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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo. Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo. Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico. La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro. Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo. In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno. Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura. Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. Sintesi di Maria Rosaria Busia, Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner
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Ed eccoci giunti all'ultimo incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Il 14 Maggio alle ore 18:00 sul canale Facebook di AIR, sarà trasmesso un live meeting con tema: Rolfing Pilates Gyrotonic: La Fascia, organo di Forma e percezione per modulare stabilità, tono, coordinazione Partecipazione libera, basta andare nella pagina Facebook di AIR e attendere l'inizio della live Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Vito Santorsola , Rolfer, operatore Rolf Movement, insegnante di Pilates, Gyrotonic, Gyrotoner, Gyrokinesis Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia SEGUICI SU FACEBOOK! Resta informato! Accedi alla pagina e metti un mi piace per essere avvisato quanto il webinar sarà trasmesso. Non hai un profilo Facebook? Nessun problema, i giorni successivi il video sarà reso disponibile qui e sul canale YouTube Ufficiale Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale.
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Sono Alberta, ho 68 anni, e questa è la mia testimonianza sul Rolfing e sul rapporto con la mia rolfer, Miita Mazzali Fulgenzi. Ve la racconto in modo diretto, sull'onda emotiva di una esperienza per me molto importante. Quando cominciai il mio percorso avevo in testa una domanda: come sarà la persona a cui mi sarei affidata per molti mesi? La professionista in questione era Miita Mazzali, una delle prime rolfer in Italia, che mi aspettava nel suo studio a Roma, vicino a Villa Ada, quel parco in cui lo scrittore Niccolò Ammaniti aveva ambientato un suo esilarante romanzo. Il mio percorso iniziava quindi con una citazione letteraria e un sorriso, e questa mi metteva già di buon umore. Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me. E, più o meno, della mia stessa età. La prima cosa che ho pensato è stata: Miita è una fata benevola. “Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me” La prima seduta era partita con l’anamnesi (la raccolta dalla voce diretta del paziente di tutte quelle informazioni che possono aiutare il terapista a indirizzarsi verso una diagnosi corretta, ndr), che non nascondo, mi stava metteva un po’ di ansia. Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia. Ero appesantita e in più le analisi avevano diagnosticato che era in atto un processo di degenerazione artrosica delle ginocchia molto avanzato. Ginnastica, in vita mia, non ne avevo mai fatta, se non sporadicamente e con la sensazione di essere costretta: detestavo le palestre e la filosofia del fitness. Lavoravo per ore al computer e nel tempo libero amavo stare sdraiata a leggere un libro. L’unica attività fisica che mi piaceva fare era camminare, ma ora le mie gambe mi dicevano che non potevo più farlo. Ero appena andata in pensione, mi aspettava una vita nuova in un mondo nuovo, mi ero trasferita appositamente in campagna ma il mio corpo sembrava non volermi più seguire. “ Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia” Dopo il colloquio iniziale, con Miita siamo passati alla pratica: mi ha visto camminare e ha notato subito che avevo le spalle troppo rigide, ero sulla difensiva, col busto troppo in avanti e una traiettoria inquinata dal mio disturbo visivo da ambliopica. Dopo un po’ di percorsi mi sono sciolta e mi sono messa sul lettino. Le sue mani hanno cominciato a toccarmi partendo dai piedi. Miita mi ha spiegato che a ogni seduta si sarebbe lavorato su una parte del corpo, fino a completare le dieci tappe. Il suo è un massaggio forte, profondo e spesso anche doloroso, tanto che durante la manipolazione mi ha detto: “guardi che posso farle male…” Il suo lavoro è molto intenso, faticoso, eppure Miita riusciva sempre ad essere morbida e accogliente, con delle braccia quasi materne. Miita mi ha poi spiegato che ogni seduta sarebbe finita con un lavoro sulla testa e, quando lo ha praticato, mi sono sentita 'sciolta'. Il massaggio cranio-sacrale mi piace molto ma quello di Miita mi ha liberato da tutte le tensioni, commuovendomi. Mentre glielo stavo dicendo ho sentito due lacrime scorrere sulle guance. Mi sono vergognata un po’ e lei mi ha sorriso. Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi. Ci vediamo tra quindici giorni, mi ha detto Miita. La seconda seduta ha riprodotto la magia della prima. Sono entusiasta e grata, anche se il lavoro sui muscoli delle gambe si è rivelato per me molto doloroso. “Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi” Dopo la terza seduta, mi accorgo che la mia terapia va avanti con un po’ di lentezza, perché vivo a duecento chilometri di distanza, devo prendere auto e treno per arrivare a Roma, spesso rimando gli appuntamenti, costringendola a cambiare la sua agenda. Miita dice che devo mantenere la continuità, altrimenti il lavoro è inutile. So bene - ormai mi conosco – che sta riaffiorando la mia resistenza a muovermi, a 'sentire' il corpo. D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica, che ho praticato per molti anni. Sento che si è instaurato il transfert con Miita, e il fatto che lei mi conosca, che sappia il mio segreto, mi mette sulla difensiva. Tuttavia, lo ammetto, a volte penso: non ci torno più. La mia 'fatina benevola', però, mi sgrida. E ha ragione. “D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica. che ho praticato per molti anni” In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno. La devo riconoscere, abbracciare, amare. In quel dialogo tra noi sento che è una sofferenza che conosce bene, chissà se è arrivata a questo meraviglioso lavoro perché aveva bisogno di riconoscere anche lei la bambina che era stata. È un momento di empatia perfetta, che resterà per sempre nel mio cuore. Mi chiede che cosa mi fa sentire davvero “dentro” il mio corpo, e io rispondo stare nell’acqua, ma senza dover nuotare, senza dover per forza compiere una prestazione. E lei mi dice: stai nell’acqua, muoviti come vuoi, lentamente, fai le capriole e sorridi alla bambina che eri. È il tuo elemento. “In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno” Dopo la fine del percorso di dieci sedute, ci siamo viste altre volte, quando io potevo andare o quando lei aveva un’ora libera. Ora che avevo ricominciato a sgambettare, un po’ di mantenimento mi avrebbe fatto solo bene. Mi accorgo che avevo fatto la stessa cosa anche con la mia psicoanalista, come a prolungare un legame, un amore. Avevo in mente di chiamare Miita per vederla quando ho saputo che ci aveva lasciati. Un tumore l’aveva portata via in poco tempo. Avrei voluto sentirmi ancora tra le sue braccia. Avrei voluto abbracciarla anch’io e cullarla come lei aveva fatto con me.
