In viaggio sotto la pelle


Tempo di Primavera e d’Estate...Il sole, il respiro all’aria aperta, il movimento danno gioia e vigore e la natura ci dona ancora una volta il suo miracolo, nel rinnovamento; ecco però che la risposta al moto, magari, non è più così pronta come alcuni anni fa...



In viaggio sotto la pelle

Tempo di Primavera e d’Estate, di corpi che iniziano a togliersi di dosso strati di vestiti ma anche il rallentamento fisiologico dei lunghi mesi invernali. Il sole, il respiro all’aria aperta, il movimento danno gioia e vigore e la natura ci dona ancora una volta il suo miracolo, nel rinnovamento.


Ecco però che la risposta al moto, magari, non è più così pronta come alcuni anni fa: “ma come, ho fatto palestra, ginnastica, ma mi sento ‘legato/a’”. In generale nella nostra routine giornaliera stiamo troppo seduti, facendo poco esercizio. Probabilmente la risposta alla mancanza di agilità ed elasticità non è da cercarsi nell’allenamento muscolare, ma in quello fasciale.


LA FASCIA


La fascia è una rete di tessuto connettivo, che contiene oltre alla matrice di base extrafibrillare (i cui fibroblasti sintetizzano le fibre), fibre proteiche di collagene (più denso) ed elastina. Queste due componenti portano la rete ad essere elastica in una direzione, ma resistente nell’altra, perché dopo essere stata tirata torna alla forma originale. Si può suddividere in fascia superficiale, circa tre cm sotto la pelle, che inguaina tutto il corpo come una muta da sub, e fascia profonda, intrecciata con muscoli, vasi sanguigni e linfatici, tendini e legamenti.


Fattore fondamentale per la mobilità ed il recupero muscolare è l’idratazione di questo tessuto, visto che contiene acqua al 70%, ma è anche importante che l’acqua arrivi dove deve; agglutinamenti, compattamenti, tensioni compensazioni, traumi, fanno sì che questa fascia si ispessisca e formi ‘dighe’ e ostruzioni, più o meno profonde, di cui la cellulite femminile è un esempio, ma anche le ben più invalidanti situazioni di dolore .


Il Dott.Robert Schleip, direttore delle ricerche sulla fascia all’università di Ulm e nella Associazione Europea Rolfing®, nomina la fascia “Cenerentola” della medicina, in quanto fino a dieci anni fa in ambito medico questo tessuto veniva considerato semplice rivestimento privo di importanza. Ora invece sappiamo che la fascia è come una spugna, se strizzata e rilassata richiama fluidi e nutrienti, come risultato dell’azione dei capillari, contiene varie terminazioni nervose che ci danno la consapevolezza coordinativa e la sensazione di dolore, e immagazzina energia cinetica che dà luogo all’”effetto catapulta”.


Il meccanismo catapulta è uno degli aspetti più affascinanti della ricerca sulla fascia: per esempio quando camminiamo il contraccolpo naturale generato dal tendine d’Achille, dalla fascia plantare e dalle fasce associate ai nostri muscoli produce il 50% della nostra forza propulsiva. E’ un effetto di ritorno dell’energia che viene permesso da un buon grado di elasticità, il quale riesce a creare pre-tensione e stretch.

Nelle mie sedute individuali con il Rolfing® (www.rolfing.it, FB Rolfing Modena) supporto un obiettivo di elasticità e resilienza nell’allineamento strutturale, utilizzando la manipolazione dei tessuti e l’educazione al movimento, mentre nei miei gruppi insegno ad utilizzare il Blackroll® come strumento per l’automassaggio, insieme ad esercizi di stretching fasciale ed esplorazioni legate ai principi del Rolfing®.

Maria Cristina Crivellari
Certified Advanced Rolfer
Rolf Movement Practitioner


Maria Cristina Crivellari è Certified Advanced Rolfer e Rolf Movement Practitioner per approfondimenti clicca qui