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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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In compagnia di Matteo Semprini Cesari , Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner e Personal Trainer, sarà possibile scoprire il Metodo Rolfing® e i suoi benefici; l'incontro si rivolge a tutti coloro che ricercano una maggiore elasticità strutturale , armonia nel movimento ed un migliore allineamento corporeo. Nel corso dell'incontro, solo per i primi 6 iscritti, si avrà la possibilità di provare gratuitamente il metodo e valutarne dal vivo le modalità di azione. Per maggiori informazioni ed iscrizioni chiamare il 340 2339813. Location: Arco (TN), Via Matteotti, 62 - Torbole sul Garda Telefono: 3402339813 E-mail: matteo.semprinicesari18@gmail.com
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Sorprendentemente alla lista delle sensazioni enterocettive si è aggiunto il senso del tocco affettivo, sensuale e piacevole. Questa scoperta è nata da una serie di esami su di un particolare paziente privo di afferenze mieliniche, in cui si è osservato che accarezzando lentamente la pelle con una spazzola morbida si è riusciti ad innescare una debole sensazione piacevole, anche se in realtà, il paziente non era stato in grado di riconoscere da quale direzione venissero le carezze. La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che questa sensazione vaga è stata accompagnata da una chiara attivazione della corteccia insulare, mentre nessuna attivazione è stata vista nella corteccia somatosensoriale primaria. (Olausson et al 2010). Sulla base della innervazione della pelle dei primati e di successivi studi con altri pazienti si è concluso che non vi è duplice innervazione tattile nella pelle umana pelosa: oltre a fibre afferenti mieliniche a conduzione veloce, vi è un sistema di conduzione lenta di fibre amieliniche C tattili (CT), afferenze che rispondono al tocco delicato. Le afferenze tattili C sono un tipo distinto di fibre amieliniche a bassa soglia di meccanorecettori che sono collegate con percorsi interocettivi neurali. Tali afferenti hanno una velocità di conduzione lenta (da mezzo secondo ad uno di ritardo dal momento dello stimolo all’arrivo al cervello). Poiché questo tipi di recettori non sono mai stati trovati nella pelle glabra (aree con assenza di pelo, come il palmo della mano e l’area plantare del piede) nonostante numerose registrazioni microneurografiche, si suppone che siano presenti solo nella pelle pelosa. Le cellule vengono stimolate da una leggera pressione sulla pelle e rispondono prevalentemente ad un tocco dolce e carezzevole. Le afferenze tattili C sono collegate a specifiche aree del cervello: la corteccia insulare, il solco temporale superiore posteriore, la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata dorso anteriore, che sono noti per essere attivati dal tocco affettivo (McGlone et al 2014). Si è concluso che la pelle dei primati contiene particolari recettori tattili che formano un sistema per il tocco sociale che può essere alla base della risposta emotiva, ormonale (ad esempio l’ossitocina) e quelle affiliative al contatto simile ad una carezza, cioè quello pelle-a-pelle tra gli individui. La profonda importanza di un tale sistema per la salute umana e il suo benessere è stato a lungo indicato (Montague 1971), almeno dal classico studio di Harlow (1958) utilizzando un neonato di scimmie Rhesus che esprimono affetto per una madre surrogata in risposta al comfort tattile . Ciò è ribadito da McClone et al. (2014) che ha suggerito l’ "ipotesi del tocco affettivo": il ruolo essenziale del sistema CT è quello di fornire un meccanismo di periferiche per la segnalazione di un piacevole contatto pelle-a-pelle negli esseri umani, promuovendo in tal modo il tocco interpersonale e il comportamento affiliativo. Fascia come un organo di interocezione Nei tessuti muscolo-scheletrici solo una piccola quantità di terminazioni nervose sensoriali sono meccanocettori mielinici legati alla propriocezione, come fusi muscolari, recettori Golgi, corpuscoli di Pacini o terminazioni di Ruffini. Prevalentemente, circa l'80% dei nervi afferenti, termina in terminazioni nervose libere (Schleip, 2003). I ‘recettori muscolari interstiziali’ che si trovano nei tessuti fasciali come l'endomisio o il perimisio sono collegati sia con i neuroni amielinici afferenti (allora si chiamava tipo IV o fibre-C) o assoni mielinizzati (tipo III o fibre Ad). Infatti il 90% di queste terminazioni nervose libere appartengono al primo gruppo, i neuroni C con fibre a conduzione lenta. Gli studi di imaging Funzionale magnetico di Olausson et al. (2008) hanno rivelato che la stimolazione di queste fibre neuronali C producono l’ attivazione della corteccia insulare (che indica un chiaro ruolo interocettivo di questi recettori) e non della corteccia primaria somatosensoriale che di solito è attivata da input propriocettivi. La sorprendente conclusione di questo è che il numero di recettori interocettivi nei tessuti muscolari di gran lunga oltrepassa la quantità di terminazioni propriocettive. Quantitativamente, si potrebbe stimare che per ogni nervo propriocettivo che termina in questi tessuti sono più di 7 