ROLFING® E DANZA [parte 3] - Le Immagini dinamiche


Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita.



ROLFING® E DANZA [parte 3] - Le Immagini dinamiche

Immagini dinamiche

Esami elettromiografici dimostrano una diversa intensità e cronologia dell'attivazione muscolare, a seconda di come uno stesso tipo di movimento venga pensato, organizzato ed eseguito. Le indagini rivelano anche una diversa stabilità e forza, se le direzioni del movimento si proiettano nello spazio.

Ad esempio, un braccio sollevato davanti a noi, resisterà meglio ad una pressione esercitata dall'alto, se, distendendo le dita, immaginiamo che dai polpastrelli escano dei fasci di luce che prolungano nello spazio la direzione data dalle dita; risulterà invece più debole se non si attiva la proiezione. Ben radicati, proiettarci oltre i confini della materia corpo ci espande e rende forti.


Gli orientali "evocano" e si relazionano, durante le classi di pratiche del corpo, a diverse immagini, che diventano supporto per il movimento e lo modificano profondamente.

Nelle tradizioni orientali, le meditazioni, le forme, le posizioni e le sequenze di movimento sono designati con nomi di animali, paesaggi, movimento degli astri etc. Anche nella danza contemporanea si usa offrire agli studenti "immagini dinamiche", che aiutano il corpo a trovare soluzioni e organizzazioni nuove di movimento. I circensi e gli acrobati, per spiccare il volo, pensano di voler saltare più in alto della loro effettiva meta, e gli sportivi, per ottenere migliori risultati, usano tecniche basate su principi simili.

Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita".

La motivazione (vocabolo, che etimologicamente, riporta al concetto del moto) a spostarsi nasce, spesso, dalla necessità di relazionarsi con ciò che abita l'universo esterno al corpo.

Osservando i bambini, è evidente che il motore del movimento è il voler raggiungere un oggetto/gioco/seno materno, con gli occhi, la bocca, la mano; è così che si sviluppa il tono muscolare, il sistema motorio e nervoso. L'evoluzione è una risposta al bisogno, alla necessità, alla motivazione. Respirare, immaginando un profumo da noi preferito, può davvero modificare quel sistema complesso, che è l'atto di inspirare, per esempio. Muoversi, immaginando di volersi spostare al sole, per riceverne calore sulla pelle, è ben diverso dal muoversi, con l'indicazione di spostarsi secondo una coordinata spaziale, come destra, sinistra, avanti, indietro, giù e su.



L'immagine dinamica serve e nutre il movimento.

Non siamo essere bipedi, perchè più di 200.000 anni fa un istruttore di posturale ci indicava di stare dritti con la schiena.

Le tesi e le ipotesi sono molteplici; certamente, sia la necessità di coprire maggiore spazio con lo sguardo, per controllare il territorio circostante, sia l'esigenza di agevolare gli arti anteriori, sgravando gli stessi dalla funzione di sostegno, per poter meglio interagire manualmente con le cose, sono entrambi aspetti, che hanno giocato un ruolo importante nella conquista della posizione bipede eretta.

Osservando gli animali, si nota che nell'atto di orientarsi "sollevano i sensi", li dirigono verso l'esterno, si raddrizzano per registrare ciò che accade attorno, specie se, per esempio, un suono o un odore attirano la loro attenzione, minacciando la loro sicurezza.
Quando c'è orientamento, l'organizzazione del sistema motorio diventa efficace, il corpo sveglio, più elastico e pronto ad adattarsi e a muoversi, senza superflua tensione.

Il Rolfing® tende a migliorare la stabilità dove è mancante, e lo fa, appunto, anche vivificando "il senso degli orientamenti". La ricerca dell'equilibrio, tra stabilità e mobilità, è uno degli obiettivi del Rolfing® e del Rolf Movement ed è, anche, alla base di ricerche e metodologie sul movimento, alle quali molti professionisti della danza si rivolgono, come Bartenieff Fundamentals, Contact Improvisation, Release technique, Feldenkrais, Body Mind Centering.



Conclusioni

Ben orientato e ben integrato, il corpo cerca la coordinazione migliore.

Il presupposto, per un movimento efficace e armonico, è il buon orientamento tra terra e cielo, e non c'è da stupirsi: siamo esseri, che vivono tra terra e cielo.

Riscoprire-costruire, ogni volta, il giusto orientamento ci rende pronti al movimento, sensibile e cosciente.
Il danzatore sottopone a stress prolungati muscoli e articolazioni; l'integrazione Strutturale/Rolfing® è un valido strumento, che lo educa a prendersi cura di sé e lo aiuta, quindi, a prevenire disagi, che potrebbero compromettere la sua l'attività.

I diversi danzatori, che si rivolgono ai Rolfer, nonostante siano già ben allenati a "sentirsi", trovano il Rolfing® un metodo apprezzabile, che modifica il modo di essere nello spazio e nel tempo, che offre una visione del corpo speciale e che merita di essere presa in considerazione.

Autore:Anna Paola Bacalov
Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer


*Il pensiero contenuto nell'articolo scaturisce dall'esperienza, dall'apprendimento e dalla riflessione personale sulla danza, sul Somatic Experiencing e sul Rolfing® 





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