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Dopo la formazione universitaria in educazione fisica, oggi Markus Roßmann ha scelto di diventare un rolfer… ecco perchè in un video intervista pubblicata su European Rolfing® Association. Markus Roßmann dice: “Volevo imparare qualcosa che facesse star meglio le persone, ma non volevo davvero diventare un fisioterapista… poi ho fatto il ciclo di 10 sedute e questo ha cambiato la mia vita” Nell’articolo Roßmann racconta che grazie al Rolfing è cambiata la sua visione d’insieme del corpo umano e del corpo in movimento, dopo aver sperimentato il ciclo delle 10 sedute, grazie a cui ha risolto i suoi problemi all’anca, ha deciso di infatti di approfondire e diventare un Rolfer Certificato. “Lavoro in un centro di riabilitazione, agendo prevalentemente sulla riabilitazione del ginocchio ed è incredibile come attraverso il Rolfing possa influenzare i corpi così rapidamente, i pazienti adorano venire da me e vedere quel cambiamento. ” Rolfing® e Sport? Quali benefici può portare il Rolfing® agli atleti? “Quando gli atleti allenano i loro corpi per ottenere prestazioni sempre migliori integrando il Rolfing, i loro corpi diventano più fluidi ed “intelligenti”. I movimenti diventano più precisi e i loro muscoli lavorano meglio perchè supportati da un sistema fasciale che funziona. Non è una questione di Rilascio mio-fasciale, ma anche di ridare al sistema fasciale la capacità di immagazzinare energia cinetica e trasferirla.” Leggi l’articolo qui Autore: Certified Rolfer®, Markus Roßmann - Germany - Articolo originario: Rolfing and Sport by Markus Roßmann Fonte: www.rolfing.org
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Il modello di Tensegrità del bacino è un concetto utilizzato nel Rolfing® Integrazione Strutturale per descrivere la complessa struttura e funzione del bacino umano. Si basa sull'idea di tensegrità, secondo cui le strutture sono stabili quando mantenute da un equilibrio tra forze di tensione e compressione. Il bacino è un'articolazione cruciale che trasferisce il peso del torso sulle gambe. Si tratta di una struttura dinamica: le ossa del bacino, il sacro e il coccige, così come i muscoli delle gambe e addominali, sono interconnessi. I muscoli agiscono come elementi di tensione, mentre le ossa agiscono come elementi di compressione. Gli elementi di tensione mantengono gli elementi di compressione in una posizione specifica, fornendo stabilità e mobilità al bacino. Il modello di Tensegrità del bacino si differenzia da altri modelli che vedono il bacino come una struttura rigida circondata da muscoli e legamenti. Sebbene non sia una rappresentazione anatomica esatta del bacino, illustra le relazioni funzionali del camminare e le forze che agiscono sul bacino durante il movimento. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l’Associazione Italiana Rolfing® in collaborazione con Formazione Rolfing Italia, presenta 2 esclusivi incontri con il dott. Robert Schleip su “Fascia, Interocezione e Sistema Nervoso Autonomo“ e la dott.ssa Carla Stecco su "Fasce e pavimento pelvico - Anatomia e Funzione". In quest'ultimo, in una seconda parte, la prof.ssa Rita Geirola e prof.ssa Pierpaola Volpones focalizzeranno l'attenzione sulla "Dinamica del bacino e le relazioni con le funzioni del cammino e del respiro" attraverso una serie di riflessioni ed esplorazione sugli aspetti funzionali del diaframma pelvico. 05 Giugno 2021 - ore 10:00 | Fascia, Interocezione e Sistema Nervoso Autonomo | Robert Schleip 12 Giugno 2021 - ore 10:00 | Fasce e pavimento pelvico - Anatomia e Funzione - | Carla Stecco - Pierpaola Volpones - Rita Geirola -60% in occasione del compleanno di Ida P. Rolf in occasione delle celebrazioni per l'anniversario Ida Pauline Rolf avrai diritto ad uno scontro del 60% sul prezzo del webinar! Due webinar di approfondimento altamente consigliati per: Rolfer, Insegnanti di Yoga, insegnanti di Feldenkrais, Massaggiatori, Fisioterapisti, Personal trainer, Terapisti, Osteopati e a tutti i Professionisti del lavoro corporeo.
