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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Per un danzatore, il corpo non è solo uno strumento, ma il fulcro della propria espressione e identità professionale. Anni di studio, prove e performance modellano una comprensione profonda e vissuta del movimento, dello spazio e delle risposte fisiche. Questa eredità di consapevolezza non svanisce con la fine della carriera agonistica o scenica, ma può evolversi in un nuovo percorso professionale: quello di Rolfer. L’intelligenza del corpo in movimento Come evidenziato nell'articolo originale "A Professional Pathway for Dancers" pubblicato su European Rolfing Association (ERA), molti professionisti della danza si avvicinano al Rolfing® Structural Integration inizialmente come clienti. In questo incontro, scoprono una precisione percettiva che non aggiunge semplicemente "qualcosa di nuovo", ma chiarisce e riorganizza ciò che è già presente. Il movimento diventa più fluido, l'orientamento spaziale più nitido e lo sforzo meglio differenziato. Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice e Rolfer, descrive così questo passaggio: “Sono arrivata a un punto della mia carriera di ballerina in cui avevo domande a cui la danza da sola non poteva più rispondere. L'Integrazione Strutturale Rolfing ha aperto una porta verso un tipo di movimento che stavo cercando – radicato nella percezione, nel tocco e nell'esperienza vissuta.” Un ponte verso una nuova professionalità Diventare un Certified Rolfer® permette ai danzatori di restare connessi al mondo della danza, spostando il focus dalla performance all'accompagnamento del corpo altrui. Non si tratta di un cambio di rotta, ma di un'estensione del proprio percorso. Molti Rolfer® con un background coreutico collaborano oggi con scuole di danza e compagnie, parlando la stessa lingua dei loro clienti e comprendendo dall'interno le sfide fisiche della disciplina. Il Rolfing non agisce su aree isolate, ma considera l'essere umano nella sua interezza in relazione al campo gravitazionale. Secondo Hubert Godard, danzatore e Certified Rolf Movement™ Instructor, “La gravità non è una forza astratta fuori di noi, ma una guida fondamentale che usiamo inconsciamente per orientare tutti i nostri movimenti”. Questo approccio trova riscontro nelle ricerche contemporanee sulla fascia come organo sensoriale e sulla biomeccanica. Ricercatori come Robert Schleip e la dottoressa Carla Stecco hanno ampiamente documentato come il sistema fasciale influenzi la postura e la coordinazione (Fonte: Journal of Bodywork and Movement Therapies; Structure, Function, Integration Journal). Fonte originale: "A Professional Pathway for Dancers", European Rolfing Association (ERA).
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Sara Bega, Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner, intervistata su "Live Social Radio International", parla del Rolfing® e del percorso delle 10 sedute. Un'interessante intervista in cui spiega i benefici della tecnica e le modalità di approccio e lavoro. Sara Bega ha completato con successo la formazione per diventare Rolfer™ nel 2008, ha iniziato a praticare e nel 2010 ha acquisito il primo livello di Tecnica Cranio Sacrale, Upledger.Nel 2011 ha aggiunto il corso specifico per il movimento nell'ambito del metodo Rolfing®, in quanto essenziale per poter migliorare l'utilizzo del nostro corpo. (Rolf Movement Practitioner™). Nel 2013 ha effettuato l'esame di massaggiatore (corso biennale)... maggiori informazioni qui
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Mi chiamo Giovanni, ho 54 anni, sono psichiatra e, da anni, sto seduto tutto il giorno in auto o su una poltrona. Sempre con un filo di tensione addosso. Qualche anno fa ho scoperto che, se Dio esiste, vive nella colonna vertebrale. È lì che bisogna onorarlo, servirlo e prendersi cura di lui. Io non l’ho fatto e la mia schiena mi ha punito. È così che sono entrato in contatto con il Rolfing. Per riparare. Mi chiederete: ma cos’è il Rolfing? Il Rolfing sembra un massaggio, ma non lo è. È una pratica disciplinata e profonda con cui ho permesso a qualcuno di aiutarmi a riequilibrare il mio modo di abitare i miei muscoli, le mie articolazioni ed anche il mio intestino. “Il rispetto per la colonna vertebrale è una pratica permanente. Ho riequilibrato il mio modo di abitare i miei muscoli, le mie articolazioni ed anche il mio intestino” Dopo il classico ciclo di dieci incontri ho fatto esperienza di un nuovo modo di stare dritto e di stare seduto in ogni momento della giornata. Una vera disciplina di rispetto e consapevolezza corporea. Da allora ho strutturato una stabile attività motoria e, circa una volta al mese, effettuo con la mia terapista un “richiamo”, una seduta finalizzata all’incontro con le tensioni che si vanno accumulando nei vari distretti. Una cosa mi è ormai chiara: il rispetto per la colonna vertebrale è una pratica permanente che non conosce fine. Testimonianza gentilmente condivisa da Daniela Risser, Certified Rolfer™ Maggiori informazioni su www.danielarisser.com
