale, che quel mal di schiena con molta probabilità è la risposta più appropriata a sollecitazioni eccessive o movimenti coordinati in modo non funzionale. Ciascun Rolfer, a meno che non abbia anche un percorso di formazione inerente, specifica chiaramente di non essere un medico e tantomeno il Rolfing non è una terapia, pertanto, come specificato anche nella descrizione generale del Rolfing, il mal di schiena è utilizzato dal Rolfer e dal cliente stesso come indicatore del processo che sta avvenendo e i cambiamenti che ne conseguono, ma quello di guarire le persone dai mali che li affliggono non rientra tra gli obiettivi del Rolfing. Perché non considerare il Rolfing come un evoluto "pain killer"? Da un attento esame degli scritti di Ida Rolf emerge la figura di una donna profondamente consapevole che nel corpo c'è un individuo con le sue esperienze, vissuti e percezioni al punto che diventa difficile scindere la malattia dal malato: essi cioè finiscono con il rappresentare una il riflesso dell'altro. Non sorprende perciò che dalla scuola di Ida Rolf siano usciti personaggi come Ron Kurz o Peter Levine che hanno sviluppato un modo personale e profondo di dare un senso al vissuto corporeo. Questo è il punto centrale della questione: la nostra mente è continuamente impegnata nella ricerca di dare un senso agli eventi e cerca di farlo in armonia con le precedenti esperienze e in accordo con il proprio senso di identità. Il corpo precede l'elaborazione dell'esperienza, perché la filtra e la veicola. Chiudiamo un attimo gli occhi! Spegniamo il nostro lato razionale. Forse possiamo figurarci come persone a noi conosciute, amici o personaggi pubblici, siano vincolati a un certo tipo di esperienza proprio dai loro corpi. Che possibilità ha allora il corpo di far sentire la sua voce se non quella del disagio, della rigidità, del dolore? Il problema fondamentale è però capire se si ritiene il corpo più o meno saggio della mente. Se si propende per la seconda, illuministica, ipotesi è allora giusto “volersi sbarazzare del proprio mal di schiena” e di qualunque altro messaggio che questo primitivo corpo voglia indirizzarci, ma se si pensa invece che la saggezza e il sentire siano invece nelle profondità delle nostre cellule, allora diventa indispensabile “dare un senso a questo mal di schiena”, non sbarazzarcene, ma accoglierlo, elaborarlo e costruire le basi attraverso il lavoro strutturale affinché il nostro corpo non necessiti più di inviarci messaggi così forti. Sentire il nostro corpo diviene una sorta di religione, che significa re-ligarci al Dio/Consapevolezza che vive nella profondità di noi stessi. Per gli agnostici, quanto meno, ascoltare la saggezza di milioni di anni di evoluzione che le nostre cellule portano nella loro memoria. Nel nostro mal di schiena perciò c'è il nostro passato, il nostro presente ma anche le possibilità future che vorremo concederci grazie alla fondazione di una struttura corporea più capiente, flessibile e in linea con la nostra identità profonda. Integrazione Strutturale fu il primo nome del Rolfing laddove integro significa non toccato, cioè in armonia con l'originalità della nostra esistenza alla quale possiamo e dobbiamo cercare di riallacciarci. Il Rolfing, in conclusione, non ha in alcun modo l’obiettivo di liberarci dal dolore, ma ci concede la possibilità di vivere in un corpo più accogliente che ci aiuti a dare un senso alla nostra vita e non avere bisogno del mal di schiena per ascoltare i nostri bisogni profondi. Il Rolfer ci guida in questo tipo di esperienza nei limiti concessigli da questo strumento, poi spetta all'ascolto della nostra voce interiore capire come proseguire la nostra strada. Finite le sessioni, cosa fare? Completato il ciclo di dieci sessioni di base e dopo aver lasciato trascorrere un periodo di tempo appropriato per consentire ai cambiamenti di sedimentarsi, è possibile approfondire il percorso intrapreso ricevendo brevi cicli di sessioni post-10 o le sessioni di ROLFING Avanzato. Un'altra attività che ben si integra e favorisce l'incorporare del ROLFING è il ROLF MOVEMENT™, cicli di sedute individuali o di gruppo che servono ad esplorare le