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"... Nulla riusciva a risolvere il mio problema, così ho provato il Rolfing®. Poi, a metà del ciclo di 10 sedute, il mio mal di schiena è scomparso. Perché? Perché il mio Rolfer™ ha lavorato sul mio muscolo psoas sinistro... nel mio cervello, questo non aveva senso fino a quando non ho studiato anatomia in profondità alcuni anni dopo ... Michael Black - Certified Rolfer ™ ad Atene racconta la sua esperienza in un articolo interessante che spiega come il Rolfing® agisce, quali sono le differenze tra Rolfing® e massaggio fasciale e come possa oggi il Rolfing® divenire una opportunità professionale. Qual è la differenza tra Rolfing® e rilascio miofasciale? Il "Massaggio miofasciale" funziona in aree selezionate in cui la fascia, o tessuto connettivo del corpo, è "bloccato" o "irrigidito". Il Rolfing include elementi della stessa tecnica, ma la porta a un livello più completo. Consideriamo l'intero corpo nella foto, non solo l'area che fa male, rendendola una terapia olistica che riequilibra l'intero corpo. leggi tutto qui Fonte: https://rolfing.org/ Fonte originale: michaelblackrolfing.com Author: Micheal Black
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Eleonora Celli, con EssenZia Rolfing® inaugura la stagione del Rolfing a San Giovanni in Marignano, con un incontro dedicato a conoscere il metodo Rolfing® e le sue applicazioni. Nel corso dell'evento si avrà l'opportunità di conoscere questo metodo olistico e le sue applicazione nel vivere quotidiano Un incontro della durata di circa un'ora e mezza che si articolerà in momenti dedicati all'ascolto dei principi ispiratori del Rolfing e momenti guidati a percepire e comprendere come potenziare, migliorare, alleggerire il tuo corpo. Eleonora dice: "Vorrei fare capire quanto sia importante essere consapevoli delle relazioni che ci interconnettono, sia verso l'interno che nell'ambiente che ci circonda." ConTATTO Rolfing® sarà un laboratorio di gruppo per l'esplorazione di come il tocco consapevole sia un potente mezzo di comunicazione, espressione, dialogo, esempio concreto. Maggiori Informazioni qui L'evento è gratuito previa prenotazione al (+39) 3383884915 o inviando una mail a eleonoracelli.rolfing@gmail.com Sede: Via Reno 33 - San Giovanni In Marignano Contatto: (+39) 3383884915 E-Mail: eleonoracelli.rolfing@gmail.com Eleonora Celli è Certified Rolfer™ & Rolf Movement™ Practitioner, maggiori informazioni a riguardo qui
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Movement Ecco il terzo seminario introduttivi al Rolfing® dedicato al Rolf Movement™, un workshop di 4 giorni dal 20 al 23 Luglio 2017 propedeutico alla formazione di base o come approfondimento integrativo alle proprie conoscenze. TEMI Durante il seminario di Movement si esploreranno le dinamiche di respiro e cammino, per comprendere, incorporare e sperimentare le dinamiche che ne facilitano e inibiscono le funzioni. Poiché il Rolfing® si occupa del corpo vivente che agisce nel campo della gravità, osservandolo e orientandolo su più livelli, partecipare al pretraining di Movement può dare la possibilità di sperimentare in prima persona i benefici e la logica del sistema di lavoro, conoscendo ed acquisendo i concetti fondamentali degli aspetti funzionali del metodo Rolfing®. Molto tempo sarà infatti dedicato ad approfondire la capacità di ascolto del proprio movimento, a prendere contatto con la consapevolezza corporea del corpo proprio e di quello dell'altro, ad acquisire gli strumenti che consentono di leggere il corpo dell'altro in movimento e posizione in statica. La partecipazione a questo seminario sostituisce 2 delle 5 sedute individuali di Movement™ richieste per accedere alla formazione di base. Dal 20 al 23 luglio 2017 a Bologna presso la sala congressi dell’Hotel Re Enzo, in via Santa Croce 26 (a pochi minuti da aeroporto e stazione e facilmente raggiungibile in auto). Il seminario è a numero chiuso per ordine di iscrizione Costo: 550€ iva inclusa Early Bird: 5 Giugno - SCONTO 10% (500 euro) Termini iscrizione: 15 Giugno (standard price 500 euro)
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Le conseguenze dello stress sulle persone sono da anni ampiamente studiate e confermate. Sappiamo che può essere “stressante” un evento per altri considerato “normale” e che questa valutazione è soggettiva. Secondo la definizione, ancora attuale, data dal primo studioso dello Stress, Hans Selye, negli Anni ‘50, lo stress è quella serie di adattamenti fisiologici ad un evento che viene vissuto come minaccia o avversità. Questa minaccia viene definita “stressor”. La percezione di un evento come “minaccioso” e la successiva riuscita nell’adattarvisi dipende da molti fattori, tra i quali il patrimonio genetico e la struttura di personalità. Un evento, percepito come “minaccioso” e prolungato nel tempo, ha più probabilità di innescare le risposte da stress non adattive e causare quindi patologie. Le conseguenze di una reazione non adattiva allo stressor producono manifestazioni Emotive, come ansia, insicurezza, irritabilità; Cognitive, come perdita della memoria, incertezza decisionale e scarsa concentrazione; Comportamentali come l’abuso di sostanze tranquillanti o stupefacenti, tabagismo, alcolismo, turbe del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) Fisiologiche, come disturbi del sonno, disturbi del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa; Patologiche