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Un ispirante articolo di Linden Schaffer su www.mindbodygreen.com parla dei benefici che il Rolfing® ha sugli atleti e su come questo metodo possa migliorare le prestazioni agonistiche, qui un significante estratto: "Guardando le Olimpiadi, sono stata ispirata dall'atleta olimpica degli Stati Uniti Sanya Richards-Ross, che ha inserito il Rolfing® nella suo piano di allenamento e ha portato a casa un oro nelle Olimpiadi di Londra correndo nei 400 metri ... mentre potrei non correre per vincere medaglie sul palcoscenico del mondo, il Rolfing mi ha permesso di continuare ad avanzare verso i miei traguardi con un corpo più sano e indolore." Leggi l'articolo completo qui Fonte Originale: www.mindbodygreen.com Autore: Linden Schaffer Versione in inglese sul sito dell'European Rolfing® Association
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Ecco la versione sottotitolata in italiano del video: ROLFING - Unique in its approach. Un video prodotto dall'Associazione Europea Rolfing® (ERA) in occasione del "In Connection Meeting", Congresso Generale tenutosi a Berlino nel Novembre 2018 che ha visto la partecipazione di Rolfer™ provenienti da ben 14 Paesi Europei. Nel video Interviste a ricercatori, docenti e Rolfer™ provenienti da tutto il mondo, i quali offrono una panoramica di ciò che oggi il Rolfing® rappresenta e di come esso si stia evolvendo a fronte delle numerose evidenze scientifiche nell'ambito. In Ordine di apparizione: Robert Schleip, Ph.D (Germany), Thomas W. Findley, MD, PhD (USA), Bibiana Badenes (Spain), Peter Schwind (Germany), Suzanne Picard, MFA (USA), Rita Geirola (Italy), France Hatt-Arnold (Switzerland), Marcel Teeuw, Sibyl Darrington (UK), Keith Graham (UK), Pierpaola Volpones (Italy), Wolfgang Baumgartner (Germany), Jim McMahon (Ireland), Richard Ennis (USA), Julia Isbarn (Germany), Lisa Praller (Germany), Christina Howe (USA), Russel Stolzoff (USA), Marina Blandini (Italy), Ruth Frömpter (Austria), Pedro Prado, PhD (Brazil), Begona Fontana Urriza (Spain), and Delara Tiv (Switzerland) Un ringraziamento speciale a : John Armstrong (Germany), Andrea Brighi (Italy), Nicola Carofiglio (Italy), Charlotte Fraser (UK), Karen Arane Salwa (Switzerland), Paula Mattioli (Brazil), Raffael Oberhuber (Italy) Concept and Direction: Marina Blandini Intervistatori: Marina Blandini and Keith Graham Editing Video: Andrea Scirè and Tiziana Scuderi - royalacademy.it Prodotto e Supportato da European Rolfing® Association e.V. (rolfing.org)
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Mi chiamo Simona e sono approdata al Rolfing perché da anni soffro di artrite psoriasica, disturbo che mi ha portato ad una situazione di dolori cronici alla schiena, al piede e al braccio. Vista la situazione, quando mia sorella mi ha parlato del Rolfing ho subito deciso di provarlo. All'inizio mi ha spiegato a grandi linee in cosa consistesse questo metodo, ma devo ammettere che onestamente ne ho compreso il reale potenziale solo sottoponendomi alle dieci sedute. Il Rolfing è fatto da una serie di manipolazioni dei tessuti che a me hanno permesso di conoscere un corpo unico fatto di parti tutte collegate tra loro: gambe, piedi, schiena, braccia, fianchi, testa. Riappropriandomi di queste parti, mi sono sentita man mano più sciolta nel cammino, il bacino libero si muoveva e all'inizio per me non era facile accettare quella libertà di movimento. Però, notando la differenza e i benefici tra il vecchio, goffo e rigido modo di muovermi e il nuovo, fluido e armonico, ho lasciato semplicemente che il movimento avvenisse, senza controllarlo, diventando sempre più consapevole del mio corpo e della mia femminilità. I dolori sono passati alla schiena, al piede sinistro (dolore che non mi