TRAINING Modulare di Rolfing® 2011-2013
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Le 10 sessioni: non si finisce mai di imparare!! - torna all'elenco
Pubblicata il 16/06/2010
Il percorso delle 10 sedute di base è stata l’esperienza corporea e mentale più diretta forte ed intensa che abbia mai provato. Ho sempre ritenuto di avere una grande padronanza e facilità nel sentire/ascoltare il mio corpo...
Il percorso delle 10 sedute di base è stata l’esperienza corporea e mentale più diretta forte ed intensa che abbia mai provato. Ho sempre ritenuto di avere una grande padronanza e facilità nel sentire/ascoltare il mio corpo; questa sensazione forse nasce grazie al percorso di arti orientali e meditazioni che fin dall’età dei 6 anni mi appartiene.
La capacità di abbandonarmi alla scoperta di sensazioni del corpo e di conoscenza interiore appartiene alla mia naturale modalità di approccio alle tecniche esperienziali.
Ogni singola seduta l’ho vissuta come una meditazione, era un momento di dialogo con il mio corpo e la cosa che mi colpiva maggiormente era che il Rolfing non si esauriva alla fine della seduta, ma paradossalmente iniziava. Infatti quando uscivo dalla seduta per tutta la giornata e i gironi seguenti percepivo chiaramente che il lavoro che era stato fatto nella seduta continuava, mi accorgevo di ricercare nei giorni successivi lo stato che il rolfer mi aveva aiutato a trovare, ma era il mio corpo che “chiedeva” di entrare in quella struttura, non era la mia volontà, era un bisogno un’esigenza per sentirmi integrato e in un equilibrio dinamico, di sentirmi sempre con la sensazione che mi aveva lasciato la seduta e desideravo che arrivasse prima possibile la seduta successiva per scoprire cose nuove.
Anche sul piano emotivo il Rolfing ha lavorato in modo molto potente, ho provato vari stati d’animo durante le sedute e se lasciavo che il corpo si abbandonasse tra le mani del mio rolfer ecco che da lì a pochi minuti uscivano le emozioni, a volte ridevo altre volte piangevo di gioia, capivo sentivo cosa accadeva nel mio corpo e per me era un viaggio bellissimo, perché era diventato un processo di scoperta di me stesso ed è stato come se dialogassi con il mio corpo ad ogni seduta.
Il dolore provato è stato un dolore “buono”, quasi piacevole, in quanto riuscivo a comprendere che se permettevo al mio rolfer di lavorare nel e sul mio corpo avrei potuto continuare quel dialogo, quindi respiravo cercavo di rilassarmi e lasciavo che “entrasse” in me e improvvisamente il dolore svaniva e il dialogo iniziava e potevo percepir e il cambiamento che stava avvenendo. Il momento più emozionante è stato quando ho scoperto quanto riuscissi a percepire il senso di unione di tutto il mio corpo, quando il mio rolfer lavorava il piede per esempio, io ero il piede e anche i capelli si accorgevano del lavoro che veniva svolto sui piedi, un senso di presenza splendido.
Dopo le 10 sedute ho affrontato il Cammino di Santiago con una grande carica e un sogno, quello di diventare un rolfer di conoscere e approfondire il Rolfing. A distanza di 6 anni dalla prima seduta di Rolfing sono ancora vivissimi in me tutti i momenti e le sensazioni vissute, sono esperienze indelebili che ti cambiano totalmente. Negli anni seguenti alle 10 sedute sono sempre tornato dal mio rolfer per un “tagliando”, mi piaceva e mi piace tutt’ora il tocco del rolfer rispetto ad altre tecniche corporee, perché ho la sensazione che quando mi prende una gamba o un piede prende in realtà tutto il mio corpo nel suo insieme. é impagabile la sensazione quando esci e cammini, ti sembra di volare di non fare fatica, utilizzi meno energia per muoverti ti senti integrato nella
tua struttura.