come i problemi gastrointestinali, depressione, attacchi di panico, patologie del sistema immunitario. Lo studio di patologie correlate allo stress, come il Disturbo Post Traumatico da Stress, legato ad eventi come la guerra, catastrofi naturali o violenze sessuali, ha permesso di rilevare che le zone “più toccate” dallo stress sono quelle più “profonde” del nostro cervello. Il cervello detto limbico, che ha a che fare con la paura, la rabbia, l’appartenenza sociale, e il cervello detto rettiliano che si occupa del controllo della respirazione e del battito cardiaco e di tutte quelle risposte somatiche collegate alla risposta da stress. Le tecniche “top-down” (dall’alto verso il basso) che utilizzano la parola ed il linguaggio si sono rivelate essere meno efficaci di quelle definite “bottom-up” (dal basso verso l’alto). Detto in termini più semplici: gli approcci che usano il corpo e le emozioni sono maggiormente efficaci nel lenire gli effetti dello stress proprio perché partendo dal corpo e dal vissuto corporeo raggiungono più facilmente le aree del cervello che risentono dello stress. Ed infine il neuro scienziato Bessel Van der Kolk studioso del PTSD (Disturbo Postraumatico da Stress) aggiunge: “Per risultare efficaci, abbiamo bisogno di fare le cose che cambiano il modo di regolare queste funzioni fondamentali (la struttura corporea e conseguentemente le emozioni ed infine il pensiero - NdA), cosa che probabilmente non può essere fatto solo dalle parole e con il linguaggio”. Il Rolfing appartiene, in buona sostanza, a quelle tecniche che riprocessano dal basso verso l’alto permettendo alla persona di diventare più consapevole delle proprie sensazioni psico-corporee. Le conseguenze sono un pensiero più orientato al positivo e alla capacità di confrontarsi con le difficoltà. E’ dunque comprensibile come il Rolfing sia diventato uno strumento molto efficace nel ristabilire le capacità adattive dell’individuo agli eventi stressanti del nostro vivere quotidiano.
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Il nostro corpo non è strutturato per stare troppo seduti, eppure è un dato di fatto che ormai passiamo tantissimo tempo seduti: al lavoro, nei mezzi di trasporto, le sere in poltrona davanti alla Tv. In questo video Russell Stolzoff, Certified Advanced Rolfer®, ci spiega come è possibile star seduti a lungo con meno tensioni.
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Jennifer-Lynn Crawford ha iniziato la danza classica a 16 anni, un'età che nel mondo del balletto professionale viene considerata tardiva. Mentre molte sue coetanee erano già negli organici delle compagnie, lei muoveva i primi passi in classi con tredicenni. L'amore per il movimento era totale, ma la formazione professionale ha lasciato un segno profondo sul suo sistema, su più livelli. Le è stato trasmesso, in modo radicato, che la sua forma fisica fosse "inadeguata" e troppo rigida — priva di quella lassità tissutale comune a molte persone attratte dal balletto, così come delle articolazioni dell'anca che ne facilitano la pratica. L'approccio didattico rigido della scuola che ha frequentato non ha favorito lo sciogliersi di questa corazza protettiva profonda. Anzi, ha generato una domanda destabilizzante: come può qualcosa di così necessario, come danzare, risultare così stressante per il corpo? Il corpo come "oggetto problematico" Anche dopo il passaggio dal balletto alla danza contemporanea, Jennifer-Lynn è rimasta la persona "sempre infortunata". Ha provato diversi percorsi terapeutici, ma è rimasta a lungo in un modello che trattava il corpo come un insieme di parti isolate da correggere — un approccio che non si traduceva in benefici concreti durante la danza. Anche da professionista affermata, la sua relazione con il corpo restava distante: percepito come qualcosa da monitorare costantemente per restare "in forma", più che da abitare pienamente — nonostante il bisogno di connessione che il movimento le dava ogni giorno. Il Rolfing® apre nuove porte sensoriali Cinque anni dopo, Jennifer-Lynn ha sperimentato per la prima volta il Tocco Rolfing. Anche se non ha provato da subito la profondità di connessione che oggi riconosce nel lavoro con un Rolfer®, il suo sistema era così radicato nell'idea del corpo come oggetto e ostacolo che è stato un piccolo miracolo che la prima sessione abbia comunque aperto qualcosa. Attratta dalle possibilità che intuiva nel metodo, ha letto il libro di Ida Rolf e approfondito altre discipline somatiche. Un percorso entusiasmante e insieme spaesante: ha cominciato ad aprire porte verso sensazioni che le sue tensioni abituali avevano tenuto chiuse per anni. La prima serie delle 10 sessioni ha lasciato un'impronta sufficiente per innescare un cambiamento lento ma profondo. Il Rolfing® insegna la stabilizzazione periferica Secondo Jennifer-Lynn, i Rolfer® con esperienza nel mondo della danza hanno una capacità particolare di entrare in relazione con i professionisti del movimento. Racconta un momento di formazione in cui, durante una sessione base, le venne chiesto di "trovare la propria periferia" — un'indicazione che la spiazzò completamente, perché era già così orientata verso l'esterno da non riuscire a comprendere cosa significasse essere "focale". In altri percorsi terapeutici, dettagli come l'orientamento nello spazio, il supporto e i vettori di movimento semplicemente non entravano nella