La Fascia: organo di senso.


Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse.



Dopo molti anni in cui è stata poco considerata, oggi i ricercatori ed i biologi di tutto il mondo stanno dedicando ricerche approfondite allo studio di un particolare tipo di tessuto connettivo: le Fasce muscolari, ossia quella rete di guaine fibrose e biancastre che attraversa tutto il nostro corpo.

Le Fasce stanno assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito medico-scientifico, tanto che alcuni esperti le individuano come un “nuovo sistema di comunicazione del corpo”, una sorta di rete vitale dalle potenzialità ancora inespresse. Per la medicina si tratta di un campo del tutto nuovo, che consente di passare dall'immagine di rigida struttura ossea ad un modello dinamico, costituito dal tessuto connettivo delle fasce che si estende attraverso l’intero organismo e supporta ogni parte interna del corpo.  

Quel che è poco noto è che il tessuto connettivo è una struttura di raccordo, che funziona come un vero e proprio nuovo organo e che si trova ovunque: nei tendini, nei muscoli, nelle cartilagini, connettendo la testa coi piedi ed avvolgendo e penetrando in tutti gli organi. 

Per capire l'importanza delle Fasce, immaginiamo che se eliminassimo tutto quello che c'è dal tronco del nostro corpo, fino ad arrivare al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe comunque completa: sarebbe un corpo dentro un corpo. Ma se provassimo a separare il tessuto connettivo dagli organi, ci troveremo di fronte ad un compito impossibile, perché la Fascia muscolare penetra molto più a fondo del semplice strato di rivestimento ed avvolge ogni singola cellula muscolare, come fosse una sorta di alveare organico.

La Fascia: ecco com'è formato uno degli organi di senso più importanti

Per capire quanto sia importante la Fascia basti pensare che ben l’80% delle terminazioni dei nervi si trova nel tessuto connettivo che delimita i muscoli nella zona sottocutanea. Tale rete è densa di sensori di movimento ed è fondamentale per la propriocezione, ossia per quella capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepirne il movimento. Il tessuto connettivo, oltre ai sensori di movimento, è anche ricco di recettori del dolore: potendo farci provare dolore, può divenire esso stesso la causa di malessere. Ciò può accadere, ad esempio, nella Fascia toraco-lombare, la quale sovente può essere la fonte di mal di schiena che appaiono altrimenti inspiegabili. In situazioni simili, le cause del dolore non risiedono quindi solo nei muscoli o nelle articolazioni, come invece si è sempre pensato, ma potrebbero essere dovute all’incapacità del tessuto connettivo di svolgere il suo ruolo di 'lubrificante'. Serve allora che un trattamento manuale in grado di riequilibrare questo malessero, che renda le fasce nuovamente scorrevoli tra loro e promuova lo scivolamento degli strati uno sull’altro.

Gli studi sulla Fascia e le ricerche del Dr. Robert Schleip

 Robert Schleip, Rolfer, biologo umano, psicologo e fisioterapista è tra i più grandi studiosi della Fascia al mondo. Schleip è riuscito a dimostrare, in maniera scientifica, cosa accade quando la Fascia viene sottoposta a trattamenti manuali. Lo studioso ha sottoposto la Fascia a dosi di stress meccanico e ha dimostrato che questa può contrarsi indipendentemente dal muscolo. Si tratta di una scoperta eccezionale, da cui emerge la possibilità che possa essere anche il solo tessuto connettivo, e non più il muscolo, a trasmettere dolore al resto del corpo.   

In questo modo scopriamo che delle lesioni croniche delle mani possono causare dolori alle spalle, che piccole distorsioni del ginocchio possono provocare il mal di schiena e così via. Sebbene l’avanzare delle età renda le fasce meno flessibili, non è questo il fattore principale che determina il dolore: a causarlo sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate, siano esse distorsioni, contusioni oppure ferite. Essendo le Fasce molto reattive agli stimoli meccanici, inoltre, anche il poco o troppo sport può causare problemi fastidiosi, così come ad influire sul nostro benessere possono esser lo stress o un'alimentazione errata. 

Negli ultimi anni, poi, si è scoperto che molte patologie diffuse possono derivare da problemi al tessuto connettivo: la spalla congelata, le vene varicose, il bruxismo, patologie dell’intestino e dei polmoni, dell’anca o del ginocchio, malattie reumatiche. E non solo. Secondi i recenti studi sembrerebbe che lo scorrimento dei tessuti sia così fondamentale per la nostra salute che i ricercatori stanno prendendo in considerazione anche la sua influenza su patologie gravi come il cancro e il tumore maligno.

Come tenere le Fasce in salute? Ad aiutarci c'è il Rolfing

Cosa si può fare contro “l’infeltrimento” delle Fasce? A riguardo, Robert  Schleip dice: “chi non si muove si blocca”. I movimenti elastici, infatti, stimolano il benessere delle Fasce, a patto che all’organismo venga dato il tempo di adattarsi ai cambiamenti. Saltellare, ballare, correre a piedi nudi su terreni diversi o fare arrampicata aiutano lo scorrimento dei tessuti,ma prima è necessario 'sbloccarsi', attraverso metodi di lavoro che prevedano la manipolazione delle fasce per sciogliere le tensioni e lenire il dolore. Il metodo più efficace per farlo è il Rolfing, la tecnica ideata dalla biochimica americana Ida Paolina Rolf che, già alla metà del secolo scorso, attribuiva alla fascia un ruolo decisivo nell’insorgenza del dolore e negli errori di postura. In un ciclo di dieci sedute, il Rolfing è in grado di ristabilire la corretta condizione delle Fasce, grazie alla combinazione di massaggi del tessuto connettivo in profondità ed esercizi di postura.

Tratto dall’articolo della professoressa Carla Stecco pubblicato su Geo Italia. 

Sintesi di Maria Rosaria Busia,

Certified Rolfer™, Rolf Movement™ Practitioner