le terminazioni che potrebbero essere recettori interocettivi. Mentre alcune di queste terminazioni nervose libere sono termorecettori, chemiorecettori, o hanno funzioni multimodali, la maggior parte di loro funzionano infatti come meccanocettori, che significa che sono sensibili alle tensioni meccaniche, pressione o deformazione di taglio. Mentre alcuni di questi recettori sono recettori ad alta soglia, è stato dimostrato che una porzione significativa (circa il 40%) può essere classificato come recettori a bassa soglia, che sono sensibili al tocco leggero, anche al tatto leggero come quello del “ pennello di un pittore" (Mitchell & Schmidt 1977). Molto probabilmente sono sensibili al dolce allungamento del tratto miofasciale eseguito da terapeuti. Tratto da Fascial Fitness Australia Traduzione di Barbara Valaguzza, Certified Rolfer®
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Si vive sempre più a lungo e si diventa ‘anziani’ sempre più tardi. Sono sempre di più le persone che nella seconda metà della loro esistenza desiderano mantenere un buon livello di qualità della vita, una forma fisica che non condizioni le scelte, un corpo efficace, funzionale, cosicché il tempo che passa non costituisca un limite. Cosa succede, invece, a chi si lascia sopraffare dall’avanzare degli anni? Al manifestarsi dei primi problemi c’è chi smette di usare il corpo e si chiude in spazi sempre più ristretti. Questo causa movimenti ridotti, competenze, non più usate, che via via si perdono: si cammina sempre meno, percorrendo tragitti sempre più brevi; si lavora meno a tavolino, si sprofonda sul divano, spesso basso e profondo, la colonna vertebrale si incurva, cresce la pressione a livello lombo sacrale e la postura si adegua. Non solo. Man mano che il corpo non risponde con prontezza ai nostri desideri, si fa largo nella persona anziana la paura di cadere. La conseguenza che ne deriva è il guardare in terra molto più spesso, per evitare ostacoli e sentirsi più sicuri. Questo, però, mina l’equilibrio e limita la capacità di orientamento nello spazio circostante aumentando, al contrario delle aspettative iniziali, la possibilità di cadere. Proprio così: paradossalmente, la paura di cadere è all’origine di tutte le cadute! “A tutto questo il Rolfing® offre risposte efficaci, donando elasticità, equilibrio, migliorando la postura e recuperando le competenze che vanno affievolendosi in coloro che stanno vivendo la seconda parte della loro vita – spiega Rita Geirola, Rolfer™ da oltre 30 anni – Persone che si sono rivolte al Rolfing perché avevano dolori e che ora riescono a ritrovare la voglia di camminare, alzano lo sguardo da terra, ritrovano una buona visione dello spazio che le circonda, e si trovano a poter di nuovo vivere al di fuori di spazi troppo ristretti, della loro comfort zone, nella quale si erano autoconfinati. È facile intuire che le conseguenze positive non si manifesteranno solo sul corpo, ma anche sull’umore, sulla percezione di sé”. Molte le storie che hanno segnato la vita di Rolfer™ di Rita Geirola. “Tra tutte ne ricordo in particolare due: un docente universitario, che, dopo essersi sottoposto a un’operazione per applicare una protesi all’anca ha ritrovato il tono muscolare durante le sedute di Rolfing. Al punto che non ha avuto più bisogno di sottoporsi all’operazione consigliata dai medici per l’altra anca – ricorda Rita – E un commerciante in pensione di Biella. Si era rivolto a me perché non riusciva a giocare a bocce, a causa del forte dolore dovuto a una sciatalgia provocata da un’ernia al disco. Dopo sole tre sedute ha voluto interrompere il ciclo, avendo ottenuto il risultato di muoversi senza dolore, anche grazie al fatto di avere, con una certa disciplina e consapevolezza, seguito i consigli che gli avevo dato in relazione ad esercizi da fare quotidianamente per prevenire il dolore e mantenere un buon equilibrio nell’organizzazione del corpo in gravità”. “Nell’anziano – continua Rita – i processi fisici tendono a rallentare e i tempi di recupero a dilatarsi. Con le sedute di rolfing il sistema viene rivitalizzato attraverso il tocco, che aiuta a reidratare e ossigenare i tessuti, a ripristinare mobilità, a migliorare e adeguare la coordinazione sulla base del potenziale presente al momento, con il risultato di una maggiore flessibilità, endurance, e quindi energia per fare le cose che si desidera. “Molto importante è, però, prendere coscienza che l’esercizio quotidiano è fondamentale per supportare e integrare i risultati raggiunti con le sedute: ci si riappropria di parti di sé e di competenza motoria, ma questa va agita quotidianamente, con esercizi e attività che stimolino il sistema, anche grazie a esperienze condivise con altri, oltre a quelle individuali: dal camminare, al nuotare, al danzare, a frequentare corsi di Rolf Movement®, Feldenkrais, thai chi. Insomma, quello che più si avvicina alle preferenze individuali. Da non dimenticare, poi, anche attività di studio, che stimolano il cervello a rimanere attivo e impegnato”. “Ma attenzione – conclude Rita – L’attitudine e la volontà fanno la differenza nell’efficacia delle sedute: bisogna che ci sia la volontà di stare bene. Occorre una motivazione autentica e la voglia di cambiare. A qualsiasi età”.