conversazione sul cambiamento. Questa dimensione percettiva, così intrinseca al suo mestiere, l'ha scoperta cognitivamente solo grazie a insegnanti di Rolfing chiari, competenti e compassionevoli. Scoprire l'intera gamma delle proprie capacità Nel mondo della danza — classica, contemporanea o commerciale — gran parte dell'informazione corporea viaggia attraverso un vocabolario centrato sull'estetica. L'informazione percettiva che sta alla base del movimento spesso non viene mai resa esplicita. Molte persone che danzano non conoscono l'intera gamma delle proprie capacità, ancor prima di considerare le richieste performative di certe forme di danza. È qui che il Rolfing® si rivela un dono per chi si muove professionalmente: aiuta a comprendere perché un semplice invito a "stare in piedi" possa risultare straordinariamente complesso, come il sistema nervoso risponda con rapidità sorprendente all'essere osservati da un professionista (mai sottovalutare il potere di una presenza compassionevole per chi si esibisce), e come il sistema risponda in modo significativo a un tocco, una sensazione o un'immagine scelti con precisione e competenza. L'intuizione sensoriale affinata dai Rolfer® Jennifer-Lynn descrive il Rolfing® come la possibilità di abitare ed esplorare la propria struttura fisica, in relazione costante con orientamenti percettivi, ambiente e dinamiche relazionali. Sottolinea come i Rolfer® con esperienza di performer possano sostenere la capacità di sentire — non semplicemente supporre — ciò che un sistema nervoso allenato e aperto è in grado di percepire. Questa sicurezza nella propria intuizione sensoriale, racconta, le è stata trasmessa proprio da professionisti capaci di riconoscerla — dopo anni in cui altri specialisti le avevano detto che "non era possibile" sentire ciò che sentiva durante le manipolazioni. Quando il proprio sistema entra in dialogo con un Rolfer® compassionevole e accogliente, è come un bagno caldo per il sistema nervoso e i tessuti: un modo per ritrovare la strada di casa, lasciando che tutta quell'informazione venga finalmente accolta. Il mondo della danza richiede moltissimo, e gran parte dell'identità professionale di chi lo abita è legata a ciò che si sente e a ciò che si riesce a trasmettere attraverso il proprio corpo. Per questo è essenziale sentirsi accolti, per lasciare andare parte dello 'sforzo' e trovare spazio per il prossimo passo — in dialogo con la Gravità, in ascolto del proprio corpo come soggetto attivo del cambiamento. Fonte: Articolo originale "As a professional dancer, Rolfing® has helped me inhabit my body", pubblicato sul sito dell'European Rolfing Association (ERA) Autrice: Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice professionista — Regno Unito Editing originale: Sabine Becker Foto: Camilla Greenwell, David Lindsay, Grace Gelder Adattamento e traduzione: Associazione Italiana Rolfing® (AIR)
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L'Evoluzione delle Metafore Di Lucia Merlino, Istruttrice Certificata di Rolf Movement™, Istruttrice Certificata di Rolfing® Le metafore sono state a lungo parte integrante della cultura umana, servendo scopi terapeutici, mnemonici e spirituali in vari ambiti. Dai rituali dello sciamanesimo alle pratiche strutturate della psicoterapia e riabilitazione moderna, le metafore svolgono un ruolo cruciale. In campi come lo sport e la danza, le metafore organizzano la percezione e la coordinazione del movimento, come si vede nelle pratiche di Integrazione Strutturale Rolfing®. Storicamente, le metafore erano considerate semplici elementi decorativi del linguaggio. Questa percezione iniziò a cambiare intorno al 1970 quando linguisti come Michael Reddy sostennero che le metafore sono fondamentali per la comunicazione quotidiana. Il lavoro di George Lakoff e Mark Johnson in "Metaphors We Live By" ha evidenziato che le metafore sono centrali per la cognizione umana. Ci aiutano a dare un senso al mondo collegando concetti astratti a esperienze fisiche. Facilitare l'Espressione e la Comprensione nel Rolfing® Le metafore giocano un ruolo vitale nel Rolfing, facilitando l'espressione, migliorando la comprensione, promuovendo la consapevolezza e approfondendo l'integrazione. Possono essere suddivise in metafore didattiche, sensoriali e integrative. Le Metafore Didattiche sono utilizzate dai Rolfers® per migliorare aspetti specifici della percezione, della cognizione e della coordinazione del corpo. Queste metafore possono essere sia percettive che anatomiche. Molti ricercatori del movimento hanno esplorato il potere dell'immaginazione. All'inizio del XX secolo, Mabel Todd sviluppò quello che in seguito divenne noto come Ideokinesi, un approccio che si concentra sull'uso dell'immaginazione mentale per migliorare le prestazioni fisiche. È stato ulteriormente sviluppato da Eric Franklin, attraverso le sue numerose pubblicazioni. Altri professionisti continuano a lavorare per dare vita a queste metafore visive. Le Metafore Sensoriali emergono dalle esperienze descrittive dei clienti. Quando le prime immagini timide emergono dai clienti o dagli studenti, è importante che il terapista le convalidi e le incoraggi, iniziando così l'apprendimento di questo nuovo linguaggio del corpo, il cui vocabolario è evocativo e metaforico. Spesso emergono immagini semplici, come una parte del corpo che sembra più grande, più pesante o più luminosa dell'altra. Ad esempio, una