proprie abitudini di movimento, scoprire i luoghi dove sprechiamo energia, ricercare fluidità, elasticità e armonia nelle attività quotidiane. Il processo del Rolfìng non termina completamente dopo le dieci sedute. Quando il corpo si trova allineato, l'azione continua della forza di gravità si trasformerà in alleata: anziché comprimerlo, lo sosterrà e il corpo da sé migliorerà il suo equilibrio. Come agisce? Dopo un colloquio preliminare che intercorre tra il Rolfer e il suo cliente con lo scopo di raccogliere quante più informazioni possibili e stabilire un primo contatto di conoscenza, il processo del ROLFING si svolge nell'arco di 10 sessioni di base. Le dieci sessioni sono una diversa dall'altra e possono anche essere pensate come vere e proprie lezioni. Ognuna, infatti, ha un chiaro obiettivo e un contesto di lavoro. I dieci incontri, pertanto, permettono di esplorare, conoscere e riconoscere l'intero territorio corporeo: dagli strati più superficiali a quelli più profondi. Proprio perché il corpo è un'unità, il metodo è efficace grazie all’approccio globale e al non limitarsi a specifici distretti corporei. Il sintomo, ragione che spesso porta il cliente dal Rolfer, sarà solo un mezzo per iniziare ad orientarsi, ma ciò che si ricercherà durante ciascuno dei dieci incontri, sarà l’armonia in tutto il corpo, per favorire il benessere. La serie di sessioni di base segue un percorso preciso che orienta la persona verso una migliore capacità di adattamento nel campo gravitazionale. Le persone si rivolgono al ROLFING per motivi diversi: trovare risposta alle tensioni fisiche, migliorare la postura o per motivi professionali, come nel caso di ballerini o atleti, per migliorare le loro performances. Spesso, come sottolineato in precedenza, il dolore è la motivazione che induce a cercare un aiuto. Obiettivo del ROLFING è aiutare le persone a conoscersi, ritrovarsi e scoprire la propria via verso il benessere. Gli strumenti di cui si avvale il Rolfer sono la voce che istruisce e le proprie mani che, attraverso l'azione sulle fasce, educano a riportare attenzione alle proprie percezioni e alla ricerca di armonia nel movimento, sensibilizzando la persona nel prestare attenzione e presenza. Nella sua azione sulle fasce, mirata alla presa di coscienza dei blocchi corporei, il Rolfer utilizza un tocco esperto che consente al cliente portare l'attenzione su se stesso e a riconoscere sensazioni e movimenti propri. Questo processo di conoscenza avviene all'interno dei confini stabiliti dal cliente. L'intensità del lavoro fisico, e quindi del dolore che si potrebbe sentire, è misurata per rimanere entro questi confini. L'esperienza del ROLFING risulta diversa da persona a persona proprio perché ognuno di noi è un'entità unica e irripetibile che si costruisce nel tempo come risultato della propria storia. Ciò che abbiamo verificato nel corso della nostra esperienza, è che durante questo processo, l'evidenziarsi di cambiamenti fisici, (quali una maggiore facilità di movimento e di libertà articolare, il delinearsi di una struttura più eretta e aggraziata), è accompagnato da un'esperienza di maggiore sicurezza emotiva che si riflette nei rapporti con l'ambiente circostante. Un corpo correttamente bilanciato può manifestare maggiore stabilità e prontezza nel rispondere ai diversi stimoli esterni. Quanto durano i suoi effetti benefici? Gli effetti del Rolfing sono durevoli, alcuni cambiamenti anzi avvengono addirittura prima della fine del ciclo delle sedute di base. L'apprendimento di un uso corporeo più razionale consente alla nuova struttura di durare a lungo nel tempo. Generalmente una o due sedute all'anno di "mantenimento" sono consigliate, invece in caso di traumi, grandi stress o malattie debilitanti poche sedute di "revisione" possono essere utili. E' vero che l'Integrazione Strutturale Rolfing è molto dolorosa? Negli anni '60,quando il Rolfing ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti, era conosciuto non solo per la sua capacità di modificare la struttura in 10 sedute, ma per il male che si sentiva durante le sedute. In parte era vero, e a volte è vero anche oggigiorno, ma va detto che la tecnica