permetteva di camminare bene) e poi al braccio destro che utilizzo molto per lavoro. Sono state dieci sedute un po' dolorose per me, ma di quel dolore piacevole nel quale senti che qualcosa si sta sciogliendo, allungando. Il segreto, durante le sessioni, sta nel lasciarti andare e fidarti del tuo Rolfer: vedrai che alla fine della seduta ti sentirai in un corpo nuovo, sostenuto, allineato, mobile, fluido. Una cosa che ora so è che il mio corpo mi parla, i miei muscoli e i miei tendini mi parlano, e non mi viene in mente, secondo la mia esperienza, un metodo migliore per scoprirlo se non il Rolfing. Ora mi sento molto meglio ed essendo una persona affetta da artrite psoriasica posso dire che i dolori, dovuti alla mia patologia cronica, si sono attenuati moltissimo!
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"Perché il percorso proposto da questo scienziato francese del movimento riesce a fondere il lavoro sul corpo, sulla postura e sulle emozioni con una facilità stupefacente. Già responsabile del Dipartimento di Analisi del Movimento dell’Università di Parigi, è studioso e allievo di Ida Rolf, la ricercatrice newyorchese che per prima ha creduto al ruolo centrale della forza di gravità. Terapeuta delle più grandi étoile della danza, Godard lavora anche in Italia: esperto di riabilitazione post operatoria per il tumore al seno, ha contribuito ai gruppi di ricerca del CNR coordinati dall’oncologa e psicologa Gemma Martino." [Davide Burchiellaro (MarieClaire)] Di seguito l'intervista ad Hubert Godard tradotta in italiano da Rolfing® Veneto Traduzioni a cura di Rolfing Veneto • Pubblicato il 5 ott 2017
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Oggi vi proponiamo un abstract tratto dall'articolo "Pelvic Relationships and the 'Ten Series'" pubblicato sul Dr. Ida Rolf Journal (Marzo 2023) a cura di Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Nell'articolo l'istruttrice di Integrazione Strutturale Rolfing®, Lu Mueller-Kaul, intervista la collega Tessy Brungardt, istruttrice avanzata di Rolfing®, su come i Rolfer® considerano il bacino durante la "serie di 10 sedute". Dall'approccio olistico alle considerazioni specifiche per ciascuna seduta, Brungardt riflette sulle sfide che studenti e Rolfer incontrano lavorando con le diverse strutture del bacino. Le autrici discutono il perfezionamento della palpazione pelvica e l'acquisizione di familiarità con questa area come strumento per rafforzare le tecniche pelviche in ogni fase della carriera di un integratore strutturale. Un approccio olistico per un equilibrio globale Una delle chiavi di lettura più interessanti è la visione olistica che permea il Rolfing®. L'idea che ogni intervento locale sul corpo abbia ripercussioni sull’intero sistema ci invita a considerare il bacino come un crocevia, influenzato e influenzante. Non si tratta solo di correggere una postura o rilasciare tensioni, ma di ristabilire un equilibrio funzionale che si traduce in un benessere più profondo. Il bacino: punto di unione tra stabilità e movimento L’articolo sottolinea come il bacino rappresenti una zona di connessione fondamentale tra la parte superiore e inferiore del corpo. Questa relazione è evidente nelle interazioni tra piedi, ginocchia e colonna vertebrale. È illuminante, ad esempio, considerare come condizioni apparentemente distanti, come piedi piatti o archi plantari alti, possano influenzare l’allineamento del bacino. Questo dettaglio mette in luce la necessità di un approccio integrato per risolvere problematiche croniche e migliorare il movimento. La precisione del tocco: una competenza da affinare Un altro aspetto cruciale riguarda il modo con cui si agisce sul pavimento pelvico e sulle strutture correlate. Affinare il tocco è essenziale per ottenere risultati significativi. Come indicato da Brungardt, è necessario sviluppare una sensibilità manuale raffinata, accompagnata da una comprensione approfondita delle relazioni anatomiche. Solo così è possibile garantire interventi efficaci e rispettosi della persona. L'educazione del cliente: un ruolo centrale Un punto di forza dell’approccio Rolfing®, evidenziato nell'articolo, è l’importanza dell’educazione del cliente. Spiegare il perché di ogni intervento e fornire strumenti per mantenere i benefici ottenuti favorisce una partecipazione attiva e consapevole. Questo aspetto, spesso trascurato in altri ambiti, rende il Rolfing® non solo un metodo, ma una vera e propria filosofia di benessere. Ogni intervento sul bacino è un'opportunità per esplorare nuove connessioni, migliorare la mobilità e riscoprire un equilibrio spesso dimenticato. Per i professionisti del Rolfing® e per chiunque lavori nel campo del benessere corporeo, questi spunti rappresentano un invito a non smettere mai di imparare, affinare le proprie competenze e, soprattutto, ascoltare il corpo come un sistema vivente e interconnesso. Articolo Originario: Pelvic Relationships and the 'Ten Series Autore: Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Fonte: Dr. Ida Rolf Journal - March 2023