cliente ha descritto l'esperienza con il suo Rolfer in modo vivido: "Abbiamo cercato di colmare il divario tra la parte superiore e inferiore del corpo, inizialmente operanti indipendentemente. Lo sterno si è ammorbidito, radicandomi. Ho sentito una 'muscolatura' invisibile legare insieme le ossa, simile a una connessione profonda. Man mano che esploravamo ulteriormente, sono emerse metafore visive, come la 'coda di un dinosauro' e un 'mocio di capelli'." Le Metafore Integrative emergono come momenti di intuizione e consapevolezza, permettendo ai clienti di riconoscere nuove organizzazioni posturali che trasformano la loro percezione del mondo. Un'ipotesi è che queste metafore sorgano quando i clienti si liberano da schemi abituali e rigidi. Un cliente ha descritto il suo nuovo senso di libertà: "È come se fossi libero da una condizione di essere schiacciato in una morsa, da un soffocamento silenzioso. Sembra che due occhi nella bocca dello stomaco si siano aperti e che ci sia uno spazio vasto nella parte anteriore. Sembra di volare." Un altro cliente ha condiviso: "Ero una marionetta senza vita sotto il controllo di un forte burattinaio. Dopo il suo allontanamento, ho sentito una nuova autonomia nei miei movimenti, come se fossi passato da oggetto a soggetto." Le nuove metafore, nelle parole di Lakoff e Johnson, permettono la continua costruzione di nuove coerenze nella vita, dando nuovo significato a vecchie esperienze. Il processo di autocomprensione è uno sviluppo continuo di nuove storie di vita. Il Rolfing, quindi, può essere considerato un'opera di composizione, coinvolgendo una dimensione creativa. Man mano che i clienti ritornano a uno stato libero da tensioni rigide, il linguaggio metaforico li aiuta a comprendere e processare le loro esperienze. Attraverso la metafora, la narrazione diventa uno strumento potente per la formazione e la trasformazione. Autore: Lucia Merlino, Certified Rolf Movement™ Instructor, Certified Rolfing® Instructor, São Paulo, Brazil Illustrations: Copyright © Eva Furnari Fonte: European Rolfing Association: The Power of Metaphors of the Body
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A seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19 in atto, considerato l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sull'intero territorio nazionale; nonché in rispetto del decreto ministeriale del 8 Marzo relativo alle misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus Si comunica che: Il Congresso e-CoScienza 2020 fissato per il prossimo 21 Giugno a Bologna sarà spostato in data da destinarsi e presumibilmente in Autunno. Le iscrizioni rimarranno comunque aperte in forma di "pre-iscrizione" non impegnativa: non sarà dunque necessario effettuare il versamento delle quote di partecipazione. Definita la nuova data, tutti gli iscritti saranno contattati dalla segreteria per confermare la presenza e, solo in quel momento, procedere al versamento della quota di partecipazione. Maggiori informazioni su Covid-19 e l'evolversi della situazione qui
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IL FASCINO DELLA FASCIA Anatomia • Funzione • Dinamica Riscopri il bello dell'anatomia umana in modo chiaro, semplice e piacevole per approfondire la tua conoscenza e stimolare la tua curiosità. Un corso IDEALE PER TUTTI, massaggiatori, fisioterapisti, personal trainer, insegnanti di yoga, bodyworkers e tutti coloro che vogliono approfondire ed osservare l'anatomia umana sotto nuovi e moderni punti di vista. SCOPRI DI PIU'
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La parola "embrione" deriva dal greco " έμβρυον" (émbryon), composto da "en-" che significa "dentro" e "bryein" che significa "germogliare, fiorire". È questo il cuore pulsante della riflessione poetica e scientifica di Konrad Obermeier, insegnante di Rolfing® e studioso di embriologia biodinamica, che ci invita a guardare l’embrione come qualcosa di più di un organismo in sviluppo: una metafora vivente dell’essere umano in divenire, una danza silenziosa tra corpo, ambiente e coscienza. Nell’articolo “Letter from the Embryo – En-brýein”, Obermeier intreccia arte, filosofia e scienza in un racconto che emoziona e invita a riflettere. L’embrione, ci dice, non è solo una fase iniziale della vita, ma un essere relazionale, sensibile, plasmato tanto dalla genetica quanto dall’ambiente e dalla cultura in cui cresce – ancor prima di nascere. “L’embrione sta tracciando un territorio e costruendo una casa in un universo metabolico. Ha un enorme potenziale, ma nessuna esperienza diretta nella costruzione.” Nascosto nel ventre materno, invisibile all’occhio umano, l’embrione non si limita a crescere: si costruisce, si adatta, si relaziona, impara a esistere senza parole, senza pensiero cosciente, senza storia. Vive in un tempo puro, privo di proiezioni mentali. Il suo linguaggio è fatto di cellule, flussi metabolici, risposte immediate al mondo esterno. Un mondo che entra in lui, attraverso la madre, e che già comincia a modellarlo. È un essere “senza architetto”, ma non senza intelligenza: possiede un sapere antico, inscritto nel DNA e nella materia stessa del vivere. Quando l’embrione si specchia nella cultura Uno dei punti più suggestivi dell’articolo è la riflessione su come, nel corso della storia, l’embrione sia sempre stato plasmato dai racconti e dai paradigmi culturali. Nelle epoche orali, l’embrione era narrato nei miti. Per