si è di parecchio addolcita. Si è appreso che per superare un blocco ci sono tante possibilità, e non sempre la modalità diretta e decisa è la più efficace. Se il tocco applicato si fa doloroso, il Rolfer e il cliente insieme possono utilizzare questa sensazione sgradevole per raccogliere una serie di informazioni utili: ad esempio che la zona che si sta toccando presenta "tensioni", rigidità, durezza, informazioni che non sempre sono così ovvie. Spesso capita di ascoltare commenti, da parte dei nostri clienti, del tipo: - Non pensavo di sentire così male in questa parte del corpo! - Altre informazioni che possiamo raccogliere riguardano il tipo di dolore: alle volte è un "male che fa bene", fa male ma progressivamente qualcosa si "scioglie", e il dolore scompare. Altre volte è un dolore associato ad altro: - E' un dolore che mi irrita, mi infastidisce, mi fa arrabbiare...! - Ecco che emergono sentimenti ed emozioni, e il dolore ci riporta al corpo, a ciò che succede proprio in quel momento, nella realtà fisica. Superare il dolore è un'altra importante fase del processo di integrazione del Rolfing: usare il respiro, sentire il sostegno da parte del Rolfer per lasciarsi andare, usare il movimento, modificare il ritmo fino a trovare la sintonia, contrastare e accettare, sono esperienze che rafforzano e migliorano la flessibilità.
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“L'esperienza dell’Integrazione Strutturale può rivelarsi uno strumento prezioso per il danzatore. - spiega Anna Paola Bacalov, danzatrice professionista dal 1984 al 2005 e coreografa, che 14 anni fa ha intrapreso il percorso del Rolfing, continuando a nutrire il suo interesse per la danza e per le persone che danzano - Il Rolfing è una metodologia, un processo educativo più che una semplice soluzione, una ricerca sul e per Lo Strumento del danzatore: un corpo sensibile che impara ad orientarsi, che tesse confidenza e padronanza senza perdere la sensibilità e la vulnerabilità, che rinnova la negoziazione con la forza di gravità, accetta la scoperta del movimento che si attua istante per istante e che scompare istante per istante o meglio si trasforma”. Il movimento ha bisogno di spazio dentro e fuori, e il danzatore può, attraverso l’Integrazione Strutturale, danzare il suo corpo spazioso. “Sono diversi anni che rifletto sul Rolfing® e lavoro con danzatori nel mio studio – continua –ho anche avviato un gruppo di ricerca che approfondisce i principi che sottendono al Rolfing sperimentandoli con pratiche ed esercizi di movimento. Lavoriamo sull’orientamento, per chiarire percettivamente cosa va verso la terra che sostiene e cosa si sposta nello spazio e sulla modulazione dinamica tra ascolto interno e ascolto esterno. Ci chiediamo se i muscoli trovano il loro posto, il loro ruolo, il loro momento per attivarsi e per disattivarsi. Questa ricerca dispiega la sua natura che è anche espressiva, e la sua vocazione è l’integrazione. La suddivisione dell’informazione può essere interessante come tappa analitica ma non è centrale”. Come in un’orchestra in cui ogni strumento suona al momento giusto, così la coordinazione del movimento è più efficace quando ogni muscolo ‘suona’ al momento giusto, senza dispendio eccessivo di energia. Come in un’orchestra in cui ogni strumentista è in grado di modulare la dinamica passando da un pianissimo/leggero ad un forte/carico o è in grado di “scivolare in un crescendo graduale”, allo stesso modo il danzatore orchestra il movimento e se vuole è in grado di modulare la dinamica, ed è ‘grazia’! Attraverso l’Integrazione Strutturale il danzatore viene messo in grado di ascoltare e regolare al meglio la sua relazione con la forza di gravità. Una relazione che non è prerogativa del danzatore ma di tutti noi che viviamo nel campo gravitazionale, da cui non possiamo prescindere. “Performer e danzatori dopo le sedute, già dopo la seconda sessione, e in alcuni casi anche dopo la prima mi dicono: ‘sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra, di solito oscillo, ora sono stabile!’ - continua la Bacalov - Sentire la terra vuol dire essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta per spostarsi e saltare. Una maggiore stabilità permette al corpo di distendere quei muscoli, che si attivavano per mantenere l'equilibrio in modo inadeguato ed eccessivo”. Ognuno di noi ha delle parti iper-mobili e delle parti iper-stabili. L’intento nel Rolfing è quello di rendere un po’ più elastico ciò che è rigido e un po’ più stabile ciò che è iper-mobile, ridistribuendo le forze interne e ricevendo le “forze esterne” (cfr. Silvia Rampelli). Dunque in un sistema dove le forze sono ben distribuite c’è resilienza e quindi diminuisce il rischio di farsi male. “Non di rado, dopo che il Rolfer ha toccato e lavorato una parte del corpo, la persona ricevente (e ricevere non equivale ad essere passivi) riporta una sensazione di agio, apertura, espansione, anche in altre parti del suo corpo, insieme ed un senso di continuità e di connessione – conclude la Bacalov - Il Rolfing vede la realtà, le parti del corpo in relazione tra di loro, non come pezzi staccati: le ‘isole di corpo’ si re-integrano, sessione dopo sessione, e la mappa dello schema corporeo si arricchisce e ridefinisce. Le dieci sessioni del ciclo di base incoraggiano un migliore allineamento, sono l’occasione per creare distinzioni tra le parti del corpo e connessioni fondamentali, garantite dal modo in cui il tessuto connettivo è distribuito in tutto il corpo”. Anna Paola Bacalov, Certified Rolfer™ Danzatrice professionista dal 1984 al 2005 e coreografa, maggiori informazioni qui: www.annapaolabacalov.it
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Per un danzatore, il corpo non è solo uno strumento, ma il fulcro della propria espressione e identità professionale. Anni di studio, prove e performance modellano una comprensione profonda e vissuta del movimento, dello spazio e delle risposte fisiche. Questa eredità di consapevolezza non svanisce con la fine della carriera agonistica o scenica, ma può evolversi in un nuovo percorso professionale: quello di Rolfer. L’intelligenza del corpo in movimento Come evidenziato nell'articolo originale "A Professional Pathway for Dancers" pubblicato su European Rolfing Association (ERA), molti professionisti della danza si avvicinano al Rolfing® Structural Integration inizialmente come clienti. In questo incontro, scoprono una precisione percettiva che non aggiunge semplicemente "qualcosa di nuovo", ma chiarisce e riorganizza ciò che è già presente. Il movimento diventa più fluido, l'orientamento spaziale più nitido e lo sforzo meglio differenziato. Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice e Rolfer, descrive così questo passaggio: “Sono arrivata a un punto della mia carriera di ballerina in cui avevo domande a cui la danza da sola non poteva più rispondere. L'Integrazione Strutturale Rolfing ha aperto una porta verso un tipo di movimento che stavo cercando – radicato nella percezione, nel tocco e nell'esperienza vissuta.” Un ponte verso una nuova professionalità Diventare un Certified Rolfer® permette ai danzatori di restare connessi al mondo della danza, spostando il focus dalla performance all'accompagnamento del corpo altrui. Non si tratta di un cambio di rotta, ma di un'estensione del proprio percorso. Molti Rolfer® con un background coreutico collaborano oggi con scuole di danza e compagnie, parlando la stessa lingua dei loro clienti e comprendendo dall'interno le sfide fisiche della disciplina. Il Rolfing non agisce su aree isolate, ma considera l'essere umano nella sua interezza in relazione al campo gravitazionale. Secondo Hubert Godard, danzatore e Certified Rolf Movement™ Instructor, “La gravità non è una forza astratta fuori di noi, ma una guida fondamentale che usiamo inconsciamente per orientare tutti i nostri movimenti”. Questo approccio trova riscontro nelle ricerche contemporanee sulla fascia come organo sensoriale e sulla biomeccanica. Ricercatori come Robert Schleip e la dottoressa Carla Stecco hanno ampiamente documentato come il sistema fasciale influenzi la postura e la coordinazione (Fonte: Journal of Bodywork and Movement Therapies; Structure, Function, Integration Journal). Fonte originale: "A Professional Pathway for Dancers", European Rolfing Association (ERA).