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In occasione del compleanno della dott.ssa Ida Pauline Rolf, fondatrice del metodo Rolfing®, in contemporanea con i Rolfer™ di tutta Europa, a partire dal 19 Maggio, molti Rolfer™ italiani apriranno i loro studi per la settimana del Rolfing®. Una settimana dedicata al benessere e alla prevenzione di comportamenti posturali non efficaci che spesso sono causa dei fastidi di ogni giorno: mal di schiena, torcicollo, mal di gambe ecc Il focus centrale di questa edizione della Rolfing Week è l'iGobba (iHunch), un neologismo coniato da alcuni ricercatori statunitensi (Amy Cuddy dell’università di Harvard et col.). Con questo termine, si fa riferimento alla posizione innaturale che si assume quando utilizziamo i device moderni come cellulari e tablet e agli effetti negativi che da tale posizione scaturiscono. L'uso continuo di smartphone e tablet da parte di adolescenti e “nativi digitali” è un fenomeno in ascesa, un’educazione posturale attenta e consapevole permette di prevenire e risolvere i fastidi derivanti. L'INIZIATIVA Nel corso della settimana del Rolfing®, presso gli studi dei Rolfer™ aderenti all'iniziativa, sarà possibile ricevere, senza impegno, una valutazione postulare (BodyReading) per voi e i vostri figli. Per aderire all'iniziativa tre semplici passi: Inserisci la tua mail nel form sotto Stampa l'invito che riceverai tramite mail (nella casella di posta elettronica da te indicata) Contatta il Rolfer™ più vicino a te per concordare l'incontro Non perdere quest’occasione per ritrovare benessere e incrementare la qualità della tua vita. #mc_embed_signup{background:#fff; clear:left; font:14px Helvetica,Arial,sans-serif; width:100%;} /* Add your own Mailchimp form style overrides in your site stylesheet or in this style block. We recommend moving this block and the preceding CSS link to the HEAD of your HTML file. */ #mc-embedded-subscribe-form input[type=checkbox]{display: inline; width: auto;margin-right: 10px;} #mergeRow-gdpr {margin-top: 20px;} #mergeRow-gdpr fieldset label {font-weight: normal;} #mc-embedded-subscribe-form .mc_fieldset{border:none;min-height: 0px;padding-bottom:0px;} Ottieni il tuo BodyReading Note: la mail inserita in questo modulo, sarà trattata nel pieno rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali e del nuovo GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati informatici, per maggiori informazioni si invita a prendere visione dell'intera informativa cliccando qui. Iniziativa valida fino al 31 Maggio 2019 presso gli studi dei Rolfer™ aderenti; clicca sul pulsante per trovare il Rolfer™ più vicino a te Lista dei Rolfer Aderenti
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Al via la rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Primo incontro con Rita Geirola e Pierpaola Volpones, insegnanti internazionali. Giovedi 23 Aprile Ore 15:00 sui nostri social Non Mancate! Resta informato su tutti i live meeting in programma, segui la pagina ufficiale dell'associazione Italiana Rolfing® clicca qui per accedere alla Pagina Facebook
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Ogni anno il 14 Febbraio, San Valentino, celebriamo l'amore, un sentimento complesso e multidimensionale che può essere descritto come un'intensa forma di affetto, attrazione e impegno verso se stessi, un'altra persona, un gruppo di persone o persino un'idea o un obiettivo. San Valentino è il momento perfetto per regalarsi o regalare a chi si vuole bene "Benessere" attraverso il Rolfing! l'integrazione strutturale Rolfing è il metodo di lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella tua struttura corporea. Contatta il Rolfer più vicino a te e regalati o regala una seduta di Rolfing adesso! TROVA UN ROLFER Trova il Rolfer a te più vicino e fissa un appuntamento.