Aristotele, attraversava fasi vegetative, animali e infine umane, ricevendo l’anima solo in un secondo momento. Nelle visioni preformazioniste, era un minuscolo “uomo già formato” (homunculus) presente in ogni seme, che doveva solo ingrandirsi. La scienza moderna ha cambiato la narrazione, ma non ha cancellato il mistero. La genetica, la biologia molecolare, l’evoluzione ci offrono nuovi strumenti per comprendere lo sviluppo embrionale. Ma restano aperte domande che nessun microscopio o algoritmo può chiudere del tutto. “Il mistero non risiede più nel divino, ma si è trasfigurato nella tecnologia. Non è più il filosofo o il mistico a spiegare la vita, ma il genetista e il bioinformatico.” Dal corpo che cresce al corpo che sente In questa visione ampia e profonda, Obermeier recupera la centralità del corpo come soggetto del divenire. L’embrione non è una macchina biologica che esegue istruzioni genetiche, ma un essere che sente, che risponde, che si plasma nella relazione. Citazione dopo citazione, Obermeier ci porta a vedere lo sviluppo come un processo circolare, non lineare: dall’interno all’esterno e dall’esterno all’interno. La genetica non è tutto; l’ambiente, l’esperienza, la qualità delle relazioni sono altrettanto determinanti. “Lo sviluppo ontogenetico è la risposta riuscita dell’embrione a una domanda posta dall’ambiente.” In questa ottica, il corpo adulto non è qualcosa di “già dato”, ma una biografia incarnata, una storia di adattamenti, interazioni, sensazioni. Ecco perché, per chi lavora con il corpo – come nel Rolfing® – è così importante onorare l’origine di quel corpo, il suo silenzioso cominciare. Perché tutto questo parla a chi lavora con il Rolfing® Perchè “Letter from the Embryo” non è solo un articolo culturale o scientifico ma un invito a tornare alle origini del corpo. a riconoscere nel tocco, nel respiro, nella gravità, qualcosa che parla la stessa lingua dell’embrione, a creare spazio per il divenire, non per correggere ma per accompagnare. Per chi pratica il Rolfing®, questo articolo è una dichiarazione poetica del perché il nostro lavoro può andare tanto in profondità. Non tocchiamo solo tessuti, ma una memoria antichissima. Non invitiamo solo al movimento, ma alla possibilità di riscrivere la relazione tra corpo e ambiente. Fonte Letter from the Embryo – En-brýein” - Konrad Obermeier, - Basic Rolfing® Instructor“ Pubblicato su (Journal of dr. Ida Rolf) Structure, Function, Integration, novembre 2022. Per approfondire: www.rolf.org
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Il noto Magazine "Classical Singer" dedicato ai musicisti e ai cantanti professionisti, consiglia il metodo Rolfing® per migliorare le prestazioni canore: Contratture muscolari, cattiva postura e altre inefficienze tecniche possono incidere sulle prestazione di un cantante. Il Rolfing può aiutare ad alleviare molti di questi problemi... Leggi tutto qui Fonte: Classical Singer Magazine Link: www.csmusic.net Versione in inglese sul sito dell'European Rolfing® Association
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In occasione delle Olimpiadi Invernali, è interessante osservare come la biomeccanica degli atleti olimpici tragga beneficio da una struttura corporea ben organizzata. Negli sport sulla neve e sul ghiaccio, dove il corpo deve gestire forze centrifughe e superfici irregolari, il rapporto con la gravità diventa determinante. "Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Allora, spontaneamente, il corpo ritrova la sua armonia naturale." — (Ispirato al pensiero della Dr. Ida P. Rolf) Perché l’Integrazione Strutturale è così preziosa per chi sfida le vette? Ecco tre "pillole" dalla ricerca internazionale Simmetria e Precisione La ricerca evidenzia come il ciclo delle dieci sedute favorisca una maggiore simmetria del tronco e una mobilità ottimale degli arti inferiori. Per uno sciatore, questo si traduce in una distribuzione millimetrica del carico sulle lamine e in una capacità superiore del bacino di adattarsi alle pendenze. (Fonte: Structure, Function, Integration Journal, Vol. 52, No. 1 - June 2024) Vitalità dei tessuti e Recupero Lavorare sulla plasticità della fascia non è solo una questione posturale. Uno studio recente ha dimostrato che interventi miofasciali specifici possono aumentare la microcircolazione locale del 31,6%. Una fascia ben irrorata è la chiave per mantenere l’elasticità sotto sforzo e favorire il ritorno all'equilibrio naturale dopo la performance. (Fonte: Brandl & Schleip, "Immediate Effects of Myofascial Release on Lumbar Microcirculation", Journal of Clinical Medicine 2023, citato in SFI Journal, June 2024) L’eredità dei Campioni Il legame tra Rolfing® e sport d'alto livello ha radici profonde Ne è un esempio la carriera di Helen Grace James, storica Rolfer™ di numerosi atleti olimpici. Il suo approccio dimostra come affinare la propriocezione permetta all'atleta di "sentire" il proprio asse, eliminando gli sprechi energetici e trasformando la gravità da peso a risorsa. (Fonte: "Honoring Helen James, Rolfer to Olympians", SFI Journal, Vol. 52, No. 2 - December 2024) Come Associazione Italiana Rolfing® (A.I.R.), promuoviamo una visione dove il benessere nasce dall'allineamento, quando la struttura è organizzata, il sistema nervoso può orchestrare ogni gesto con una fluidità nuova, danzando armonicamente con la preparazione atletica e portando allo stato d'arte ogni performance in pista.