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"L'eccezionale trasformazione in sole 6 sedute di Ronald Grier" in un significativo filmato nel quale il Rolfer™ Robert Toporek documenta i risultati ottenuti applicando il metodo Rolfing® ad una persona affetta da ernia al disco intervertebrale. Traduzione a cura di Identyfree Studyzone Robert Toporek è un Advanced Certified Rolf Practitioner dal 1975, ha studiato direttamento con Ida P. Rolf durante gli ultimi suoi 4 anni di vita, divenendo suo assistente personle. Nel corso degli anni successivi si è attivamente dedicato alla pratica del rolfing e alla sua divulgazione. Maggiori informazioni qui
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Al via la rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Primo incontro con Rita Geirola e Pierpaola Volpones, insegnanti internazionali. Giovedi 23 Aprile Ore 15:00 sui nostri social Non Mancate! Resta informato su tutti i live meeting in programma, segui la pagina ufficiale dell'associazione Italiana Rolfing® clicca qui per accedere alla Pagina Facebook
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Le conseguenze dello stress sulle persone sono da anni ampiamente studiate e confermate. Sappiamo che può essere “stressante” un evento per altri considerato “normale” e che questa valutazione è soggettiva. Secondo la definizione, ancora attuale, data dal primo studioso dello Stress, Hans Selye, negli Anni ‘50, lo stress è quella serie di adattamenti fisiologici ad un evento che viene vissuto come minaccia o avversità. Questa minaccia viene definita “stressor”. La percezione di un evento come “minaccioso” e la successiva riuscita nell’adattarvisi dipende da molti fattori, tra i quali il patrimonio genetico e la struttura di personalità. Un evento, percepito come “minaccioso” e prolungato nel tempo, ha più probabilità di innescare le risposte da stress non adattive e causare quindi patologie. Le conseguenze di una reazione non adattiva allo stressor producono manifestazioni Emotive, come ansia, insicurezza, irritabilità; Cognitive, come perdita della memoria, incertezza decisionale e scarsa concentrazione; Comportamentali come l’abuso di sostanze tranquillanti o stupefacenti, tabagismo, alcolismo, turbe del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) Fisiologiche, come disturbi del sonno, disturbi del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa; Patologiche come i problemi gastrointestinali, depressione, attacchi di panico, patologie del sistema immunitario. Lo studio di patologie correlate allo stress, come il Disturbo Post Traumatico da Stress, legato ad eventi come la guerra, catastrofi naturali o violenze sessuali, ha permesso di rilevare che le zone “più toccate” dallo stress sono quelle più “profonde” del nostro cervello. Il cervello detto limbico, che ha a che fare con la paura, la rabbia, l’appartenenza sociale, e il cervello detto rettiliano che si occupa del controllo della respirazione e del battito cardiaco e di tutte quelle risposte somatiche collegate alla risposta da stress. Le tecniche “top-down” (dall’alto verso il basso) che utilizzano la parola ed il linguaggio si sono rivelate essere meno efficaci di quelle definite “bottom-up” (dal basso verso l’alto). Detto in termini più semplici: gli approcci che usano il corpo e le emozioni sono maggiormente efficaci nel lenire gli effetti dello stress proprio perché partendo dal corpo e dal vissuto corporeo raggiungono più facilmente le aree del cervello che risentono dello stress. Ed infine il neuro scienziato Bessel Van der Kolk studioso del PTSD (Disturbo Postraumatico da Stress) aggiunge: “Per risultare efficaci, abbiamo bisogno di fare le cose che cambiano il modo di regolare queste funzioni fondamentali (la struttura corporea e conseguentemente le emozioni ed infine il pensiero - NdA), cosa che probabilmente non può essere fatto solo dalle parole e con il linguaggio”. Il Rolfing appartiene, in buona sostanza, a quelle tecniche che riprocessano dal basso verso l’alto permettendo alla persona di diventare più consapevole delle proprie sensazioni psico-corporee. Le conseguenze sono un pensiero più orientato al positivo e alla capacità di confrontarsi con le difficoltà. E’ dunque comprensibile come il Rolfing sia diventato uno strumento molto efficace nel ristabilire le capacità adattive dell’individuo agli eventi stressanti del nostro vivere quotidiano.
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Dopo il periodo estivo, con la ripresa del lavoro ritornano anche i soliti fastidi: mal di schiena, dolori alla cervicale, mal di gambe... IL MOMENTO GIUSTO E' ADESSO! Questo è il momento giusto per chiamare il Rolfer® più vicino a te. Il Rolfing® ho rivoluzionato il metodo di lavoro corporeo, chi lo ha già provato ha ritrovato una maggiore armonia ed equilibrio nella struttura del proprio corpo, ottenuta attraverso il tocco fasciale di un Rolfer Certificato e una educazione al movimento in gravità. TROVA IL ROLFER Grazie al Rolfing® è possibile migliorare la propria postura, le performance atletiche, la propria flessibilità, o risolvere fin dalla prima seduta problemi comuni come mal di schiena, torcicollo, mal di gambe e altri vari fastidi tipici della vita quotidiana. Non aspettare, inizia a star bene con il Rolfing: il metodo innovativo che ri-allinea il tuo corpo e dona maggiore elasticità, dinamicità e benessere. CHIAMA ADESSO Se non vuoi aspettare, chiama adesso, la nostra segreteria saprà indirizzarti verso il Rolfer più vicino e adatto alle tue esigenze. Ricorda, Il Rolfing è adatto a tutti: bambini, adolescenti, adulti ed anziani, il metodo si adatta alle esigenze individuali restituendo sempre una piacevole sensazione di benessere e cambiamento strutturale. Star bene è facile! Basta volerlo!
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.