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
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Anche quest'anno nel corso della Rolfing® Week organizzata in ricordo del compleanno della dott.ssa Ida P. Rolf (fondatrice del metodo), numerosi studi hanno aperto le loro porte a bambini e famiglie. Di seguito la testimonianza di Chiara. D. lasciata dopo la Rolfing® Week di Roma tenuta dalla Certified Rolfer™ Annalisa Di Salvo: "Ieri ho fatto la prova gratuita che in questi giorni è possibile fare alla Città della Luce. È un'esperienza magnifica. Ho la schiena dritta e a riposo come non ho mai percepito. Cammino senza fatica e tutti quei doloretti che non ho più tornano solo alla memoria mentale perché il mio corpo li ha eliminati e se ne meraviglia. Mi dico: ma possibile che con pochi tocchi le contratture che avevo fino a ieri siano sparite? Ebbene si! Dopo la seduta ho camminato sino a sera tardi per strade, centri commerciali e passeggiata serale senza mai sedermi...e ho percepito un tale benessere e una vitalità mai provata prima. Senza stanchezza, senza dolore, ma allungata, rilassata, naturale e vitale! Straconsiglio questo percorso a chiunque abbia mal di schiena o cervicali come me e anche a chi pensa di stare benone per fare un check up su come potrebbe stare ancora meglio. Lo percepirai solo lì per lì , dopo essere già "guarito" che prima stavi scomposto! In soli 30 minuti e gratuiti si può sperimentare ora! Fantastico e magico davvero!"
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Da un lavoro in uno studio d’ingegneria, che lo portava a lavorare all’estero, ad un presente da Rolfer™. È l’esperienza di Simone Costa, Rolfer di Milano, che dopo le dieci sedute di Rolfing ha capito che la vita che si era costruito non gli piaceva più. Così ha deciso di ascoltare il suo corpo, che gli ha detto di cambiare. “Mi piace dire che è il mio corpo che mi ha fatto comprendere di voler diventare Rolfer e mi ha spinto a cambiare vita. – spiega Simone – La volontà di un dialogo più diretto con il mio corpo, di una congruenza tra ciò che facevo nella vita e ciò che, invece, sentivo più giusto per me, mi aveva già spinto verso il teatro e verso esperienze di lavoro corporeo a diversi livelli. Ero insoddisfatto, il mio lavoro non mi rispecchiava, non mi sentivo nel mio elemento. Attraverso il Rolfing ho visto chiaramente come doveva e poteva essere la mia vita”. Costa ha scoperto il Rolfing grazie a un post in Facebook, poi la curiosità di sperimentare lo ha portato in uno studio di Rolfing. Quindi il corso per diventare Rolfer. “Il Rolfing non è un massaggio, ma è altro: questa è la grande differenza rispetto ad altre tecniche di manipolazione. Non interviene sul sintomo, sul dolore, sulla contrattura, sulla postura sbagliata, ma va oltre, offrendo modalità e strumenti di conoscenza del proprio corpo, di come questo interagisce con lo spazio e con l’ambiente che lo circonda, migliorando così non solo il rapporto con se stessi e la propria fisicità, ma anche con il mondo. Attraverso il tocco del Rolfer, che incontra le diverse zone del nostro corpo, aumenta la consapevolezza e si dispiegano le potenzialità. C’è una grande differenza, quando vuoi comprendere veramente qualcosa, tra ascoltare le istruzioni, imparare ad eseguirle e diventare ciò che si è imparato. Un conto è la conoscenza a livello mentale, un conto è la messa in pratica della conoscenza, un altro è ‘saper essere’ quella cosa. È un livello più alto, che appartiene al corpo quando diventa capace di introiettare la consapevolezza. Il corpo può dire cose alle quali la mente non arriva”. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. “Grazie al percorso di Rolfing, sin dall’inizio, mi sono sentito deciso, assertivo e determinato – conclude Simone - Ho capito cosa volevo dalla mia vita e ho intrapreso il percorso più efficace per avvicinarmici”. Maggiori informazioni su Simone Costa qui Sito personale