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E siamo giunti al terzo incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 9 Aprile alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, un nuovo incontro pubblico con tema: Rolfing e Yoga: Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing Prepara uno spazio in cui praticare! Tara Fraser nel corso del webinar ti guiderà in una esplorazione di un’asana prima e dopo un lavoro sulla fascia. Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Carla Ferrara, Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser,Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi, Insegnante Yoga Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale Youtube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Jone Kaliunaite, insegnante di Viola, spiega quali siano i benefici del Rolfing® per i musicisti e come questo metodo sia perfetto per “autoregolarsi” affrontando in modo efficace i problemi fisici dei musicisti professionisti. Ecco un estratto dell’articolo integrale pubblicato su European Rolfing Association. La formazione strumentale musicale si basa su tre fondamenti: ▪ Formazione tecnica / postura e struttura pratica ▪ Espressione musicale/emotività, sensazioni e loro realizzazione ▪ Prespettiva storica e analisi delle opere. In qualità di insegnante di viola, nel mio lavoro di insegnamento quotidiano ho spesso riscontrato problemi fisici che causano frustrazione o insofferenza negli studenti. Non importa quanto sia talentuosa la persona, non importa quanto uno strumento sia suonato bene, a un certo punto arrivano ii dolori o i problemi più seri… “”Personalmente ho provato diverse tecniche: Yoga, Agopuntura, Osteopatia, Terapia craniosacrale, Dispo kinesis e Take Tina. Si rivelano ottimi "piccoli approcci di riparazione" ma non qualcosa di completo. Nessuno ha avuto un effetto così grande come Rolfing: il mio corpo ha iniziato a autoregolarsi, si sono aperte nuove vie, si è risvegliata una responsabilità nei confronti del corpo e soprattutto la percezione psicologica ha vissuto un grande cambiamento. Sono diventata più vigile, stabile, calma e sicura durante una performance Autore: Current Rolfing student (Modular Training 2021-2023), musician and music professor, Jone Kaliunaite - Germany Photo Credit: Francois Sechet LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE
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Stare in gravità comporta anche un buon supporto e contatto con il viscerale, ma se tale dimensione non ha avuto il tempo di maturare nella persona nella fase di prescolarizzazione avremo una tenuta e restrizione di micromovimenti e gesti; il m(ovi)mento, l'espansione del momento intimo viscerale nello spazio gravitazionale, si trasforma sempre più in azione dove il fine e/o la fine ci accelerano e proiettano fuori da noi e i limiti del momento. Nasce la celebrazione dello sforzo, della bidimensionalità vettoriale tanto cara alla nostra cultura occidentale post-industriale a discapito della sferica/multidimensionale forza di gravità. Di qui la necessità di posizionarsi orizzontalmente per recuperare la possibilità di muoversi, senza le compensazioni e vincoli che la verticalità comporta, in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo dove il contesto stimolava il movimento, prima del pensiero cosciente. È una perdita del controllo e chiara esposizione della propria vulnerabilità nel quale l´operatore Rolfing® come il maestro di arti marziali presta il suo contesto gravitazionale per