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Secondo Albert Einstein, ogni conoscenza deriva dall’esperienza. Quale modo migliore di diffondere la conoscenza del Rolfing® di condividere le esperienze sotto forma di una collezione di interviste ad entrambi i protagonisti: i Rolfer™ e i loro clienti. In questa serie di interviste affascinanti a Certified Rolfer™ e Certified Advanced Rolfer™: Claudia Kroczek, Aman Andres Kohlbach, Begona Fontana Urriza, Marina Blandini, Henrike Rietz-Leiber, Bert Schmitz and Florian Thomas e alcuni dei loro clienti, vi porteremo dentro i loro primi passi nel Rolfing®, come lo hanno incontrato, come si sono decisi di voler studiare il metodo e applicarlo, conoscere Ida Rolf in persona, e più importante di tutto, l’impatto che l’intervento ha avuto sui loro clienti. GUARDA ONLINE
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Riallineare il corpo con il Rolfing Nel numero di luglio della rivista Terra Nuova è stato pubblicato un bellissimo focus sul Rolfing, il metodo di lavoro corporeo che agisce sul tessuto della fascia per ripristinare una postura corretta e migliorare l'elasticità dei movimenti, oltre a ridurre dolori e fastidi. Inoltre, grazie alla collaborazione tra Terra Nuova e E Veggie Channel, è stata realizzata una video intervista Maria Cristina Crivellari (sotto) Terra Nuova, fondata nel 1977, è un mensile ecologico stampato al 100% su carta riciclata. Con una distribuzione di circa 23.000 copie mensili e oltre 10.000 abbonati, rappresenta uno strumento insostituibile di controinformazione per chi desidera migliorare la propria vita. Gli argomenti trattati spaziano dall'alimentazione e medicina naturale, all'agricoltura biologica e biodinamica, permacultura, maternità e infanzia, bioedilizia, ecovillaggi, ecoturismo, consumo critico, energie rinnovabili e molto altro ancora. Essere presenti su questo mensile è per l'intera comunità del Rolfing® una grande soddisfazione e motivo di orgoglio. Un ringraziamento speciale va ai rolfers Marcel Teeuw, Simone Costa e Maria Cristina Crivellari per il prezioso contributo nella divulgazione del Rolfing e dei suoi benefici. Maggiori Informazioni qui: https://www.terranuova.it/Il-Mensile/OltreLePagine.-Riallineare-il-corpo-con-il-Rolfing Per acquistare copia digitale cliccare qui: https://www.terranuovalibri.it/ebook/dettaglio/terra-nuova-luglio-agosto-2024-ebook-9788866819585-236822.html
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Ecco la testimonianza "a caldo" di Barbara dopo la conclusione dei seminari di TOUCH dei Summer Camp 2021 di Formazione Rolfing Italia... l'emozione e la soddisfazione del suo volto è per noi motivo d'orgoglio! Un GRAZIE A TUTTI I PARTECIPANTI, vi ricordiamo che è ancora possibile iscriversi ai moduli di MOVEMENT di Settembre 2021 sul sito di formazionerolfing.it. Un modo per approfondire in piena libertà tematiche inerenti alla dinamica del movimento. Si ringrazia l'Insegnante Pierpaola Volpones per il prezioso contributo. SCOPRI I SUMMER CAMP
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"Il congelamento del tessuto connettivo prima del successivo fissaggio ha preservato l'anatomia di questa struttura, dimostrando che fa parte della sottomucosa e di uno spazio interstiziale riempito di fluido precedentemente non apprezzato, drenato ai linfonodi e supportato da una complessa rete di fasci di collagene densi". Così recita l'abstract di un recente articolo scientifico: "Structure and Distribution of an Unrecognized Interstitium in Human Tissues" pubblicato su Scientific Reports il 27 Marzo scorso. Ecco il link all'articolo integrale
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Cos'è "lo spazio di una persona"? Non si tratta solo di una questione fisica, ma anche di percezione, consapevolezza e benessere. In un recente articolo pubblicato sul SFI Journal, Marius Strydom, il primo Rolfer® certificato in Sudafrica e istruttore di questa disciplina, condivide la sua visione su come il Rolfing® possa aiutare le persone a riscoprire il proprio spazio interno ed esterno. Strydom spiega che la percezione dello spazio è unica per ciascun individuo. Nella pratica del Rolfing®, il cliente è incoraggiato a esplorare e descrivere la propria esperienza spaziale, permettendo di entrare in contatto con sensazioni corporee spesso trascurate. Questo approccio, che unisce il tocco esperto e il movimento consapevole, consente di ampliare la percezione sia del proprio corpo che dell'ambiente circostante, promuovendo una presenza più radicata e consapevole. Il Rolfing® non si limita a migliorare la postura o ad alleviare tensioni muscolari: è un viaggio verso una riorganizzazione più armoniosa del corpo e della mente. L'approccio di Strydom, focalizzato sullo spazio personale, dimostra quanto questa pratica possa trasformare non solo il corpo, ma anche la relazione con se stessi e il proprio ambiente. Se vuoi approfondire e lasciarti ispirare da questa prospettiva unica, ti invitiamo a leggere l'articolo completo “The Space of a Person” sul SFI Journal. Un'opportunità per scoprire come il Rolfing® possa aprirti a una nuova dimensione di benessere. Se invece vuoi sperimentare i benefici del Rolfing, trova il rolfer a te più vicino per pianifiare il tuo primo incontro. FONTE: https://www.sfijournal.org/article/the-space-of-a-person AUTORI: Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, e Marius Strydom, Rolfing® Instructor
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Be Proud Be Rolfer! Questo il leitmotiv dell'Assemblea soci 2023, tenutasi lo scorso 14 Gennaio, online su piattaforma Zoom. Un piacevole momento di incontro, confronto e crescita, un momento di proposte e pianificazioni future all'insegna di una sempre maggiore diffusione del Rolfing® in Italia. Il nostro GRAZIE a tutti i Rolfer che attraverso la partecipazione attiva hanno reso oggi il Rolfing Italiano ancora più grande! I materiali prodotti sono disponibili a tutti i soci presso la propria area documentale del sito.