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Sono arrivata alle 10 sedute senza dolori, senza problemi. Se però potevo esprimere un desiderio, era quello di trovare maggior agio nel mio bacino, volevo essere meno lordotica a livello lombare. E già nel primo colloquio la mia rolfer mi stupì dicendomi qualcosa del tipo: “un certo grado di lordosi lombare è fisiologica e tu non sembri averne un eccesso. Esploreremo insieme questa sensazione di disagio che senti in questa zona nell’insieme del tuo corpo…” Sorrisi e pensai che forse lei non aveva capito bene il mio problema. Certo, non sapeva che io ho anche L6, che tutti i miei disagi li ho sempre avuti lì, etc, ma poi avrebbe capito… Invece sono stata io a scoprire ciò che lei forse aveva già intravisto in quel primo incontro, quello di cui io, il mio corpo, avevamo fame: di piedi che mi permettessero di sentirmi solida, sicura. Sentendo la spinta sotto ai piedi quando camminavo. Un collo che mi permetteva di guardare all’orizzonte e non solo davanti a me. Un bacino che poteva muoversi liberamente e non stare bloccato in una unica posizione. Una bocca che potesse chiudersi in modo perfettamente complementare, sentire le due arcate dentali combaciare perfettamente e con grande leggerezza, senza più stringere. Scendere ogni volta dal lettino e scoprire che i miei piedi erano leggeri e solidi nello stesso tempo. Che la terra mi offriva sostegno e non cercava più di tenermi incollata a sé. Percepire, scoprire ad ogni seduta la possibilità di stare nello spazio con una postura diversa, che influenzava incredibilmente anche il mio stato interiore. E scoprire anche che potevo ricreare alcune di quelle posture più comode se, una volta fuori da lì, prestavo attenzione al mio corpo e al mio stato interiore, anche se con il passare dei giorni tendevo a dimenticarmi come evocare quelle nuove posizioni. Che la mia rigidità nel collo poteva cambiare se mi ricordavo di percepire il mio bacino, come stavo seduta. Ricordavo che la sensazione nel corpo poteva essere diversa ma non riuscivo più a ricreare quello spostamento nel corpo che mi permetteva di sentirmi con quella determinata sensazione. Ho avuto l’impressione di avere dei “binari” posturali, come se alcuni miei schemi motori fossero così antichi, consolidati e significativi per me, che c’era bisogno di più occasioni di incontro con questi nuovi schemi,apportatori di maggior agio, per poterli integrare davvero. Di avere un ritmo di accoglienza più lento. Nella vita quotidiana questo antico poi riemergeva prepotentemente in certe situazioni e anche se razionalmente sapevo che stare con la testa in alto, con i muscoli dietro del collo contratti, con le dorsali bloccate non mi avrebbe aiutata a affrontare con maggiore economia quello avevo di fronte, è come se tutti questi atteggiamenti nel loro insieme avessero avuto un significato profondo per me, per la mia storia, che prevaleva su ciò che io razionalmente consideravo più vantaggioso. E allora percependo da una parte la frustrazione legata a questo stato del mio corpo e alla nostalgia di quello stato così piacevole, nello stesso tempo provavo gioia perché nutrivo fiducia e sicurezza che quello stato non era temporaneo e dipendeva dalle mani di qualcun altro, ma era qualcosa che esisteva dentro di me, una potenzialità. Come l’imparare a camminare e parlare da piccoli, qualcosa che è nella saggezza del corpo, e che io posso favorire l’emergere di queste nuove possibilità corporee, mettendomi nelle giuste condizioni ambientali che mi possono offrire gli input e gli stimoli adeguati che facilitano e sostengano questo mio ulteriore apprendimento. Fare l’esperienza del globale che prende il sopravvento sul locale, questo concetto mi ha richiamato l’attenzione su un modo di funzionare: quello democratico, dove la maggioranza vince sulla