protezione.....l´utero materno nel quale si annida l´ovocita per iniziare il movimento della vita. Il lavoro di architettura esperienziale incontra, si integra e dialoga con il pensiero analogico orientale e in particolare con pratiche interne quali Taijiquan, Xingyi, Yiquan, dove i concetti non sono scindibili dall'esperienza integrata dei vari sistemi dell'essere e da una trasmissione tra individui. Il vuoto e il pieno nel pensiero filosofico cinese non possono esistere indipendentemente, e interagiscono nel dinamismo. L'atteggiamento ricettivo che „sente“ queste interazioni nel corpo è esso stesso uno stato "vuoto" che riporta alla condizione embrionale, dove le polarità si manifestano spontaneamente, ridando una "verticalita" nuova all'orizzontalità riscoperta, e ritrovando una connessione Cielo/Terra diversa. Qui i parallellismi sono infiniti, come infinito e "totale" è lo stato in cui esploriamo e assaporiamo pienamente noi stessi. Info sull'autore Nicola Carofiglio: dopo aver studiato danza in Italia e in Germania, ha lavorato come ballerino e coreografo per 25 anni. Nel 2000 con la nascita di Carla e, più tardi, di Davide, ha voluto approfondire il suo percorso di esplorazione e lavoro sul corpo, attraverso la formazione Shiatzu (Terzo Livello), approdando poi al metodo Rolfing® e al Gyrotonic Expansion System®, fino ad acquisire nel 2014 la qualifica di Certified Advanced Rolfer®. Con il Rolfing® e il Gyrotonic® ha potuto continuare a sperimentare il profondo dialogo tra corpo e mente, scoprendo progressivamente che dare espressione e forma all’intelligenza creativa presente nel corpo è l’ispirazione fondamentale della sua vita. Attualmente, tra i vari lavori, sta promuovendo un workshop sull´architettura esperienziale del movimento, „Corpo Pieno Corpo Vuoto“, laboratorio di ricerca condotto assieme ad Andrea Brighi e Gianluca Ballarin.
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I benefici del Rolfing: consigliato per la riabilitazione post-traumatica "Dopo aver subito una sostituzione parziale bilaterale del ginocchio e aver lottato per tornare alla piena forma fisica, un collega aveva raccomandato il Rolfing® come opzione per comprendere meglio i problemi. Lavoro per un'organizzazione internazionale in un lavoro fisicamente impegnativo, quindi sono sempre aperto a qualsiasi forma di riabilitazione per riportarmi al fitness preoperatorio…. Consiglio il Rolfing a chiunque abbia subito qualsiasi forma di operazione che abbia influito sulla mobilità, a chiunque sia connesso a qualsiasi forma di sport, che si tratti di yoga, allenamento con i pesi, cross-fit, ecc. - (Lloyd, Devon)" Una bellissima testimonianza pubblicata su European Rolfing Association sugli effetti benefici del Rolfing® nei casi di riabilitazione post-traumatica. Leggi l'articolo su European Rolfing Association Fonte Originaria: Tara Fraser website
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La tensegrità prevede l'utilizzo di elementi rigidi sottoposti a sforzi di compressione ed elementi elastici sottoposti a trazione. Nel nostro corpo possiamo assimilare le ossa agli elementi rigidi e la Fascia connettivale agli elementi elastici. I muscoli diventano degli attuatori del movimento il cui compito è quello di portare deformazioni strutturali. Ecco perché a volte quando si avvertono dolori in alcuni distretti del corpo (ad esempio al collo), la loro causa potrebbe nascere da distretti spesso distanti (ad esempio la schiena) Sotto il video che ne mostra l'interessante modalità di funzionamento.