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Tempo di Primavera e d’Estate, di corpi che iniziano a togliersi di dosso strati di vestiti ma anche il rallentamento fisiologico dei lunghi mesi invernali. Il sole, il respiro all’aria aperta, il movimento danno gioia e vigore e la natura ci dona ancora una volta il suo miracolo, nel rinnovamento. Ecco però che la risposta al moto, magari, non è più così pronta come alcuni anni fa: “ma come, ho fatto palestra, ginnastica, ma mi sento ‘legato/a’”. In generale nella nostra routine giornaliera stiamo troppo seduti, facendo poco esercizio. Probabilmente la risposta alla mancanza di agilità ed elasticità non è da cercarsi nell’allenamento muscolare, ma in quello fasciale. LA FASCIA La fascia è una rete di tessuto connettivo, che contiene oltre alla matrice di base extrafibrillare (i cui fibroblasti sintetizzano le fibre), fibre proteiche di collagene (più denso) ed elastina. Queste due componenti portano la rete ad essere elastica in una direzione, ma resistente nell’altra, perché dopo essere stata tirata torna alla forma originale. Si può suddividere in fascia superficiale, circa tre cm sotto la pelle, che inguaina tutto il corpo come una muta da sub, e fascia profonda, intrecciata con muscoli, vasi sanguigni e linfatici, tendini e legamenti. Fattore fondamentale per la mobilità ed il recupero muscolare è l’idratazione di questo tessuto, visto che contiene acqua al 70%, ma è anche importante che l’acqua arrivi dove deve; agglutinamenti, compattamenti, tensioni compensazioni, traumi, fanno sì che questa fascia si ispessisca e formi ‘dighe’ e ostruzioni, più o meno profonde, di cui la cellulite femminile è un esempio, ma anche le ben più invalidanti situazioni di dolore . Il Dott.Robert Schleip, direttore delle ricerche sulla fascia all’università di Ulm e nella Associazione Europea Rolfing®, nomina la fascia “Cenerentola” della medicina, in quanto fino a dieci anni fa in ambito medico questo tessuto veniva considerato semplice rivestimento privo di importanza. Ora invece sappiamo che la fascia è come una spugna, se strizzata e rilassata richiama fluidi e nutrienti, come risultato dell’azione dei capillari, contiene varie terminazioni nervose che ci danno la consapevolezza coordinativa e la sensazione di dolore, e immagazzina energia cinetica che dà luogo all’”effetto catapulta”. Il meccanismo catapulta è uno degli aspetti più affascinanti della ricerca sulla fascia: per esempio quando camminiamo il contraccolpo naturale generato dal tendine d’Achille, dalla fascia plantare e dalle fasce associate ai nostri muscoli produce il 50% della nostra forza propulsiva. E’ un effetto di ritorno dell’energia che viene permesso da un buon grado di elasticità, il quale riesce a creare pre-tensione e stretch. Nelle mie sedute individuali con il Rolfing® (www.rolfing.it, FB Rolfing Modena) supporto un obiettivo di elasticità e resilienza nell’allineamento strutturale, utilizzando la manipolazione dei tessuti e l’educazione al movimento, mentre nei miei gruppi insegno ad utilizzare il Blackroll® come strumento per l’automassaggio, insieme ad esercizi di stretching fasciale ed esplorazioni legate ai principi del Rolfing®. Maria Cristina Crivellari Certified Advanced Rolfer Rolf Movement Practitioner Maria Cristina Crivellari è Certified Advanced Rolfer e Rolf Movement Practitioner per approfondimenti clicca qui
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Dopo la formazione universitaria in educazione fisica, oggi Markus Roßmann ha scelto di diventare un rolfer… ecco perchè in un video intervista pubblicata su European Rolfing® Association. Markus Roßmann dice: “Volevo imparare qualcosa che facesse star meglio le persone, ma non volevo davvero diventare un fisioterapista… poi ho fatto il ciclo di 10 sedute e questo ha cambiato la mia vita” Nell’articolo Roßmann racconta che grazie al Rolfing è cambiata la sua visione d’insieme del corpo umano e del corpo in movimento, dopo aver sperimentato il ciclo delle 10 sedute, grazie a cui ha risolto i suoi problemi all’anca, ha deciso di infatti di approfondire e diventare un Rolfer Certificato. “Lavoro in un centro di riabilitazione, agendo prevalentemente sulla riabilitazione del ginocchio ed è incredibile come attraverso il Rolfing possa influenzare i corpi così rapidamente, i pazienti adorano venire da me e vedere quel cambiamento. ” Rolfing® e Sport? Quali benefici può portare il Rolfing® agli atleti? “Quando gli atleti allenano i loro corpi per ottenere prestazioni sempre migliori integrando il Rolfing, i loro corpi diventano più fluidi ed “intelligenti”. I movimenti diventano più precisi e i loro muscoli lavorano meglio perchè supportati da un sistema fasciale che funziona. Non è una questione di Rilascio mio-fasciale, ma anche di ridare al sistema fasciale la capacità di immagazzinare energia cinetica e trasferirla.” Leggi l’articolo qui Autore: Certified Rolfer®, Markus Roßmann - Germany - Articolo originario: Rolfing and Sport by Markus Roßmann Fonte: www.rolfing.org