minoranza. Perdendo così il contributo di questa minoranza, che diventa silente, o arriva addirittura a opporsi alle azioni che la maggioranza cerca di realizzare. Questa modo di funzionare, che genera una perdita, l’avevo già trovato a livello delle mie sensazioni e dei miei pensieri. Durante le sedute l’ho visto anche nella carne. Mi occupavo di ogni livello del mio essere: per i pensieri, ossia a livello del linguaggio con la Comunicazione nonviolenta, a livello delle sensazioni con il Focusing, e a livello del mio corpo di carne con il Rolfing. Ho confermato che è il modo di funzionare, di usare il corpo che fa la differenza. E ho capito che ogni formazione mi permette di allenare la mia capacità di tenere l’attenzione su quale modo di funzionare voglio che stia alla base del mio sistema. Un modo che sostenga l’equilibrio a livello mentale, di sensazioni e del corpo.
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Lukasz Gregorczyk, Certified Rolfer™ a St Albany London, dimostra come dare sollievo alle tensione della mascella, attraverso semplici esercizi, che è possibile eseguire da soli a casa propria. Source: Youtube Produttore: Rolfing London
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Ida Pauline Rolf, è stata una scienziata e terapeuta americana la cui opera ha rivoluzionato la comprensione del corpo umano e del suo funzionamento. Attraverso il suo lavoro pionieristico, ha sviluppato il metodo Rolfing, una pratica di integrazione strutturale che mira a riorganizzare il tessuto connettivo del corpo (La Fascia) per migliorare la postura, la flessibilità e il benessere generale. Ida P. Rolf ha rivoluzionato il modo di concepire il corpo umano e la sua connessione con il benessere Nata a New York nel 1896, Rolf si distinse fin da giovane per la sua curiosità intellettuale e il suo spirito pionieristico. Dopo una brillante carriera nel campo della biochimica, Negli anni '40, attraverso un percorso di ricerca personale, iniziò a esplorare le connessioni tra struttura corporea, postura e dolore. Le sue intuizioni, inizialmente considerate non ortodosse, si sono rivelate sorprendentemente lungimiranti. Ida Rolf sosteneva che lo stress e i traumi non solo influenzano la psiche, ma anche la struttura fisica del corpo, creando tensioni e schemi posturali scorretti che possono causare dolore e limitare la mobilità. Anticipando di decenni le ricerche scientifiche odierne, Rolf ideò il Rolfing, il metodo di manipolazione profonda che mira a riallineare il corpo, rilasciando le tensioni fasciali e ripristinando l'equilibrio posturale. Attraverso un tocco attento e preciso, oggi noto come "Tocco Rolfing", i Rolfers lavorano sul tessuto connettivo (Fascia), favorendo un'integrazione armonica tra le diverse parti del corpo e promuovendo una sensazione di benessere generale. Oggi, le intuizioni di Ida Rolf trovano conferma in un vasto corpus di ricerche scientifiche. Numerosi studi dimostrano l'efficacia del Rolfing nel ridurre il dolore cronico, migliorare la postura, aumentare la flessibilità e la mobilità, e persino alleviare i sintomi di ansia e depressione. Studi recenti inoltre hanno dimostrato che il tessuto connettivo, e in particolare la Fascia, gioca un ruolo cruciale nella salute e nel movimento umano. La Fascia, oggi eletta a livello di Organo denominato INTERSTITIUM, come evidenziato dalle ricerche del Fascia Research Group e dal team italiano della dott'ssa Carla Stecco, è una rete continua di tessuto che avvolge muscoli, ossa, organi e nervi, influenzando la biomeccanica e la percezione del dolore. Tra le ricerche più significative che validano le intuizioni di Ida Pauline Rolf si annoverano: Uno studio pubblicato sul Journal of Bodywork and Movement Therapies ha rilevato che il Rolfing è efficace nel ridurre il dolore cronico alla schiena, migliorando la funzionalità e la qualità della vita dei