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Riscopri il bello dell'anatomia umana in modo chiaro, semplice e piacevole per approfondire la tua conoscenza e stimolare la tua curiosità. Disponibile su VIMEO ON DEMAND, il corso di anatomia è IDEALE PER TUTTI, massaggiatori, fisioterapisti, personal trainer, insegnanti di yoga, bodyworkers e tutti coloro che vogliono approfondire ed osservare l'anatomia umana sotto nuovi e moderni punti di vista. COMPRA SUBITO Il corso, in lingua italiana, è composto da diverse lezioni on-demand tenute da Pierpaola Volpones, Chair della Faculty Europea del Rolfing e Rita Geirola, insegnante della Faculty Europea di Rolfing®. Ecco cosa pensano di questa produzione due dei più influenti Rolfer® e Ricercatori internazionali dopo aver visto i video: "Ad un vecchio intellettuale europeo non capita spesso di "fare complimenti". - Ma in questo caso per questi video devo fare un'eccezione. Mi sono totalmente innamorato di questi video. E' stato realizzato qualcosa che stavo aspettando da molto tempo: una presentazione coerente degli aspetti essenziali dell'APPROCCIO ROLFING e dei suoi collegamenti con la ricerca scientifica. Imparo da questo video e mi godo la sua dimensione estetica. Congratulazioni!" -- Peter Schwind Peter Schwind, insegnante di Rolfing, ha fondato insieme all’osteopata Jean Pierre Barral il Munich Group che offre corsi di perfezionamento per osteopati, fisioterapisti, rolfer. Peter ha scritto vari libri sul Rolfing, un manuale di tecniche fasciali Fascial and Membrane Technique e il rivoluzionario The Croissant Inside the Brain. "VERY NICE!" -- Robert Schleip Robert Schleip, noto ricercatore della fascia, è stato il promotore del primo congresso internazionale sulla Fascia. È un rolfer, biologo umanista e psicologo. Dal 2008 è il direttore del gruppo di ricerca sulla fascia, della divisione di neurofisiologia presso l’Università di Ulm - Germania." ... sono sicuro che aiuterà il pubblico a vedere cosa riguarda il nostro lavoro-- Hubert Godard Hubert Godard, membro dell' Ida Rolf Institute® dove ha insegnato per oltre 20 anni, attualmente è membro della Faculty Europea del Rolfing®. Godard è Rolf Movement™ Practitioner and a Certified Rolfer® dal 1986" COMPRA SUBITO IL FASCINO DELLA FASCIA from Formazione Rolfing Italia Srl on Vimeo. COME ACQUISTARE? Puoi acquistare la singola lezione ad un costo di 30€ oppure l'intero pacchetto di 4 (disponibili a partire dal 18 Dicembre) al prezzo di 75€. SE DESIDERI ACQUISTARE IL PACCHETTO DI 4 LEZIONI* Vai sul canale cliccando QUI Clicca sul pulsante di acquisto posto in alto a destra nella pagina Inserisci i tuoi dati Scegli il metodo di pagamento Guarda la serie quando vuoi anche su dispositivi smart e tv compatibili SE DESIDERI ACQUISTARE LA SINGOLA LEZIONE Vai sul canale cliccando QUI Scendi in basso nella pagina, dove sono elencati i video disponibili Clicca sul pulsante con il prezzo Scegli il metodo di pagamento preferito e inizia la visione ©2021 Tutti i diritti Riservati
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Il Rolfing® è un processo che riorganizza sistematicamente il corpo di esseri umani e animali correggendo gli squilibri del tessuto miofasciale in modo che il corpo possa funzionare in modo ottimale e con meno sforzo. In questo articolo Lisa Praller, Certified Rolfer™, spiega come il Rolfing® possa aumentare la qualità dei movimenti sia per i cavalli che per i loro fantini professionisti. Un articolo in lingua originale che mostra un altro importante campo d'azione del metodo Rolfing® Scopri di più nel link qui sotto Maggiori informazioni su Lisa Praller, Certified Rolfer™ qui Fonte: www.mittelbayerische.de – 16 Giugno 2019 Versione in Inglese nel sito dell'European Rolfing® Association