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Prima ho sempre pensato a come camminavo, chiedendomi: "Sto facendo bene?" o "Questo modo di camminare peggiorerà le cose?" Da allora, le parole di Henrike mi accompagnano ovunque, faccio quello che mi ha detto e mi sento molto più ottimista!" Sto parlando con Henrike Rietz-Leiber, una Rolfer™ certificata che risiede a Monaco e con la sua cliente, Christa Werner, una farmacista che si è rivolta a Henrike per provare il Rolfing®, per cercare un sollievo da dolori cronici sia alla schiena che alla gamba destra in seguito a un'operazione all'anca nel marzo 2014 . "In sostanza dicevo a Christa di non concentrarsi troppo sul dolore. Per Christa la sfida era di fidarsi del sostegno delle sue gambe, di sentirsi radicata a terra e di ritrovare la connessione con lo spazio circostante... Quando l'ho vista per la prima volta, notai subito la sua rigidità e la necessità di maggiore resilienza. C'era anche questo blocco, un blocco che le impediva di percepire il terreno e lo spazio intorno. La testa era troppo pesante perché Christa ‘riuscisse a sostenerla’ adeguatamente al di sopra delle spalle" spiega Henrike. Cosa ti ha fatto decidere di provare proprio il Rolfing®? Chiedo a Christa. Il mio medico di famiglia mi ha raccomandato il Rolfing® a causa dei problemi che che stavo vivendo alla mia schiena, coscia destra e ginocchio. Mi ha suggerito di completare un ciclo di dieci sessioni. Ho trovato Henrike su Internet e ho subito notato che il suo studio di Rolfing® era a Haidhausen, vicino a dove vivo io. Ho iniziato il Rolfing® nel mese di febbraio e l’ho terminato nel mese di giugno. Abbiamo svolto le sessioni con un ritmo piuttosto serrato, circa una ogni settimana. Mi sono sentita molto meglio dopo. Ne valeva la pena! Qual era il problema? Ho subìto un'operazione all’anca destra nel marzo del 2014. Sempre nello stesso periodo, ho acquistato un materasso nuovo e, so che suona strano…, ma è stato dopo l'operazione dell'anca che ho avuto i miei primi veri problemi alla schiena. Era come se fosse “ossificata”. Non riuscivo a stare in piedi al bancone della mia farmacia per più di due ore senza una pausa. Tutto questo è avvenuto nello stesso anno in cui ho chiuso la mia farmacia, perciò non ho più fatto davvero caso a questo problema. Hai provato altre strade prima del Rolfing®? Ho fatto un po’ di fisioterapia, ma i benefici erano solo momentanei. Era sempre lo stesso, il dolore alla schiena si ripresentava continuamente. L'anno dopo, ho cominciato ad avere dolori al ginocchio destro e anche crampi alla coscia destra. Ho fatto ginnastica e il medico ha suggerito anche lo yoga, ma non funzionava. Non ha funzionato nulla. Poi, ho consultato un amico chiropratico ed ancora la stessa storia, nessun successo. Ho continuato con la fisioterapia e il massaggio fino a quando ho trovato Henrike. Il dolore alla gamba destra si è manifestato come conseguenza di un sovraccarico della stessa dovuto all’operazione? Dopo l’operazione all'anca, il mio medico mi ha suggerito di mettere un cuneo sotto il mio tallone sinistro - una suola speciale inserita nel tallone della mia scarpa. Seguii le indicazioni del medico e, subito dopo, ho anche completato il ciclo di Rolfing®: la mia gamba destra stava bene e non avevo più dolore. Tuttavia, fu poi il mio lato sinistro che iniziò a darmi qualche fastidio. Il cuneo di un centimetro era diventato troppo alto e per questo chiesi che me lo riducessero di mezzo centimetro, sperando che questo togliesse il fastidio. Ad ogni modo, da quando ho terminato il Rolfing®, il mio lato destro sta bene e la mia schiena meravigliosamente. Riesco a compiere nuovamente movimenti liberi e per me questo è il paradiso! Al ritorno delle feste chiamerò Henrike per fare altre sessioni dedicate alla gamba sinistra. Henrike aggiunge: Attraverso il percorso delle 10 sedute, ho incoraggiato Christa a “riconnettersi” con se stessa, con il suo corpo e ad adattare o diminuire lo spessore della soletta al bisogno. Ovviamente non si possono allungare le ossa, ma il corpo può adattarsi alla differenza di lunghezza delle due gambe in modo non problematico. Inizialmente questo, per il corpo di Chirsta, non era possibile, per questo è stato necessario fare diverse prove. Ricreare elasticità nel corpo di Christa era per me l’obiettivo primario, oltre ad aiutarla a ritrovare un movimento più fluido e ampio. Mi ricordo che quando è venuta per la seconda sessione era raggiante, in viso. Mi confessò che era la prima settimana che non soffriva di dolori; o meglio, il dolore era ancora lì, ma significativamente ridotto. Inoltre, solo riguardando i miei appunti ho notato che Christa, al primo incontro, si dimenticò di raccontare di un’operazione al seno per l’asportazione di un cancro: infatti quando tornò per la seconda sessione, tutto il lavoro fatto in prima seduta sulla cassa toracica, aveva eliminato un dolore al lato destro del torace, dove c’era la cicatrice. Questo fastidio oramai le era talmente famigliare da dimenticare, appunto, di parlarne durante il primo colloquio. Non è strano come