pazienti. Un'altra ricerca, pubblicata sul Pain, ha dimostrato che il Rolfing può essere utile nel trattamento del dolore al collo, riducendo l'intensità del dolore e migliorando la mobilità cervicale. Inoltre, diverse ricerche hanno evidenziato come il Rolfing possa avere effetti positivi sulla gestione dello stress, dell'ansia e della depressione, promuovendo una maggiore consapevolezza corporea e un senso di benessere psicofisico. Una eredità di pensiero che vive in ogni Rolfer®... L'eredità di Ida Rolf continua a vivere e ad evolversi, ispirando nuove generazioni di professionisti del benessere che integrano il Rolfing nella loro pratica. La sua visione olistica del corpo umano e la sua enfasi sulla connessione tra struttura e benessere rappresentano un contributo inestimabile al panorama delle terapie alternative e complementari. Ida Rolf non solo ha creato una tecnica innovativa, ma ha anche aperto la strada a una nuova comprensione del corpo umano e del suo potenziale di guarigione. “Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso.” cit Dr. Ida P. Rolf La sua storia e le sue intuizioni ci insegnano che il benessere non è solo l'assenza di dolore, ma un equilibrio armonioso tra corpo, mente e spirito. Di seguito una raccolta di contenuti di approfondimento: Libri Consigliati Rolf Ida P. - Rolfing, Edizioni mediterranee Rolf Ida - Il Rolfing e la realtà fisica, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996 France Hatt - Rolfing – La méthode d'Ida Rolf: Une remise d'aplomb de l'organisme par la manipulation du fascia Articoli scientifici in evidenza - Clicca qui per vedere una lista completa Effect of Rolfing structural integration on chronic low back pain: a randomized controlled trial Rolfing structural integration for treating chronic neck pain: a randomized controlled trial The effects of Rolfing structural integration on stress, anxiety, depression, and body awareness Gruppi di Ricerca attivi sulla Fascia Fascia Research Group Ricerche di Carla Stecco
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Un'occasione per scoprire il metodo Rolfing® e i suoi benefici sul corpo umano con Maria Cristina Crivellari - Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner. L'allineamento, il radicamento, lo spazio, il respiro, i piedi, gli occhi, la linea centrale, sono solo alcuni dei contenuti che verranno affrontati durante l'incontro. Dopo aver chiarito i principi di base del lavoro, la funzione delle fasce, il supporto e l'orientamento la Rolfer™ guiderà gli intervenuti in un'esperienza pratica di gruppo, nel Movimento, per "sentire" il corpo e i suoi mutamenti. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 368470485 Sede: Via della Ghisilliera 27 b - Bologna Inizio presentazione: ore 20:20 Si consiglia di indossare vestiti comodi.
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Grazie al Rolfing®, al Rolf Movement® si impara a conoscere meglio il proprio corpo e a correggere anche in modo autonomo vizi posturali, che a lungo andare possono far insorgere fastidi dolorosi. In questo video France Hatt-Arnold - Certified Advanced Rolfer® - ci mostra come decomprimere la colonna vertebrale utilizzando semplicemente una sedia, un tappetino yoga e una coperta. GUARDA SU EUROPEAN ROLFING ASSOCIATION GUARDA
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Andrea Brighi, Vicepresidente Associazione Italiana Rolfing®, spiega con un video, in modo semplice e diretto cos'è il Rolfing® il metodo di educazione corporea ideato dalla dr. Ida P. Rolf. "L'Integrazione Strutturale Rolfing® è un metodo di lavoro che mira a stabile equilibrio ed armonia nella struttura corporea attraverso un tocco educativo ed evocativo del tessuto connettivo e l'educazione al movimento." Andrea Brighi è Certified Rolfer™ e Vicepresidente Associazione Italiana Rolfing® maggiori informazioni su: www.andreabrighi.it