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing® in collaborazione con Formazione Rolfing Italia, a partire dal 20 Marzo, lancia una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che stanno già integrando, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla fascia (Tessuto Fasciale - Interstitium) . Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. Una serie di webinar gratuiti Il Rolfing, attraverso una serie di webinar online gratuiti, incontra dunque il Feldenkrais, la Danza, il Gyrotonic, la Fisioterapia, il Pilates, lo Yoga, l'Osteopatia, le Arti Marziali e tanti altri ambiti a dimostrazione di come l'integrazione strutturale e la terapia fasciale siano discipline trasversali ed altamente efficaci. Interverranno professionisti, ricercatori, insegnanti e studenti raccontando come la ricerca sulla fascia ha migliorato la loro professionalità e l'approccio al lavoro corporeo. Il 16 Aprile un Evento Esclusivo Il 16 Aprile alle ore 18:00, inoltre un webinar esclusivo, aperto a tutti con Robert Schleip: su “Le ultime scoperte dal mondo della fascia e la loro applicazione pratica attraverso il tocco”. Costo: 30€ Durata: 1,30h Il webinar sarà erogato tramite la piattaforma "Zoom" con la moderazione di Marina Blandini Interverranno: Pierpaola Volpones, Chair della Faculty Europea del Rolfing® e Rita Geirola insegnante della Faculty Europea di Rolfing®. Seguiteci su Facebook! Per maggiori informazioni sulla formazione rolfing: www.formazionerolfing.it ISCRIVITI ADESSO Calendario degli incontri Gratuiti Sabato 20 Marzo - ore 10:00: Rolfing e Feldenkrais | GUARDA L'EVENTO Fascia: l’anello di connessione tra integrazione strutturale e funzionale. Durata: 1h - Piattaforma: Facebook. Moderatrice: Marina Blandini , Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Lucia Isabella Grazioli, Rolfer e insegnante di Feldenkrais Simone Costa, Counselor a mediazione corporea, Rolfer (studente Feldenkrais) Raffaele Viscido , Rolfer , Fisioterapista, Mezierista ( studente Feldenkrais) Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia GUARDA L'EVENTO Venerdì 26 Marzo - ore 18:00: Rolfing e Danza GUARDA L'EVENTO Il corpo spazioso La fascia e la sua danza Durata: 1h - Piattaforma: Facebook Interverranno: Marina Blandini, Coreografa e Professore danza contemporanea, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Annapaola Bacalov ,Danzatrice, Coreografa e Rolfer, condivide la sua ricerca sul corpo in ascolto e in movimento Pierpaola Volpones , chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia GUARDA L'EVENTO Venerdì 9 Aprile - ore 18:00: Rolfing e Yoga GUARDA L'EVENTO Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing Durata: 1h – Piattaforma Facebook Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Carla Ferrara, Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser,Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi, Insegnante Yoga Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia Venerdi 23 Aprile - ore 15:00: Rolfing e Fisioterapia GUARDA L'EVENTO Fascia e movimento: nuove prospettive in ambito riabilitativo Come la terapia fasciale ha cambiato la mia vita e la mia professionalità. Durata: 1h - Piattaforma: Facebook Moderatrice: Marina Blandini , Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Bibiana Badenes, Fisioterapista, Rolfer e operatore Rolf Movement “Sono fisioterapista: il Rolfing ha cambiato la mia vita personale e professionale” Enrico Camilletti, Rolfer e Fisioterapista Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia Venerdi 30 Aprile - ore 18:00: Rolfing e Osteopatia La fascia, organo di relazione tra la forma e la funzione, connette due terapie manuali. Una prospettiva più ampia per una professionalità più ricca. Durata: 1h - Piattaforma: Facebook Moderatrice: Marina Blandini , Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Andrea Meynardi, Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia Venerdi 7 maggio - ore 18:00: Rolfing e Arti Marziali Le antiche arti marziali incontrano la fascia Durata: 1h - Piattaforma: Facebook Moderatrice: Marina Blandini , Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Marcel Teeuw, Rolfer, operatore Rolf Movement, insegnante Karate Kyokushin Andrea Brighi, Rolfer️, Insegnante di Kung Fu e Taijiquan Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia Venerdi 14 maggio - ore 18:00: Rolfing Pilates Gyrotonic La Fascia, organo di Forma e percezione per modulare stabilità, tono, coordinazione Durata: 1h - Piattaforma: Facebook Moderatrice: Marina Blandini , Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Nicola Carofiglio, Rolfer, membro facoltà europea di Rolf Movement, danzatore, coreografo, istruttore di Gyrotonic e Gyrokinesis Vito Santorsola , Rolfer, operatore Rolf Movement, insegnante di Pilates, Gyrotonic, Gyrotoner, Gyrokinesis Pierpaola Volpones , chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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Lunedi 23 Settembre, presso la Palestra Activity Club, via Alfredo Borotti 3 a Piacenza, Andrea Brighi, Certified Rolfer™, offrirà incontri individuali gratuiti dalle ore 10:00 alle ore 16:00. Un'opportunità per scoprire il lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea. Per Info e Appuntamenti chiamare il 3349518408 Maggiori informazioni su Andrea Brighi su www.andreabrighi.it