possiamo dimenticare il dolore che una volta era così dominante nella nostra vita? Chiedo a Christa. Sì, è stato meraviglioso quando Henrike ha liberato la tensione attorno al braccio e al seno destro. Finalmente potevo muoverlo liberamente senza dolore. Era fantastico! Henrike aggiunge: Sì, spesso succede. Dopo l’ottava sessione, per esempio, ho notato che Christa poteva piegarsi e raccogliere qualcosa dal pavimento, cosa che non poteva fare prima. Anche questo si era dimenticata di riportare durante il colloquio iniziale. Penso che sia davvero utile che i clienti, a volte, dimentichino il dolore! Il Rolfing® ti ha sorpreso in qualche modo? Sì! Canto in un coro e dopo la settima seduta, il mio insegnante di canto ha sottolineato che la mia voce era particolarmente bella quel giorno. Henrike aveva trattato la mia testa, il collo e le spalle durante quella sessione, perciò questa osservazione mi sorprese particolarmente! Mi ha sorpreso anche quanto io sia diventata più ottimista attraverso il percorso delle 10 sedute. Ho un atteggiamento totalmente nuovo verso la mia vita e sento di poter davvero vivere alla giornata. Ho più energia durante la giornata e tante idee per il futuro. Guardando indietro, mi rendo conto di essere stata piuttosto depressa. Ero là, 66 anni, e non potevo più muovermi e avevo bisogno di riposare tutto il tempo. Desidero vivere una vita piena. Voglio ottenere il massimo dalle mie giornate. Questo per me è molto importante e, prima del percorso di Rolfing, non avevo proprio idea di come avrei potuto continuare a vivere in una situazione così deprimente. Quando si è così concentrati a sentire i dolori del proprio corpo, diventa difficile aprirsi all’esterno. Le sessioni di Rolfing® erano in qualche modo impegnative? Sì, c’è stata una sessione in cui Henrike lavorava sull'anca sinistra: trovò un muscolo particolarmente “arrabbiato”! Anche la seconda sessione, sui piedi, non è stata una passeggiata. La gamba sinistra è danneggiata da quando ho protruso un disco vertebrale vent'anni fa e le dita dei piedi sono leggermente intorpidite. Henrike ha portato così tanta vita nel mio piede sinistro da percepire questa novità come “anche un po’ inquietante”. Tuttavia, quando sono uscita dalla porta, mi sono sentita come se stessi camminando sulle nuvole. Davvero fantastico! Alcune persone riferiscono che il Rolfing® lo sentono lavorare nel periodo di pausa, tra una sessione e l’altra. E’ stato così anche per te? Sì. Sono sempre stata consapevole di ciò che Henrike mi disse. Dopo che lavorò attorno al petto e alla cassa toracica, ho notato che potevo stare più dritta, dietro al bancone della farmacia. Mi sono accorta di regolare automaticamente la mia postura. Henrike, vuoi aggiungere altre osservazioni sul percorso di Christa? Sì, dopo la sesta sessione, Christa ha detto che si sentiva libera nella schiena e che le sue braccia potevano oscillare ai lati liberamente. Era molto importante far sì che potesse nuovamente alzare le braccia verso l’alto. Christa era così contenta, così felice durante e dopo tutte le nostre sessioni. Posso davvero ricordare il suo volto dopo la decima sessione. Christa ha detto “Wow! Sono così felice del mio corpo" ed era possibile vederlo: era veramente nel suo corpo. La prima volta che venne da me, infatti, Christa era lì, ma il suo corpo era qualcosa di diverso. Dopo le 10 sedute, invece, si muoveva in perfetta armonia con il corpo, quasi come se danzasse. La cosa più importante che a parer mio Christa ha detto, "se ho un dolore, ora so come risolverlo in fretta". E’ stato così meraviglioso vederla veramente sorridente con un volto così pieno di vita. Charlotte Fraser - 07/11/2017 - rolfing.org Articolo originario al seguente link Data di pubblicazione: 07/11/2017 Autore: Charlotte Fraser Foto: ©Henrike Rietz-Leiber, www.rolfing-rietz.de Traduzioni in Italiano a cura di: Eleonora Celli (Certified Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner) e Roberto Rosolen (Certified Rolfer™) Per maggiori informazioni su Henrike Rietz-Leiber, vai al seguente link Per scoprire di più sul Rolfing®, trovare un Certified Rolfer™ e/ o diventare un Rolfer™ visita: www.rolfing.org o la sezione cerca un rolfer di questo sito
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Quando ero incinta di 6 mesi di mio figlio Ian, ho iniziato la Fase 3 del Rolfing® Training. Sebbene avessi dei dubbi sul fatto che l'Intensive Training potesse essere un po' troppo per me e per il mio bambino, invece si è rivelato il percorso perfetto, in cui mi sentivo al sicuro in ogni momento. Sono stata supportata dai miei insegnanti e colleghi. Soprattutto, mi sono sentita sostenuta dalla gravità. Conoscevo la gravità, ma non avevo sentito come la gravità influenzi la mia postura e la mia vita quotidiana. La gravità era proprio lì e potevo facilmente allinearmi con quella forza ogni volta che la mia pancia cresceva. Nelle pratiche di Embodiment del Rolfing Training, ho scoperto "la linea", come viene chiamata nel Rolfing. Ho sperimentato "la linea" come un asse che scorre attraverso