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Il Rolfing® è molto più che una rimessa a nuovo del corpo e della postura. Non offre solo una migliore forma fisica o una performance più efficace, ma una visione integrata della persona nel suo rapporto con il mondo e ne affina la consapevolezza. “La visione olistica del Rolfing è comune a tante pratiche di consapevolezza corporea che sono nate nel XX secolo in Occidente - spiega Carla Bottiglieri, Rolfer di Salerno, che da anni approfondisce e sperimenta pratiche somatiche come il Body-Mind Centering, di cui ha seguito la formazione come insegnante, il metodo Feldenkrais, il Continuum, l’Ideokinesis, e l’analisi del movimento attraverso l’insegnamento di Hubert Godard - Nel secondo dopoguerra, in particolare negli Stati Uniti, c’è stato un fiorire di nuovi approcci che tentavano di superare l’eredità positivistica e meccanicistica che nella modernità occidentale aveva prodotto la dicotomia tra il corpo e la ‘mente’, così come tra individuo e ambiente. È interessante considerare come tanti metodi oggi diffusi nella sfera del benessere e dello sviluppo personale, si siano influenzati l’un l’altro, raccogliendo ricerche ed esperienze condotte da singoli ‘pionieri’, tanto nel campo dell’educazione e della terapia che della psicologia umanistica”. SOMATICA Il termine “Somatica” è stato introdotto negli anni Settanta da un filosofo statunitense, Thomas Hanna, per riconoscere una matrice comune a un insieme di tecniche, approcci e filosofie che si discostavano dalle psicoterapie e dalle fisioterapie tradizionali nel loro attribuire al corpo un senso nuovo. È questo il senso del termine “soma”, che Hanna ha proposto (forzando intenzionalmente un’etimologia di tradizione greco-giudaica) per definire il corpo vivente e vissuto in prima persona, senziente, cosciente. Una delle culle della Somatica è stata senz’altro l’Esalen Institute, inizialmente un centro di ritiro fondato negli anni Sessanta a Big Sur, in California, per favorire l’incontro tra filosofie e spiritualità orientali e occidentali, e l’elaborazione di un’educazione umanistica alternativa. L'Istituto è stato lo sfondo culturale che ha nutrito sperimentatori, artisti, scienziati e un luogo di richiamo per visitatori in fuga dalla quotidianità, tra cui personaggi celebri come Bob Dylan, Ansel Adams, Deepak Chopra. “Già riconosciuta per la sua ricerca originale, Ida Rolf ha frequentato e insegnato a Esalen in un periodo particolarmente ricco di scambi e di dialoghi tra esponenti di diverse correnti umanistiche: dalla terapia Gestalt, alla Bioenergetica, alle terapie corporee Neo-Reichiane, fino a metodi somatici come il Feldenkrais, la Sensory Awareness, o più tardi il Body-Mind Centering e il Continuum – per citare altri approcci della “famiglia” somatica – continua Carla Bottiglieri - È in questo contesto che la Rolf ha ulteriormente consolidato la sua visione originale del corpo nel rapporto con la gravità e lo spazio, in una prospettiva più larga, dove si integrano psiche, affettività, socialità”. “Il tocco della l'Integrazione Strutturale Rolfing® è dunque un invito affinché il corpo trovi delle sensazioni che gli permettano di abitare in modo diverso l’ambiente, è un vettore di stimoli ambientali, di contatti con il mondo che troppo spesso vengono alterati o ‘perduti’, riducendo e impoverendo la sensibilità, la percezione, il sentire stesso - per dirla con Hubert Godard, ‘producendo dei buchi neri percettivi’, e quindi anche degli spazi d’azione assenti – conclude - Le sedute di Rolfing permettono di reintegrare le alterazioni per ritrovare il rapporto pieno con il mondo che si era ristretto e di un corpo che si era avvitato su se stesso”. Maggiori Informazioni su Carla Bottiglieri qui.