il mio corpo in modo dinamico. Sentivo il centro del mio corpo come un nucleo forte, le sessioni di Rolfing® hanno ampliato la comprensione del mio centro in un'interconnessione tra il mio corpo e lo spazio attorno a me. I miei piedi potevano radicarsi nel terreno, mentre la mia testa e i miei sensi erano orientati nello spazio in modo vivido e leggero. Ho imparato che non ho bisogno di portare avanti la mia pancia in crescita, sforzando la parte bassa della mia schiena. Invece, ho sentito mio figlio dentro il mio corpo e l'ho portato vicino alla mia linea mediana. Ero allineata. Posso sicuramente incoraggiare Rolfers® a fare sessioni durante la gravidanza, ma consiglio in particolare le sessioni di Rolfing durante la gravidanza per accompagnare quel momento magico della vita di una donna. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE Autore: Certified Rolfer®, Lea Kabirschke - Germania Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/how-rolfing-helped-my-pregnancy
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
L'animazione è stata creata per la Aberystwyth University's Sports Science Department, in collaborazione con il Dr. Marco Arkesteijn il quale ha aiutato gli studenti nel rendering delle complesse relazioni muscolari
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Negli ultimi decenni, approcci terapeutici come il Rolfing® hanno messo in luce un principio fondamentale: il corpo non è un insieme di parti isolate, ma un sistema interconnesso in cui il benessere fisico e mentale sono strettamente legati. Questo concetto, se applicato su larga scala alla medicina, potrebbe rivoluzionare il modo in cui intendiamo la cura della salute. Un recente studio pubblicato su The Academic Consortium for Integrative Medicine & Health, intitolato Making a Case for Whole Person Health e firmato da Patricia M. Herman, ND, PhD, Mark H. Pitcher, PhD, e Helene M. Langevin, MD, mette in discussione l’attuale modello sanitario e propone un cambiamento radicale: passare da un approccio centrato sulla malattia a un modello che consideri la persona nella sua totalità. Il problema del sistema sanitario attuale Negli Stati Uniti, il sistema sanitario è tra i più costosi al mondo, ma i suoi risultati spesso non sono all’altezza delle aspettative. L’approccio convenzionale tende a separare la salute dei pazienti per singoli sistemi corporei, trattando ciascun problema in modo indipendente e puntando sull’uso di farmaci e interventi specialistici. Questo metodo, sebbene efficiente nel breve termine, lascia poco spazio a strategie di prevenzione e benessere a lungo termine. Lo studio propone una riflessione critica su questo modello, illustrando il caso ipotetico della signora M, seguita dai 40 agli 80 anni in due diversi scenari di cura: Versione A – proseguimento dell’assistenza convenzionale Versione B – approccio basato sulla cura della persona nella sua totalità I risultati: mostrano un divario sorprendente Nello scenario convenzionale, a 80 anni la signora M risulta fragile e bisognosa di cure in una struttura specializzata, con costi sanitari totali di 353.155 dollari. Al contrario, con un approccio centrato sul benessere complessivo, la paziente si presenta attiva e in buona salute, con costi sanitari pari a 52.425 dollari. Una differenza impressionante, che suggerisce come un investimento precoce in abitudini salutari possa portare non solo a una migliore qualità della vita, ma anche a una significativa riduzione della spesa sanitaria. Il potere della prevenzione e di un approccio integrato Il caso della signora M, pur essendo ipotetico, evidenzia un punto cruciale: il vero risparmio non si ottiene riducendo il tempo di contatto con i medici o limitando gli interventi, ma investendo in prevenzione, educazione alla salute e supporto alle scelte di vita. Una dieta equilibrata, l’attività fisica e una gestione efficace dello stress possono prevenire molte delle patologie croniche che gravano sui sistemi sanitari di tutto il mondo. L’approccio proposto nello studio si allinea perfettamente con le discipline integrate, come il Rolfing®, che considerano il corpo come un insieme dinamico e interconnesso. Se il movimento, la postura e la consapevolezza corporea possono influire sulla salute a lungo termine, ha senso pensare che anche la medicina debba adottare una visione più olistica. Lo studio di Herman, Pitcher e Langevin rappresenta un'importante presa di posizione nella ricerca di un sistema sanitario più efficace e sostenibile. I risultati indicano che investire nella salute globale della persona non è solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso. Un cambiamento di paradigma è possibile: serve una maggiore integrazione tra medicina tradizionale e approcci olistici, affinando strategie di prevenzione che possano migliorare la vita delle persone e ridurre i costi per la società. Il futuro della salute potrebbe non essere nella semplice cura delle malattie, ma nella valorizzazione del benessere complessivo dell’individuo. Leggi lo studio completo QUI














